TEATROCARCERE CON “PANTANI”

PantaniTEATROCARCERE CON “PANTANI”.

LA COMPAGNIA TEATRO DELLE ALBE, IN UN INCONTRO AL CARCERE DUE PALAZZI DI PADOVA, SI CONFRONTA CON I DETENUTI SULLO SPETTACOLO “PANTANI”, PORTATO IL 20 E 21 AL TEATRO VERDI NELLA CITTA’ DEL SANTO.

Il coro della salita. Si apre con l’inizio dello spettacolo l’incontro del 21 marzo fra gli attori della Compagnia Teatro delle Albe, il 20 e 21 han portato al Teatro Verdi di Padova, “Pantani”, e i detenuti del Due Palazzi, casa di reclusione della città. E, avendo gli attori lì, ad un passo dalle sedie, nella sala biblioteca del carcere, senza alcun filtro, subito si instaura con la quarantina di persone presenti, un clima di attenzione, partecipazione ed interesse. Gli attori Michela Marangoni, Alessandro Argnani, Laura Redaelli, partendo dal testo scritto da Marco Martinelli – anche regista – raccontano le radici di Pantani, che sono in  primis legate alla sua terra, ai suoi genitori, Paolo, e Tonina, che fa le piadine. E poi chiedono ai detenuti: “conoscete Pantani?” Fioccano risposte: “era un campione! è successo anche a Maradona, ma non cancella le imprese che ha fatto!” Marco Pantani il 5 giugno 1999 viene trovato con un valore di ematocrito superiore alla tolleranza a Madonna del Campiglio al Giro d’Italia e da quel momento in poi si apre per lui una voragine che lo porterà il 14 febbraio 2004 – 10 anni dalla sua morte – a chiudere la sua vita con una dose di cocaina in una stanza di un residence a Rimini.

Se lo spettacolo si interroga su quanto il sistema, quando ti sceglie come capro espiatorio, ti possa stritolare, in sala le reazioni sono molto sentite: c’è chi dice “la società va subito al giudizio”, “la gente ti abbandona, anche la sua ragazza l’ha lasciato”, “quando vieni accusato inizi a fare quello per cui sei accusato, è il gioco della pressione”, “resta sempre il Pirata!”; “non potevate venire in un posto migliore, non c’è un posto più facile per distruggere una persona che questo”; “a volte un pezzo di carta ed una penna distruggono più che altro”. E come ricorda un detenuto di Palermo, che conosce le realtà teatrali nei carceri in giro per l’Italia – al due Palazzi alcuni dei detenuti hanno preso parte al laboratorio diretto da Cinzia Zanellato che ha dato vita allo spettacolo “Experti” – “il teatro ti aiuta a tirarti fuori da tante situazioni.” E così la compagnia Albe, che da 20 anni fa laboratori di “non scuola”, in cui forma gli adolescenti – ha lavorato a Scampia, in Senegal, a Chicago (con immigrati africani) – qui in carcere portando un po’ di teatro – già da tempo opera in tal senso l’Associazione Bel.Teatro e con l’adesione del Teatro Stabile del Veneto al protocollo con il progetto Teatrocarcere ci saranno sempre più occasioni – di mani ne fa strette molte, dopo che con “il coro dei gregari”, i tre attori han chiuso l’incontro. Dopo i ringraziamenti della responsabile area pedagogica Lorena Orazi è già tempo per il prossimo appuntamento che unirà in città il teatro al carcere, dopo la giornata mondiale sul teatro del 27,  il 29 a Villa Contarini a Piazzola “Il carcere si racconta al territorio”.

 

Pantani” di Marco Martinelli-ideazione: Marco Martinelli e Ermanna Montanari con: Alessandro Argnani, Francesco Catacchio, Luigi Dadina, Fagio, Roberto Magnani, Michela Marangoni, Ermanna Montanari, Francesco Mormino, Laura Redaelli. In video: Pino Roncucci. Incursione scenica: Francesco Catacchio, Fagio. Itinerari in Romagna: Luigi Dadina. Fisarmonica e composizione musiche: Simone Zanchini. Cante romagnole: Michela Marangoni, Laura Redaelli.

“Non lo so quello che è successo a Madonna di Campiglio, ma scoprirò la verità. Pagherò se c’è bisogno, ma lo verrò a sapere, perché è là che gli è piombata addosso la vergogna, e di quello è morto”. (Tonina Pantani)
 
Il testo di Martinelli costruisce attorno a questo anelito di giustizia un affresco sull’Italia degli ultimi trent’anni, l’enigma di una società malata di delirio televisivo e mediatico, affannata a creare dal nulla e distruggere quotidianamente i suoi divi di plastica, ma anche capace di mettere alla gogna i suoi eroi di carne, veri, come Marco Pantani da Cesenatico, lo scalatore che veniva dal mare.  
Foto 1-3-5-7-9 dello spettacolo; foto 2-6 in sala biblioteca al Due Palazzi SG; foto 4-8-10 in sala biblioteca al Due Palazzi Walter Ronzani.

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Silvia Gorgi è laureata in Scienze Politiche. Padovana doc, coltiva da sempre l’attività giornalistica. Scrive di musica, arte e letteratura per le pagine di Cultura e Spettacoli dei quotidiani del gruppo editoriale L’Espresso, Il Mattino di Padova, La Nuova di Venezia e Mestre, La Tribuna di Treviso e il Corriere delle Alpi, dal 2002. Dal 2012 scrive per ELLE Italia.
Speaker radiofonica, ha ideato Nordest Boulevard, nel 2009, programma radiofonico da lei condotto, su radio Sherwood, che indaga la realtà culturale del Nordest attraverso rubriche e talk show, ma che è diventato un progetto culturale per raccontare l’arte a Nordest a 360°, cinema, teatro, fotografia, arti figurative, per fare sistema.

Dopo la specializzazione in Giornalismo all’Università di Padova, è divenuta responsabile di uffici stampa per associazioni cinematografiche, sociali, culturali, eventi e case di produzione. È ideatrice del progetto Gitta Schilling-Bellezza senza tempo: cinema e fotografia uniti per raccontare la vita di una mannequin unica: esposizione-mostra nella prestigiosa galleria Infantellina Contemporary nel 2011 a Berlino, con foto e alla presenza di F. C. Gundlach e Walter Kober, fotografi di fama internazionale. Ha curato mostre di artisti legati al Nordest in Veneto e a Berlino fra il 2010 e il 2012. Presenta scrittori, registi, musicisti in eventi lungo il territorio e in particolare ha curato la presentazione di alcuni progetti cinematografici nello spazio della Regione nel corso della 67°-69°-70° edizione della Mostra del Cinema di Venezia. Dal 2010, Silvia vive fra Padova e Berlino.

Ama viaggi e ristoranti etnici, rock americano e nuove tendenze. Cocktail preferito: margarita.

Silvia Gorgi – who has written posts on Nordest Boulevard.