Oriana Fallaci: biografia e fiction

Oriana Fallaci biografia e fictionORIANA FALLACI. BIOGRAFIA E FICTION.

LA GIORNALISTA – SCRITTRICE NARRATA IN UNA BIOGRAFIA AUTORIZZATA DAL NIPOTE E SULLO SCHERMO IN UNA FICTION APPENA TRASMESSA DALLA RAI.

A 14 anni come staffetta partigiana, davanti a un Carlo Levi scontento della razione di cibo consegnatagli, non ci pensò due volte a dire: a casa il cibo se lo tolgono di bocca per dar da mangiare a voi. Del resto il piglio a Oriana Fallaci non è mai mancato. A Medicina, sua prima facoltà, poi passò a Lettere che abbandonò poiché lavorava già con un giornale, si ritrovò in borsa parti di cervello, resti di un’autopsia, messe per dispetto dai compagni, invidiosi della sua bravura. A “Il Mattino dell’Italia centrale“, il primo quotidiano, venne licenziata dopo una discussione con il direttore che voleva farle fare un pezzo “pilotato”. Si spostò alla “Nazione“, introdotta dallo zio Bruno, un suo mito, e a “L’Europeo” e il suo stile irriverente si delineò insieme alla sua proverbiale tenacia. Alla prima trasferta negli Stati Uniti si era messa in testa di intervistare Marylin. In due sere visitò 12 ristoranti, 18 night club, 8 cinema, 14 teatri. Ne uscì un pezzo in cui la ricerca dell’attrice divenne focus dell’articolo con lei, la giornalista, protagonista. Un successo. Poi l’amore, il primo ossessivo e non corrisposto per Alfredo Pieroni, corrispondente da Londra, la segnò profondamente. Nel 1958, a maggio con la perdita di un figlio, a giugno con un tentato suicidio in un hotel londinese. La sua vulnerabilità si manifestò in maniera potente. Ma non poteva lasciarsi andare, così si concentrò prima sulla Nasa e la ricerca della conquista dello spazio, facendo assurgere ad eroi gli astronauti, per lei uomini coraggiosi, e poi divenendo corrispondente di guerra. Partì per il Vietnam.

All’Agence France Press incontrò un uomo, una guida, e il cuore tornò a battere. François Pelou era però sposato e non voleva lasciare la moglie, così lei inviò alla consorte il loro carteggio d’amore e voltò pagina. Lo fece con Alekos (per gli amici) Panagulis, l’amore “ufficiale” e meno tormentato, l’incarnazione dell’eroe, scomparso nel 1976. Infine arrivò l’astronauta 26 enne Paolo Nespoli, lei allora ne aveva 53, un toy boy ante litteram, precorrendo i tempi, come del resto aveva sempre fatto in ogni ambito. Con la sua corazza da guerriera, sempre in lotta, anche quando, dopo il suo ritiro, aveva deciso di dedicarsi al romanzo sulla sua infanzia, ma la storia entrò dalla finestra, a New York con l’11 settembre, e lei rispose alla chiamata. Come? Con il suo punto di vista. Quello che l’accompagna nel suo viaggio nel Novecento, al cospetto dei potenti, mai prona, sempre “sul pezzo”. “Oriana, una donna” è la biografia autorizzata dal nipote Edoardo Perazzi, uscita nell’ottobre 2013, per Rizzoli, dell’autrice Cristina De Stefano sulla Fallaci. Una narrazione sottile e garbata, quella della scrittrice De Stefano che, dopo tre anni di lavoro su materiale inedito, ci fa scoprire una donna vulnerabile, innamorata, sofferta, una Oriana che il pubblico conosce poco.

