Teatro Stabile Veneto con Ongaro

Teatro Stabile del Veneto con OngaroTEATRO STABILE DEL VENETO CON ONGARO.

UN NUOVO DIRETTORE ARTISTICO PER FAR DIVENTARE LO STABILE UN TEATRO NAZIONALE.

Un nuovo direttore artistico per diventare teatro nazionale. Un obiettivo ambizioso quello che si è prefisso il Teatro Stabile del Veneto. A giugno scorso la presentazione della nuova stagione, l’ultima decisa da Alessandro Gassman, mentre a maggio c’era stato il passaggio di consegne con il nuovo direttore artistico, Massimo Ongaro. Collaborazioni con la Fondazione La Biennale di Venezia, ex direttore del Teatro Fondamenta Nuove, classe ’68, Ongaro è stato scelto per curriculum, come ha precisato nella conferenza stampa della sua nomina Angelo Tabaro, Presidente del Consiglio di Amministrazione – presente anche Roberto Citran. “Per le esperienze e per profilo di relazioni internazionali ci ha convinto.” A lui, scelto all’unanimità, il compito arduo di restituire il Teatro alle sue città, in particolare a Padova e Venezia, ridando entusiasmo al movimento teatrale di tutta la Regione, poichè il teatro deve essere uno spazio dei e per i cittadini, frequentato, condiviso. E proprio nel segno della condivisione è stato dato a Ongaro mandato per svolgere una “mission”, che sia fondata su un documento programmatico appunto condiviso e da realizzare nei prossimi anni con un intento specifico: “se quest’anno resta la programmazione stabilita da Gassman dal 2015 parte la vera sfida per il Teatro Stabile: arrivare al riconoscimento come Teatro Nazionale.”

Per divenire Teatro Nazionale è necessario possedere una serie di requisiti, fra cui l’effettuazione di 240 giornate recitative di cui non meno del 70% in sede, che attualmente il Teatro Stabile ancora non ha: “proprio per questo il motto cui dovremo tendere sarà avere un teatro sempre aperto e sempre pieno.” Con un  bilancio consuntivo che ha chiuso in pareggio per il 2013, il Teatro per procedere in questo progetto di più ampio respiro dovrà creare un dialogo fra scelte artistiche e tessuto economico e sociale del territorio. “Dovremo stringere accordi, convenzioni, con chi vive e crea il tessuto sociale, non solo quindi far venire la gente a teatro, ma valutare anche chi può contribuire a renderlo dinamico, associazioni, altri soggetti in grado di valorizzare le nostre eccellenze. Il teatro potrà essere spazio anche per eventi, manifestazioni, in un confronto aperto con il territorio.” “Teatro sempre aperto e sempre pieno“, questo dunque il motto, cui unire la creazione di sinergie internazionali.

Proprio per questo Ongaro è stato scelto: “sarà importante e fondamentale riuscire a portare il Veneto – ricorda Tabaro – ad un riconoscimento di spazio produttivo e di interscambio europeo, creare delle collaborazioni con altri paesi, e cercare anche dei punti di riferimento europei con cui sviluppare questo dialogo.” Soluzioni alternative a quelle fino ad ora utilizzate per ampliare il raggio d’azione del “sistema teatro“. Certo è, che se l’apertura europea sarà un punto cruciale, non bisognerà perdere di vista il radicamento territoriale e su questo aspetto la disponibilità manifestata da Pierluca Donin, che era fino a poco tempo fa il nome più accreditato per la direzione artistica, per una collaborazione fattiva con il Teatro, è stata fortemente sostenuta: “Donin è una figura strategica, con Arteven ha sviluppato un canale distributivo del Veneto e nazionale molto importante, se l’avessimo tolto da tale ruolo, avremmo creato una mancanza, in questo modo invece il legame potrà essere più sistemico.” Ongaro che si occupa professionalmente di organizzazione, progettazione, produzione e amministrazione di attività legate allo spettacolo dal 1998, ha esperienza in progettazione europea ed ha collaborato fra gli altri con Maurizio Scaparro, Giulio Bosetti, Alex Rigola, Gianfranco De Bosio, Giuseppe Emiliani.

Per consultare il Decreto Valore Cultura clicca qui.

Per vedere le applicazioni del Decreto in particolare sul sistema teatro clicca qui.

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Silvia Gorgi è laureata in Scienze Politiche. Padovana doc, coltiva da sempre l’attività giornalistica. Scrive di musica, arte e letteratura per le pagine di Cultura e Spettacoli dei quotidiani del gruppo editoriale L’Espresso, Il Mattino di Padova, La Nuova di Venezia e Mestre, La Tribuna di Treviso e il Corriere delle Alpi, dal 2002. Dal 2012 scrive per ELLE Italia.
Speaker radiofonica, ha ideato Nordest Boulevard, nel 2009, programma radiofonico da lei condotto, su radio Sherwood, che indaga la realtà culturale del Nordest attraverso rubriche e talk show, ma che è diventato un progetto culturale per raccontare l’arte a Nordest a 360°, cinema, teatro, fotografia, arti figurative, per fare sistema.

Dopo la specializzazione in Giornalismo all’Università di Padova, è divenuta responsabile di uffici stampa per associazioni cinematografiche, sociali, culturali, eventi e case di produzione. È ideatrice del progetto Gitta Schilling-Bellezza senza tempo: cinema e fotografia uniti per raccontare la vita di una mannequin unica: esposizione-mostra nella prestigiosa galleria Infantellina Contemporary nel 2011 a Berlino, con foto e alla presenza di F. C. Gundlach e Walter Kober, fotografi di fama internazionale. Ha curato mostre di artisti legati al Nordest in Veneto e a Berlino fra il 2010 e il 2012. Presenta scrittori, registi, musicisti in eventi lungo il territorio e in particolare ha curato la presentazione di alcuni progetti cinematografici nello spazio della Regione nel corso della 67°-69°-70° edizione della Mostra del Cinema di Venezia. Dal 2010, Silvia vive fra Padova e Berlino.

Ama viaggi e ristoranti etnici, rock americano e nuove tendenze. Cocktail preferito: margarita.

Silvia Gorgi – who has written posts on Nordest Boulevard.