torneranno i prati di Ermanno Olmi

torneranno-i-prati-di-ermanno-olmiTORNERANNO I PRATI DI ERMANNO OLMI.

IN SALA L’ULTIMA OPERA DEL MAESTRO SUI SOLDATI DELLA PRIMA GUERRA MONDIALE.

“Perchè è successo?” Aprì così la conferenza stampa di presentazione del suo ultimo film il maestro Ermanno Olmi, la scorsa primavera. Girato fa gennaio e febbraio di quest’anno il lungometraggio racconta la Grande Guerra, ma come lo fa? Con il senso che mette nelle sue parole Olmi: “noi dobbiamo sapere e conoscere perché altrimenti la storia come può essere maestra di vita e a 100 anni il miglior modo per celebrare il conflitto mondiale è capire perché è successo, soprattutto oggi che siamo ad una vigilia che rischia di somigliare molto, ma con conseguenze più gravi a quella Prima Guerra Mondiale, dentro di me ho qualche tremore, ma non è ancora l’ora, siamo ancora in tempo. Ecco, qui con voi vorrei avere un dialogo, capire insieme.” E per capire cosa è successo il maestro si ritrova a citare i padri della democrazia, e per rappresentare gli avvenimenti storici sullo schermo, non si affida agli storici che raccontano la storia di chi ha gli interessi. E, seppure nel percorso di approfondimento che l’ha portato a definire il soggetto e la sceneggiatura si sia ritrovato a rileggere autori come Rigoni Stern, sul secondo conflitto, “un poeta educato dal bosco”, Gadda, sul primo, figure in grado di dare percezione delle sfumature dell’anima, per entrare davvero nella “verità” Olmi ha studiato gli “anonimi“. Ha letto le lettere dei combattenti che scrivevano per sè stessi e per i cari, pagine struggenti di la storia l’ha fatta, non gli intellettuali che scrivono la storia ufficiale.

“Nel ’32 Einstein scriveva a Freud c’è un modo per liberarsi dalla guerra? rispondere è una questione di vita o di morte per la civiltà. Se si confronta il momento storico odierno vediamo popoli, che non ne possono più della non democrazia, che vogliono esistere. Ma bisogna partire da ciascuno di noi, siamo parte del tutto, questa democrazia che abbiamo è stata conquistata con i sacrifici di quelle generazioni, non possiamo fregarcene, dobbiamo impegnarci di più, andare a votare, l’azione cambia il corso della storia. E invece vedo una sonnolenza in giro, diamoci una svegliata! Se penso che mio padre era bersagliere ardito in Carso, Isonzo, Piave e quando facevamo i capricci ci diceva ‘se viene la guerra si capisce l’importanza anche di un boccone avanzato’, poi è arrivata e ho patito gli stenti. Le cose successe fra il ’14 e ’15 in Italia sono state vergognose, si sono mercanteggiate le condizioni per schierarci, disilludendo un patto di non belligeranza. Capire cosa è successo in quei frangenti è una delle nostre responsabilità, le grandi guerre nascono dalle omissioni, da piccoli atti che portano a grandi conflitti. Partiamo da noi, torniamo a dare un valore all’Onestà.”

Il film racconta la storia di una notte, una notte in trincea, una notte che prelude Caporetto, ma non è un giorno prima o dopo, prelude la disfatta, quando poi tutti tornano a casa loro, e dopo un po’ tornerà l’erba sui prati, da questa immagine nasce la scelta del titolo “torneranno i prati“. I personaggi rappresentati non hanno nomi, ma ruoli: l’ufficiale, il soldato semplice, il soldato canterino, figura modello che esisteva su tutta la linea quel soldato che fa il conducente, porta il rancio, e canta così bene da non venire ucciso. Nella notte dal comando territoriale arrivano gli ufficiali che danno gli ordini di cominciare la presa di un osservatorio utile per gli appostamenti perchè si è alla vigilia di una battaglia che si apre su tutto il fronte. Il che significa per i soldati andare in contro a morte certa. Ma un alto ufficiale della trincea e un soldato disobbediscono. “La prima guerra mondiale è stata l’ultima in cui ci sono tracce di umanità, la seconda impregnata dalle ideologie e dai razzismi è diventata disumana. I soldati in battaglia erano poveri, venivano dai latifondi, valevano meno di una mucca, chi conosceva come loro quella condizione? Quelli dall’altra parte della linea, con cui a volte si scambiavano dei valori, perchè quel che si scoprirà nel film è che il volto del nemico è una sorpresa inaspettata e non è al di là della linea. E poi alla fine “torneranno i prati“.”