E nello stesso periodo, nell’autunno 2013, erano iniziate le riprese, il 4 novembre per la precisione, della fiction su di lei, trasmessa, prima in anteprima al cinema il 3-4 febbraio 2015 e poi su Rai Uno il 16-17 febbraio. Eleonora Andreatta di Rai Fiction e Stefano Rulli, sceneggiatore, per la mini serie di due puntate, location in Turchia, Thailandia, Grecia, Italia, in Vietnam, hanno precisato che la giornalista, nata nel 1929 e scomparsa il 15 settembre 2006, è stata raccontata in una chiave inaspettata, visto che il suo carattere, per nulla facile, aveva anche delle venature d’ironia marcate. Come quando per intervistare Khomeini finì per sposare l’Imam che l’aveva vista spogliarsi per prepararsi all’incontro. Situazioni surreali in cui lei finiva spesso, spinta dalla determinazione. Ad interpretarla Vittoria Puccini, scelta non per somiglianza ma per tempra, fiorentina come la scrittrice. E la toscanità della Fallaci viene giustappunto sottolineata nel titolo “L’Oriana“, in quell’articolo davanti al nome. E se, per raccontare il suo lavoro da inviata di guerra, la troupe ha girato a Ho Chi Minh City, la vecchia Saigon, con 45 gradi e un’umidità altissima, e all’Hotel Continental, dove Oriana alloggiava durante il conflitto, per narrare la sua adolescenza, le riprese sono state effettuate a Pelago, cittadina tra le pendici dell’Appennino e del Pratomagno e la Valdisieve, a 25 km da Firenze. E pensare che Visconti avrebbe voluto che Oriana interpretasse la monaca di Monza. Regista della fiction Marco Turco, produzione della Fandango di Domenico Procacci. E il volto giovane di Oriana ci riporta in Veneto, visto che è quello della giovanissima trevigiana Irene Casagrande, di San Giacomo di Veglia, frazione di Vittorio Veneto, reduce dalla versione “made in Italy” su Sky del serial In Treatment con Sergio Castellitto. La diciassettenne, lanciata dall’Accademia teatrale Da Ponte di Vittorio Veneto, ha girato le scene di Oriana fanciulla in Toscana.

Frasi celebri di Oriana Fallaci:

“Dire che il popolo è sempre vittima, sempre innocente, è un’ipocrisia e una menzogna e un insulto alla dignità di ogni uomo, di ogni donna, di ogni persona”. Oriana Fallaci in Un uomo pubblicato nel 1979.

“Vi sono momenti, nella Vita, in cui tacere diventa una colpa e parlare diventa un obbligo. Un dovere civile, una sfida morale, un imperativo categorico al quale non ci si può sottrarre.” Oriana Fallaci in La rabbia e l’orgoglio pubblicato nel 2001.

Per vedere il trailer ufficiale de L’Oriana clicca qui.

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Silvia Gorgi è laureata in Scienze Politiche. Padovana doc, coltiva da sempre l’attività giornalistica. Scrive di musica, arte e letteratura per le pagine di Cultura e Spettacoli dei quotidiani del gruppo editoriale L’Espresso, Il Mattino di Padova, La Nuova di Venezia e Mestre, La Tribuna di Treviso e il Corriere delle Alpi, dal 2002. Dal 2012 scrive per ELLE Italia.
Speaker radiofonica, ha ideato Nordest Boulevard, nel 2009, programma radiofonico da lei condotto, su radio Sherwood, che indaga la realtà culturale del Nordest attraverso rubriche e talk show, ma che è diventato un progetto culturale per raccontare l’arte a Nordest a 360°, cinema, teatro, fotografia, arti figurative, per fare sistema.

Dopo la specializzazione in Giornalismo all’Università di Padova, è divenuta responsabile di uffici stampa per associazioni cinematografiche, sociali, culturali, eventi e case di produzione. È ideatrice del progetto Gitta Schilling-Bellezza senza tempo: cinema e fotografia uniti per raccontare la vita di una mannequin unica: esposizione-mostra nella prestigiosa galleria Infantellina Contemporary nel 2011 a Berlino, con foto e alla presenza di F. C. Gundlach e Walter Kober, fotografi di fama internazionale. Ha curato mostre di artisti legati al Nordest in Veneto e a Berlino fra il 2010 e il 2012. Presenta scrittori, registi, musicisti in eventi lungo il territorio e in particolare ha curato la presentazione di alcuni progetti cinematografici nello spazio della Regione nel corso della 67°-69°-70° edizione della Mostra del Cinema di Venezia. Dal 2010, Silvia vive fra Padova e Berlino.

Ama viaggi e ristoranti etnici, rock americano e nuove tendenze. Cocktail preferito: margarita.

Silvia Gorgi – who has written posts on Nordest Boulevard.