Paolo Ferrarini e Teleologia Promiscua

Paolo Ferrarini e Teleologia PromiscuaPAOLO FERRARINI E TELEOLOGIA PROMISCUA.

L’ARTISTA VERONESE CI RACCONTA LA SUA VISIONE DI TELEOLOGIA PROMISCUA IN MUSICA E IN UN SHORT FILM.

Da tre anni fra gli autori che partecipano al Torino Gay & Lesbian Film Festival, “L’altro festival”, giunto alla 29° edizione, 40 le nazioni rappresentate, moltissime anteprime internazionali per i 7 giorni di rassegne dal 30 aprile al 6 maggio scorsi, con madrina Ambra Angiolini, c’è un musicista, filosofo, regista, veronese: Paolo Ferrarini. “La prima volta è stata nel 2012 con il videoclip Sandanski, realizzato come un corto, riprendeva la storia di Alfredo Ormando, scrittore omosessuale suicidatosi davanti al Vaticano in segno di protesta per quella religiosità malata che in Sicilia non lo faceva vivere. Il video è stato molto apprezzato da Giovanni Minerba, il presidente del festival, che ha iniziato ad interessarsi alla mia produzione e mi ha invitato il secondo anno con una retrospettiva sul mio lavoro, 4 corti. Quest’anno, oltre alla presentazione dello Short film, ho partecipato all’iniziativa Reset, rassegna di musicisti e talenti locali.” Ferrarini è infatti salito sul palco per suonare all’interno di Reset, e ha presentato per la sezione “Chilometro zero” del festival, dedicata alle produzioni italiane, “Teleologia Promiscua“, che è, prima di un suo corto, una suite musicale che analizza una particolare funzione cognitiva: “direi che la mia musica si potrebbe definire come “rock cognitivo” il cui filo conduttore originale è centrarsi su questioni filosofiche e di cognitivismo, sugli studi sul cervello e di quello che fa. La teleologia promiscua è una delle funzioni cognitive che i bambini sviluppano subito, consiste nel vedere scopi e funzioni nel mondo per darne un’interpretazione finalistica. I bambini lo fanno in maniera promiscua, nel senso che attribuiscono scopi, anche se confondono realtà e fantasia. Come dagli esperimenti dello studioso trentino Giorgio Vallortigara, se chiedi ad un bambino a cosa servono le nuvole, potrebbe dire che servono al cielo che deve piangere, o alla terra che ha bisogno di acqua. Questa funzione si mantiene per tutto l’arco della vita, in alcuni casi con alcune regressioni in età adulta, ad esempio le superstizioni, che fanno vedere cose dove non ci sono. La canzone prima spiega questo concetto e poi crea un contesto dove si sviluppa. Parla di omofobia e di una sorella che cerca di dare una spiegazione al suicidio del fratello per bullismo omofobico.”

Il corto sviluppato da questa canzone fa un parallelo tra i rituali per compiacere gli dei in giro per il mondo e la storia di una ragazza che sogna una vita e una famiglia felice. Ma la vita si svolge in una casa dove invece i genitori la assillano e nel frattempo il suo amato fratello gay viene trascinato in un rapporto autodistruttivo da un amante affascinato dalla morte. I rituali sono stati ripresi da Ferrarini, esperto di lingue e culture straniere, nei suoi viaggi in giro per il mondo, mentre le scene della famiglia sono state girate a Verona, low budget, con persone incontrate nella  quotidianità e nei social. I protagonisti sono: Paolo Pessot unico di Treviso, Fiamma Rettondini, Nicolò Cristini, Aurora Zambelli, nipote di Paolo, di Verona. La locandina ritrae una schiena insanguinata: “ero nelle Filippine l’anno scorso durante le celebrazioni pasquali, dove ci sono sfilate di persone che fanno penitenza frustandosi sulla schiena, o inchiodandosi alla croce, con i bambini che sembrano vedere il tutto come fosse un normale momento di festa; in Malesia il Thaipusam è un rito di martorizzazione del proprio corpo a vantaggio degli dei induisti in cui ci si perfora varie parti del corpo con chiodi, o si trasportano carri di ferro uncinati alla schiena in vie crucis volontarie, e poi ci sono moltissime violenze sugli animali, serpenti macellati, cani uccisi.” In Veneto rivedremo Ferrarini al Pride Village a Padova con una rassegna sui suoi lavori, poi si esibirà a Londra, eletta sua base, e in Finlandia.

Per vedere un assaggio della presentazione del corto “Teleologia Promiscua” a L’Altro Festival clicca qui.

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Silvia Gorgi è laureata in Scienze Politiche. Padovana doc, coltiva da sempre l’attività giornalistica. Scrive di musica, arte e letteratura per le pagine di Cultura e Spettacoli dei quotidiani del gruppo editoriale L’Espresso, Il Mattino di Padova, La Nuova di Venezia e Mestre, La Tribuna di Treviso e il Corriere delle Alpi, dal 2002. Dal 2012 scrive per ELLE Italia.
Speaker radiofonica, ha ideato Nordest Boulevard, nel 2009, programma radiofonico da lei condotto, su radio Sherwood, che indaga la realtà culturale del Nordest attraverso rubriche e talk show, ma che è diventato un progetto culturale per raccontare l’arte a Nordest a 360°, cinema, teatro, fotografia, arti figurative, per fare sistema.

Dopo la specializzazione in Giornalismo all’Università di Padova, è divenuta responsabile di uffici stampa per associazioni cinematografiche, sociali, culturali, eventi e case di produzione. È ideatrice del progetto Gitta Schilling-Bellezza senza tempo: cinema e fotografia uniti per raccontare la vita di una mannequin unica: esposizione-mostra nella prestigiosa galleria Infantellina Contemporary nel 2011 a Berlino, con foto e alla presenza di F. C. Gundlach e Walter Kober, fotografi di fama internazionale. Ha curato mostre di artisti legati al Nordest in Veneto e a Berlino fra il 2010 e il 2012. Presenta scrittori, registi, musicisti in eventi lungo il territorio e in particolare ha curato la presentazione di alcuni progetti cinematografici nello spazio della Regione nel corso della 67°-69°-70° edizione della Mostra del Cinema di Venezia. Dal 2010, Silvia vive fra Padova e Berlino.

Ama viaggi e ristoranti etnici, rock americano e nuove tendenze. Cocktail preferito: margarita.

Silvia Gorgi – who has written posts on Nordest Boulevard.