Sinossi: siamo sul fronte Nord-Est, dopo gli ultimi sanguinosi scontri del 1917 sugli Altipiani. Nel film il racconto si svolge nel tempo di una sola nottata. Gli accadimenti si susseguono sempre imprevedibili: a volte sono lunghe attese dove la paura ti fa contare, attimo dopo attimo, fino al momento che toccherà anche a te. Tanto che la pace della montagna diventa un luogo dove si muore. Tutto ciò che si narra in questo film è realmente accaduto. E poiché il passato appartiene alla memoria, ciascuno lo può evocare secondo il proprio sentimento.

Cast: Claudio Santamaria (l’ufficiale territoriale); Alessandro Sperduti Andrea Di Maria (il tenentino); Francesco Formichetti (il capitano); Camillo Grassi Niccolò Senni (l’attendente); Domenico Benetti (il sergente); Andrea Benetti (il caporale); Carlo Stefani, Niccolò Tredese, Franz Stefani (il soccoritore);Andrea Frigo (la vittima); Igor Pistollato (il volontario).

Il trailer del film torneranno i prati. Per vederlo cliccate qui.

Ermanno Olmi nella conferenza di presentazione del film ad Asiago. Per vederlo clicca qui: conferenza stampa Ermanno Olmi . vers. 2.

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Silvia Gorgi è laureata in Scienze Politiche. Padovana doc, coltiva da sempre l’attività giornalistica. Scrive di musica, arte e letteratura per le pagine di Cultura e Spettacoli dei quotidiani del gruppo editoriale L’Espresso, Il Mattino di Padova, La Nuova di Venezia e Mestre, La Tribuna di Treviso e il Corriere delle Alpi, dal 2002. Dal 2012 scrive per ELLE Italia.
Speaker radiofonica, ha ideato Nordest Boulevard, nel 2009, programma radiofonico da lei condotto, su radio Sherwood, che indaga la realtà culturale del Nordest attraverso rubriche e talk show, ma che è diventato un progetto culturale per raccontare l’arte a Nordest a 360°, cinema, teatro, fotografia, arti figurative, per fare sistema.

Dopo la specializzazione in Giornalismo all’Università di Padova, è divenuta responsabile di uffici stampa per associazioni cinematografiche, sociali, culturali, eventi e case di produzione. È ideatrice del progetto Gitta Schilling-Bellezza senza tempo: cinema e fotografia uniti per raccontare la vita di una mannequin unica: esposizione-mostra nella prestigiosa galleria Infantellina Contemporary nel 2011 a Berlino, con foto e alla presenza di F. C. Gundlach e Walter Kober, fotografi di fama internazionale. Ha curato mostre di artisti legati al Nordest in Veneto e a Berlino fra il 2010 e il 2012. Presenta scrittori, registi, musicisti in eventi lungo il territorio e in particolare ha curato la presentazione di alcuni progetti cinematografici nello spazio della Regione nel corso della 67°-69°-70° edizione della Mostra del Cinema di Venezia. Dal 2010, Silvia vive fra Padova e Berlino.

Ama viaggi e ristoranti etnici, rock americano e nuove tendenze. Cocktail preferito: margarita.

Silvia Gorgi – who has written posts on Nordest Boulevard.