Udine e il Far East Film Festival

Far East Film FestivalUDINE E IL FAR EAST FILM FESTIVAL.

DA GIOVEDI’ 23 AL 2 MAGGIO L’ONDA GIALLA INVADE IL CAPOLUOGO FRIULANO NELL’UNIONE DI EST ED OVEST.

L’onda gialla ha invaso Udine, con le sue piazze dal fascino veneziano e gli antichi palazzi, a partire da giovedì 23 e fino al 2 maggio. Ha preso avvio il Far East Film Festival, evento di rilievo internazionale, che permetterà a chi la conosce e a chi no, di viverla in maniera del tutto nuova. Da piazza Libertà, definita “la più bella piazza veneziana sulla terraferma”, a piazza Matteotti (o delle Erbe), sorta di salotto a cielo aperto, la città, grazie a questa manifestazione, è sempre più punto di incontro fra Est e Ovest. La passione, che ha mosso in questi anni i direttori del festival, ha fatto sì che alla 17esima edizione, Sabrina Baracetti e Thomas Bertacche, siano più orgogliosi agguerriti e combattivi, che mai, perchè il Far East, partito dalla periferia con l’anima di portare in Italia la produzione popolare del cinema orientale senza discriminazioni artistiche, dai blockbuster ai cult movie, dagli outsider alle scelte autoriali, senza mai dimenticare retrospettive altrimenti invisibili all’Occidente, continua a fare centro e ad “alzare il tiro”. Aver puntato su una particolarità e cercare di essere i migliori su un argomento di nicchia come il cinema popolare e di genere dell’estremo Oriente, credendoci e lavorandoci duramente, ha fatto sì che di anno in anno la realtà del Far East si sia sempre di più consolidata.

La rassegna quest’anno si compone di 70 titoli, 11 paesi (Hong Kong, Giappone, Cina, Corea del Sud, Singapore, Filippine, Taiwan, Thailandia, Indonesia, Vietnam e, per la prima volta, Cambogia), e un trailer curato dal regista friulano Carlo Zoratti, che sintetizza la “reazione emotiva a catena che caratterizza il Far East Film“. Un uragano, un’energia vitale, che già giovedì ha trascinato il pubblico in un vortice di emozioni. E’ toccato, infatti, a Joe Hisaishi alzare il sipario, con un concerto-evento, sold out nelle prime 24 ore, 1000 biglietti bruciati. Prima assoluta italiana per il maestro giapponese, che sul palco del Teatro Nuovo Giovanni ha ricevuto il Gelso d’Oro alla carriera. Alle 20.30 il compositore dei capolavori di Miyazaki e Kitano ha diretto l’Orchestra Sinfonica Slovena, 80 elementi, e suonerà il piano. A rendere ulteriormente memorabile l’opening night del FEFF 17, il 24, c’è stato l’ospite d’onore: l’idolo hongkonghese Jackie Chan, che ha presentato il kolossal Dragon Bladedi Daniel Lee, in anteprima mondiale. Una delle maggiori produzioni nella storia dell’industria cinematografica cinese, che annovera nel cast Adrien Brody e John Cusack. Una riprova della reputazione internazionale che il festival ha saputo conquistarsi.  Il CEC credendo nell’Estremo Oriente ha saputo anche precorrere i tempi di un futuro che è ormai. In febbraio 2015 la Cina ha superato, infatti, di gran lunga i numeri USA sul conteggio dell’incasso mensile. “Transformer 4” ha incassato più in Cina che negli Stati Uniti e produzioni come “Fast & Furious 7” ne sono la riprova. In questa trasformazione del mercato si può cogliere ancora di più l’importanza del lavoro di selezione che il Far East ha messo in piedi negli anni, cercando sempre nuovi registi.

E se nella sezione arti marziali ci sono titoli che hanno fatto la storia “The Way of the Dragon” di Bruce Lee, “The Young Master Jackie Chan“, “Spooky Encounters di Sammo Hung”, fra le novità il primo titolo cambogiano, “The Last Reel” di una giovane regista donna. Altri titoli da non perdere: il cinese “The Continent”, scritto e diretto dallo scrittore Han Han, autore anche di un blog che annovera 450 milioni di accessi all’anno, i giapponesi “0,5 MM” e il fantasy “Forget Me Not”, il sudcoreano “Gangnam Blues“, e di Hong Kong, il noir “Port of Call” e “Helios” e il nipponico “Parasyte: Part 2″ che saranno proiettati a Udine in contemporanea alla loro uscita in patria; fino a “The Taking Of Tiger Mountain“, ultima fatica di Tsui Hark che chiuderà la rassegna. Una globalizzazione positiva, quella che propone il Far East, fatta di cooperazione internazionale, non a caso allo Sitges, il festival del fantastico spagnolo, è dedicata la sezione speciale Sitges Reloaded, cinque i titoli che verranno presentati a Udine: Alleluia di Fabrice Du Welz (Belgio/Francia), The Duke of Burgundy di Peter Strickland (Regno Unito), The Tribe di Myroslav Slaboshpytskiy (Ucraina), Magical Girl di Carlos Vermut (Spagna) e Hyena di Gerard Johnson (Regno Unito). E sono in atto legami con il Festival di Puchon in Corea del Sud e con il Festival di Singapore poichè nel 2015 un Festival è sempre di più la rete di connessioni che riesce a comporre. Certo se il Feff fosse organizzato da una grande città sarebbe tutto più semplice. Più visibilità nazionale, più investitori privati, più pubblico, ma forse il Far East non sarebbe mai diventato quello che è, e non si sarebbe guadagnato il rispetto che ha.

Per vedere il video di presentazione del Far East Film Festival di Carlo Zoratti clicca qui.

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Silvia Gorgi è laureata in Scienze Politiche. Padovana doc, coltiva da sempre l’attività giornalistica. Scrive di musica, arte e letteratura per le pagine di Cultura e Spettacoli dei quotidiani del gruppo editoriale L’Espresso, Il Mattino di Padova, La Nuova di Venezia e Mestre, La Tribuna di Treviso e il Corriere delle Alpi, dal 2002. Dal 2012 scrive per ELLE Italia.
Speaker radiofonica, ha ideato Nordest Boulevard, nel 2009, programma radiofonico da lei condotto, su radio Sherwood, che indaga la realtà culturale del Nordest attraverso rubriche e talk show, ma che è diventato un progetto culturale per raccontare l’arte a Nordest a 360°, cinema, teatro, fotografia, arti figurative, per fare sistema.

Dopo la specializzazione in Giornalismo all’Università di Padova, è divenuta responsabile di uffici stampa per associazioni cinematografiche, sociali, culturali, eventi e case di produzione. È ideatrice del progetto Gitta Schilling-Bellezza senza tempo: cinema e fotografia uniti per raccontare la vita di una mannequin unica: esposizione-mostra nella prestigiosa galleria Infantellina Contemporary nel 2011 a Berlino, con foto e alla presenza di F. C. Gundlach e Walter Kober, fotografi di fama internazionale. Ha curato mostre di artisti legati al Nordest in Veneto e a Berlino fra il 2010 e il 2012. Presenta scrittori, registi, musicisti in eventi lungo il territorio e in particolare ha curato la presentazione di alcuni progetti cinematografici nello spazio della Regione nel corso della 67°-69°-70° edizione della Mostra del Cinema di Venezia. Dal 2010, Silvia vive fra Padova e Berlino.

Ama viaggi e ristoranti etnici, rock americano e nuove tendenze. Cocktail preferito: margarita.

Silvia Gorgi – who has written posts on Nordest Boulevard.