AN ANARCHIST LIFE

An Anarchist LifeAN ANARCHIST LIFE.

IL PROGETTO, GIRATO DA IVAN BORMANN E FABIO TOICH SULLA FIGURA DELL’ANARCHICO UMBERTO TOMMASINI.

Dopo l’anteprima al Bifest, il festival internazionale di Bari, dove è stato selezionato nel concorso documentari, è approdato martedì 13 maggio al Cinema Ariston di Trieste AN ANARCHIST LIFE (2014) di Ivan Bormann e Fabio Toich, una produzione a basso costo tutta triestina della Collective Pictures con Drop Out, e realizzata con il Fondo Regionale per l’Audiovisivo per lo sviluppo. Al centro del racconto la figura di Umberto Tommasini, esponente dell’anarchismo europeo del secolo scorso, nato a Vivaro (PN) nel 1896 ma vissuto prevalentemente a Trieste. Dall’ostilità dei magredi (l’unica steppa italiana, situata nell’alta pianura del Friuli occidentale, ndr) al vivace porto asburgico, passando attraverso il confino a Ustica e Ponza, l’esilio in Francia e la grande epopea della guerra spagnola, l’avventura di Tommasini viene ricostruita attraverso le testimonianze di colleghi, amici raccolti attorno ad un tavolo nella casa di Vivaro, ed anche con affascinanti immagini d’archivio, gli inserti animati di Fabio Babich e le letture di Pino Cacucci, Simone Cristicchi e Ascanio Celestini. La voce narrante è di Anita Kravos, l’attrice goriziana vista recentemente nell’ultimo film di Paolo Sorrentino “La Grande Bellezza” Premio Oscar come miglior film straniero.

Protagonisti dell’incontro, organizzato dall’associazione La Cappella Underground in collaborazione con Alpe Adria Cinema – Trieste Film Festival, sono stati i due registi Ivan Bormann e Fabio Toich entrambi triestini già realizzatori dei documentari “Electrodoc 2007”, “Colors 2008” ed “Electrodoc 2008”. Ivan Bormann, regista di “Sconfinato- Storia di Emilio” (2011), vincitore del premio ‘Zone di Cinema‘ al Trieste Film Festival e presentato anche a ‘Un film per la pace’ di Gorizia, al Religion Film Today sia a Trento che a Londra, al Epizhephiry Festival e al Czech Republic Festival, è stato tra i ‘pionieri’ di “Luxa Tv”, prima web-tv sorta in Italia, ma è la sua esperienza come operatore sociale che lo ha portato ad interessarsi fortemente nei confronti del documentario di tipo sociale e antropologico. Come Emilio Coslovi, il ‘prete operaio’ protagonista del precedente lavoro di Bormann, anche Tommasini è un personaggio fuori dall’ordinario, un ribelle che per tutta la vita lotta fuori dai sistemi e dal coro, e di cui il film porta sullo schermo soprattutto la dimensione internazionale e profondamente ‘europea’.

“L’idea del documentario nasce dalla riscoperta, da parte nostra, di un vecchio e prezioso libro: ‘L’anarchico triestino‘, curato da Claudio Venza e Clara Germani, pubblicato nel 1984”, ha raccontato Ivan Bormann. “Riletto un paio d’anni fa, l’ho passato a Fabio come semplice consiglio di lettura e solo in un secondo momento è partita l’idea di farne un film. La collaborazione con Claudio Venza è stata determinante, perché non è scontato far lavorare altre persone su del materiale che ha richiesto così tante energie da parte sua”. “Il libro è anche il frutto del lavoro certosino di Clara Germani che, nei primi anni Ottanta si è messa a sbobinare con una pazienza invidiabile sedici ore di conversazione, digitando il tutto su una Lettera 22 e scrivendo più di 500 cartelle”, ha ricordato Claudio Venza, che ha conosciuto Tommasini a Trieste, dove il fabbro fece ritorno dopo una serie di forti delusioni, tra cui la dolorosa prova delle carceri spagnole nel ’37.“A Trieste, nel ’68, ormai settantenne, Umberto fondò insieme a tanti giovani il gruppo Germinal con lo stesso spirito che oggi si ritrova in Occupy Wall Street, il movimento di protesta partito da New York che si è diffuso in tutto il mondo”.

Presente anche il co-regista Fabio Toich, che aveva curato anche il montaggio di “Sconfinato” di Bormann, durante l’incontro ha sottolineato come “più di altri film, “An Anarchist Life” è un lavoro collettivo che vede il coinvolgimento di numerose persone, dal produttore Omar Soffici al direttore della fotografia Daniele Trani, l’attore Daniele Tenze, la scenografa Belinda De Vito e DJ Glitch, autore della colonna sonora, e tanti altri che hanno messo in gioco la loro creatività per permetterci di arrivare a questo risultato”. Con la presentazione di “An Anarchist Life” prosegue con successo la partnership tra il Cinema Ariston gestito da ‘La Cappella Underground’ e il Trieste Film Festival, volta all’insegna della valorizzazione di registi autori di film caratterizzati da temi universali sempre però capaci di restare  saldamente legati al territorio.

Per vedere il trailer di “An Anarchist life” basta cliccare qui.

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Sarah Gherbitz è nata a Trieste. Cresciuta in ambiente musicale, dopo gli studi presso il Conservatorio “Giuseppe Tartini” di Trieste e il diploma si è laureata in Lettere Moderne. Giornalista freelance, scrive di cinema e spettacolo per stampa e web. Si è occupata della presentazione di numerose serate e manifestazioni, tra cui “Donne al cinema”, rassegna interamente al femminile, ed il K3 Short Film Festival, festival internazionale di cortometraggi. Nel 2013 ha curato la redazione del catalogo di “Frame”, progetto del regista e produttore Manuel Fanni Canelles realizzato con la Cappella Underground di Trieste sul linguaggio delle nuove tecnologie applicate all’arte, con gli interventi di Carlo Montanaro, dei videoartisti italiani Igor Imhoff e Francesca Fini e il filmaker sloveno Davorin Marc.

Sarah Gherbitz – who has written posts on Nordest Boulevard.




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