Piazza Partigiana

piazza partigiana veneziaPIAZZA PARTIGIANA

ARTE E RESISTENZA NELLO SPAZIO PUBBLICO A VENEZIA, CORTE DEL TEATRO GOLDONI DAL 24 AL 28 APRILE.

25 Aprile 2015 – 70° anniversario della Festa della Liberazione: un’azione artistica trasforma temporaneamente una corte Veneziana in un monumento alla Resistenza dedicato alle Partigiane. Bambine e bambini della Scuola Materna Capitanio di Venezia e due artisti provenienti da Berlino, Frediano Bortolotti e Vladimir Isailovic, hanno creato tutti assieme una gigantografia, ritratto di Maria Scarpa. Disegnato da innumerevoli mani con dei gessetti direttamente sulla pavimentazione, il volto della partigiana (ripreso dalla celebre fotografia in cui la donna sfila in Piazza San Marco tenendo per mano la bambina Maria Fornaro) è apparso la mattina del 24 aprile 2015 nella corte a fianco del ‘Teatro Goldoni’, uno dei luoghi simbolo della Resistenza veneziana dove, il 12 marzo 1945, si consumò la famosa ‘Beffa del Goldoni’. Il progetto è stato realizzato grazie alla collaborazione del Comune di Venezia e dell’Istituto veneziano per la Resistenza e per la società contemporanea (Iveser). Il lavoro è dedicato alla Resistenza e, attraverso il coinvolgimento della scuola per mezzo del linguaggio artistico, si propone innanzitutto di mantenerne viva la memoria storica nelle future cittadine e cittadini. Un altro aspetto fondamentale è l’opportunità per le bambine e bambini di lasciare un segno nello spazio pubblico della loro città, un segno caratterizzato dalla partecipazione e dalla cooperazione.
Fare arte nello spazio pubblico è segnare la memoria di un luogo. In questo caso il riferimento è alla Resistenza partigiana e alla testimonianza della partecipazione femminile alla lotta per la liberazione dal nazi-fascismo; una parte importantissima di storia, di cui non si trova praticamente traccia nelle calli e nei campi veneziani. Le donne hanno dato un contributo fondamentale alla lotta, anche senza impugnare le armi, attraverso azioni ugualmente importanti ed efficaci, che si possono definire di Resistenza civile. È importante guardare storicamente alla resistenza non armata, in modo da creare un contesto per lo sviluppo di strategie attuali non violente, per esprimere le proprie posizioni ed idee di fronte alla vita politica. L’arte può considerarsi uno strumento di resistenza contemporaneo, così come quella partigiana ha fatto ricorso ad azioni che oggi si potrebbero considerare artistiche, come la celebre ‘Beffa del Goldoni’. Organizzare un progetto assieme alle istituzioni è stato un aspetto fondamentale per gli artisti. Tra i vari motivi, quello centrale è rivolto nuovamente alla futura memoria delle bambine ed i bambini: Venezia gli appartiene, così come le sue istituzioni e se vorranno cambiare il volto alla città, con dei gessetti o con altri strumenti potranno e dovranno farlo assieme.
Così ieri mattina venticinque alunni dell’asilo Capitanio, armati di gessetti rosa e bianco, stesi a terra sui masegni della Corte del Teatro Goldoni, hanno colorato il ritratto della partigiana Maria Scarpa che il 28 aprile 1945 entrò in Piazza San Marco, tenendo a mano la piccola Maria Fornaro, per festeggiare la liberazione di Venezia dal nazifascismo a cui aveva partecipato in prima persona. Presenti oltre alle insegnanti e ai genitori, anche il commissario straordinario del Comune di Venezia, Vittorio Zappalorto, il direttore della Direzione Affari Istituzionali, Luigi Bassetto, i rappresentanti dell’Anpi (Serena Ragno, Gabrielle Poci detto ‘bocia’, Bruno Stocchetto detto ‘Venezia’) il direttore dell’Iveser, Marco Borghi, il nipote di Maria Scarpa, Renzo Giuponi. Dopo circa un’ora di intenso lavoro, in cui le manine dei novelli madonnari non si sono mai fermate, i piccoli sono riusciti a completare la colorazione del fazzoletto che Maria quel giorno portava al collo, così come appare nelle fotografie di quella storica giornata. “Trasformare Corte Teatro in Piazza Partigiana va visto come un intervento site specif, specifico di un sito, hanno precisato Bortolotti e Isailov, attenti a questi temi per aver avuto nonni e zii ‘combattenti’. Si tratta infatti di uno spazio altamente evocativo in quanto adiacente al Teatro Goldoni dove è avvenuta la famosa ‘beffa’, forse l’episodio più noto della Resistenza veneziana, in cui abbiamo disegnato il volto di una partigiana assieme a bambini veneziani”.“E’ un evento simpatico – ha sottolineato Zappalorto – un modo nuovo, sotto il profilo educativo, di far capire fin dalla più tenera età il significato di fatti successi tanto tempo fa che è bene acquisire sin da piccoli. La partecipazione a questo gioco sarà ricordata per tanti anni e una volta cresciuti, quando oramai ragazzi studieranno la Resistenza, rammenteranno questo momento. Un approccio diverso per divulgare la nostra storia più illustre”.

Biografia degli autori

Frediano Bortolotti (Trieste 1983) vive a Berlino dove sta completando un master in Storia dell’arte dell’Est-Europa presso l’Humboldt Universitaet. Ha conseguito la laurea triennale in ‘Conservazione dei Beni Culturali’ presso l’università Ca’Foscari e, parallelamente allo studio, da anni si dedica all’organizzazione e curatela di mostre, festival ed altri interventi in campo artistico in Italia, a Berlino, come a Sofia e Bucarest. Per affinità al progetto ‘Piazza Partigiana’ si segnala ‘Strategies to Resist-Vie Partigiane’: un seminario sull’arte come forma di resistenza e un intervento site-specific sui nomi delle vie dedicate ai partigiani nel comune di Staranzano (Go).

Vladimir Isailović (Belgrado 1983) vive a Berlino dove lavora come artista e curatore oltre ad insegnare presso la Btk Hochschule fuer Gestaltung. Precedentemente ha conseguito la laure in pittura presso l’Accademia delle Belle Arti di Bologna e portato a termine un master in studi curatoriali presso Universitaet der Kunste di Berlino. Da anni partecipa come artista, curatore, organizzatore a varie mostre sia a Berlino che in Italia e, sempre per affinità al progetto proposto per Venezia si segnala la sua progettazione dell’allestimento del Museo della Repubblica Partigiana di Montefiorino (Mo).

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