Premi Trieste Science+Fiction

Premi Trieste Science+FictionPREMI TRIESTE SCIENCE+FICTION.

OLTRE 20.000 PRESENZE CRESCE IL FESTIVAL CHE FA DELLA FANTASCIENZA IL SUO PUNTO DI FORZA.

Oltre 20.000 presenze con un netto aumento del numero di spettatori della kermesse, il tutto esaurito nelle sale, anche alle proiezioni pomeridiane, e code lunghissime di pubblico giovane ed entusiasta. Questi i numeri del Science+Fiction, Festival Internazionale della Fantascienza di Trieste promosso da La Cappella Underground, in scena fino a lunedì scorso con quella che già è stata definita come l’edizione dei record, anche grazie alla straordinaria doppietta Alejandro Jodorowsky-Sasha Grey. E, tra le prime sorprese annunciate per l’edizione 2015, c’è un evento davvero straordinario: il “Mèliès D’Or”, solitamente assegnato durante il Sitges Film Festival in Catalogna, verrà assegnato a Trieste, che diventerà così la capitale del Cinema Fantastico Europeo.

Miglior film in concorso, secondo la giuria presieduta da Enzo G. Castellari, è risultato “Time Lapse” di Bradley King, racconta di tre amici compagni d’appartamento e la scoperta di una foto-camera in grado di scattare istantanee del futuro. Apologo sul pericolo dell’uso della tecnologia per pianificare il destino, sogno che si trasforma ben presto in incubo, “Time Lapse” s’inserisce nell’ormai popolare filone di sci-fi “da camera”: tutto giocato sul filo della suspense e girato in interni claustrofobici, che ben riflettono la condizione di ‘trappola’ dei personaggi. Premiato, recita la motivazione, come un“ottimo esempio di cosa si riesca a fare con un piccolo budget, pochi mezzi ma un’intelligente sceneggiatura nelle mani di un buon regista”. A conquistare il festival è stato però “Honeymoon” di Leigh Janiak, che ha ricevuto una menzione speciale “per il suo originale mix di fantascienza e horror. La giuria è rimasta molto colpita dalla qualità artistica di questo film, opera prima di una giovanissima regista”. Interpretato dalla coppia di attori Harry Treadaway e Rose Leslie- la star di “Games of Thrones”, e anche “Downtown Abbey”, “Honeymoon” conferma l’interessante produzione di sci-fi ‘al femminile’ della scena indie statunitense, all’interno di un genere cinematografico che a tutt’oggi resta popolato, in maggioranza, da registi uomini. E si aggiudica anche il “Premio Nocturno Nuove Visioni”, assegnato ad un’opera significativa e originale.

Vincitore del “Méliès d’argento” per il Miglior Lungometraggio Europeo è “Index Zero”, opera di debutto del 28enne barese Lorenzo Sportiello presentata al Roma Film Festival con recensioni più che positive. La giuria, composta dal regista e sceneggiatore Lorenzo Bianchini, da Leopoldo Santovincenzo, autore e regista televisivo, responsabile della programmazione cinema di Rai4, e il produttore e distributore cinematografico Lorenzo Von Lorch “sceglie di attribuire il Méliès d’argento 2014 a un’opera prima a basso costo che intercetta, proiettandolo in un futuro molto prossimo, uno scenario economico e sociale che appartiene alla contemporaneità. Si segnala inoltre la scelta, in controtendenza rispetto ad altri pur pregevoli titoli della sezione destinati a una sicura visibilità, di recuperare tempi narrativi dilatati in aperto contrasto con la frenetica contrazione dei ritmi imposta dal consumo e dal mercato”. Tramontata l’era dei blockbusters dai chiassosi effetti speciali, il verdetto di Science+Fiction sancisce la vittoria della sci-fi fatta di produzioni indipendenti e low budget e soprattutto di un’agguerrita pattuglia di registi emergenti al loro debutto nel lungometraggio.  Come nel caso di “Coherence” di James ward Byrkit, a cui è andato il “Premio Wonderland” istituito in collaborazione con Rai4 perché è “un film di fantascienza adulta che unisce, sullo sfondo del passaggio di una cometa, un’ispirazione bergmaniana con l’ultima frontiera delle leggi della fisica, aprendo una finestra sul mondo della meccanica quantistica. L’autore, alla sua opera prima, riesce, anche grazie ad un gruppo di straordinari attori, nella difficile impresa di fondere la novità di una tematica alta e un risultato pienamente godibile e avvincente”.

Il “Méliès d’argento” al miglior cortometraggio fantastico europeo assegnato dal pubblico è andato a “The Nostalgist”, di Giacomo Cimini, corto fantascientifico tratto dal romanzo dello scrittore e ingegnere robotico americano Daniel H. Wilson. Il Premio del pubblico è andato a “Earth to Echo” di Dave Green, versione moderna dell’amatissimo “E.T”. Molto interesse ha suscitato anche Spazio Web, la nuova vetrina che ha aperto uno sguardo al mondo del fantastico italiano prodotto e pensato per il web e la televisione. Tra i numerosi progetti, presentati da Janet de Nardis direttrice del Roma Web Fest, l’anteprima di “F*ck the Zombies!” di Daniele Barbiero, un episodio inedito di “Blackout the Series” di Davide Valolao e “Sidera”, il nuovo progetto della Collective Pictures. Fans in delirio per l’attrice, modella ed ex pornostar Sasha Grey, protagonista di “Open Windows” di Nacho Vigalondo, pellicola deludente che la vede curiosamente impegnata a fare il verso a se stessa nei panni di Jill Goddard, attrice sulla cresta dell’onda in balìa di un pericoloso stalker cibernetico. L’“Urania d’argento”, l’altro prestigioso riconoscimento assegnato dal festival, è andato a Alejandro Jodorowsky, icona del cinema underground e della controcultura internazionale degli anni ’70, autore di film cult come “La montagna sacra”, “El Topo” e “Santa Sangre”, ha presentato “La danza de la realidad”, visionaria autobiografia che segna il suo ritorno alla regia a 23 di distanza dall’ultimo film.

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Sarah Gherbitz è nata a Trieste. Cresciuta in ambiente musicale, dopo gli studi presso il Conservatorio “Giuseppe Tartini” di Trieste e il diploma si è laureata in Lettere Moderne. Giornalista freelance, scrive di cinema e spettacolo per stampa e web. Si è occupata della presentazione di numerose serate e manifestazioni, tra cui “Donne al cinema”, rassegna interamente al femminile, ed il K3 Short Film Festival, festival internazionale di cortometraggi. Nel 2013 ha curato la redazione del catalogo di “Frame”, progetto del regista e produttore Manuel Fanni Canelles realizzato con la Cappella Underground di Trieste sul linguaggio delle nuove tecnologie applicate all’arte, con gli interventi di Carlo Montanaro, dei videoartisti italiani Igor Imhoff e Francesca Fini e il filmaker sloveno Davorin Marc.

Sarah Gherbitz – who has written posts on Nordest Boulevard.