Commedia Improvvida

commedia improvvidaCOMMEDIA IMPROVVIDA. LA PRIMA COMMEDIA TOTALMENTE IMPROVVISATA DI E CON DANIELE FERRARI, GIULIA CAILOTTO E GIANNI CIOFFI IN SCENA DOMENICA 9 MARZO AL TEATRO DEL SATIRO A VERONA.

Partendo da un tema, da un gioco di parole o da un semplice suggerimento del pubblico, gli attori improvviseranno uno spettacolo ogni volta diverso, riportando l’atmosfera della Commedia in maschera. Gli Innamorati, la Servetta, il Dottore, Pantalone, Arlecchino e tutti i personaggi tipici del Carnevale si alterneranno in un ritmo frenetico e, senza l’appoggio di nessun canovaccio, la storia si costruirà sotto gli occhi del pubblico, unica e irripetibile. Questa è la “Commedia Improvvida” di e con Daniele Ferrari, Giulia Cailotto e Gianni Cioffi in scena domenica 9 marzo al Teatro Satiro a Verona, alle 17. Ma per scoprire meglio di cosa si tratta e come si avvicina in maniera del tutto originale al pubblico una tale mise en scène, abbiamo scambiato qualche battuta con l’attrice Giulia Cailotto.

Giulia ci racconti come è nata la collaborazione con gli altri due attori con cui porti in scena la Commedia Improvvida?

Come tutte le cose importanti, la collaborazione nasce per caso. Ad aprile 2013 ho vinto il primo premio ad un concorso di Commedia dell’Arte a Mantova, “I giovani e la Commedia dell’Arte” promosso da Fondazione Artioli e regge di Gonzaga. Della giuria facevano parte, tra gli altri, Enrico Bonavera e Fabio Mangolini, due grandi maestri di Commedia. Fu proprio quest’ultimo, qualche mese dopo, a chiamarmi per questo progetto: cercavano un’artista che fosse un’attrice di prosa, che conoscesse la commedia dell’arte e che avesse basi forti di improvvisazione per poter giocare con improvvisatori del calibro di Gianni Cioffi e Daniele Ferrari. Entrambi fondatori di Scuole di Improvvisazione Teatrale, Cioffi a Varese con I Plateali e Ferrari nelle sedi di Modena,Reggio Emilia e Parma con Impropongo, si dedicano all’arte dell’improvvisazione teatrale da più di 15 anni, lavorando sia in Italia che all’estero. Dal canto mio, già da qualche tempo avevo in cantiere di preparare un long form, uno spettacolo di improvvisazione “lungo”, genere ancora poco esplorato in Italia perchè complesso e bisognoso di enorme preparazione, ma non riuscivo, proprio per la specificità del progetto, ad individuare i partner adatti. Durante il primo incontro conoscitivo con Ferrari e Cioffi, ho capito che avevo finalmente trovato la mia “tribù”, e qualche mese dopo è nata la commedia! Il progetto, nel tempo, è di abbinare allo spettacolo un piccolo stage per incuriosire, preparare il pubblico a quello che vedrà ed avvicinarlo alla Commedia e al teatro di improvvisazione.

Vi alternate in una serie di personaggi ce ne parli? Dopo questo spettacolo avete altre date già fissate?

Dodici personaggi totali per soli tre attori. Non male! Si tratta delle maschere tipiche della Commedia, del Carnevale per antonomasia: Daniele e Gianni si dividono i personaggi maschili, per lo più mascherati (Arlecchino, Brighella, Pulcinella, Pantalone…) mentre io gioco con la Servetta e l’Innamorata, che per tradizione sono a viso scoperto, e con la Strega, maschera spassosissima che solitamente veniva utilizzata dalla Prima Attrice quando perdeva la bellezza e la gioventù. Dopo Verona, la prossima data sarà a Varese, per poi ricominciare quest’estate.

Ci racconti come si sviluppa una commedia totalmente improvvisata e come ci lavorate per prepararla?

Il format è un’invenzione totalmente nostra: volevamo unire la Commedia dell’Arte con il Teatro d’Improvvisazione contemporaneo che è suo naturale successore. Per prima cosa abbiamo cercato un linguaggio comune sull’uso della maschera, aiutati in questo da Fabio Mangolini, insieme ad un linguaggio comune improvvisativo: come se fosse una squadra calcistica, abbiamo individuato, giocando insieme, chi fosse il “costruttore” di storie (la difesa) chi il centrocampista che fa goal con la battuta, chi l’ala … è stato necessario costruire una intesa totale tra di noi, per essere in grado di mettere in scena uno spettacolo senza nessun tipo di appoggio. E’ proprio questa la straordinarietà: un’ora e un quarto circa di commedia in cui nemmeno noi sappiamo cosa succederà fino al momento in cui succede, guidati solo dal mestiere e dalla creatività. Una grande disciplina, fiducia totale nell’altro, lunghissime sessioni di prove e la capacità di cancellare tutto per ricominciare daccapo: questi sono stati i punti fissi del nostro lavoro. Lo spettacolo è un inno all’estro creativo: alla maniera degli antichi commedianti ma senza nessun canovaccio a cui far riferimento, tre attori improvvisano una storia di intrecci ed equivoci scommettendo solo sulla propria bravura e sulla magia del teatro. Uno dei nostri primi spettatori, durante una prova, improvvisatore anch’esso da molti anni, ci disse: “Non si vede che è improvvisato! Sbagliate un po’!” e in quel momento abbiamo capito di aver creato un gioiellino perfettamente funzionante.

Quanto sarà più attivo il pubblico in questo format teatrale?

E’ indispensabile! Il nostro canovaccio estemporaneo si crea sulle indicazioni che il pubblico ci dà, quindi il suo apporto diventa essenziale. Chiediamo direttamente un luogo, un’emozione, qualsiasi apporto ci voglia dare per poter cominciare e durante l’improvvisazione più volte ci rivolgiamo alla platea che ci indichi come continuare,un parere sulla relazione fra questo e quel personaggio…e non è detto che, alla fine, non ci servano aiuti per l’happy end!

Qual è il ruolo dell’opificio in questo spettacolo?

Le prove dello spettacolo, che sono durate, data la complessità della materia, circa sei mesi, sono state fatte nelle sedi di Plateali a Varese e Impropongo a Reggio Emilia, produttrici dell’evento; c’è stata la necessità di lavorare anche a Verona e abbiamo trovato nell’Opificio dei Sensi una casa teatrale dove poter fare le prove immersi nella tranquillità (e nell’ottimo cibo). Già varie volte l’Opificio ha ospitato miei spettacoli di improvvisazione e anche l’accoglienza per questo nuovo progetto è stata straordinaria. Il 9 marzo la Commedia approderà al Teatro del Satiro, un meraviglioso teatro in centro storico a Verona riaperto da poco: Licia Massella, la direttrice artistica, credo abbia visto le potenzialità dello spettacolo e ci ha offerto subito la possibilità di portarlo anche nella mia città.

Perchè a te piace particolarmente lavorare sull’improvvisazione e quali doti ritieni siano elementi fondamentali su cui partire per sviluppare questa capacità?

Solitamente attori e improvvisatori stanno su due pianeti diversi evitandosi cordialmente, tacciandosi l’un altro alternativamente come anziani tromboni o cabarettisti scadenti; io per mia fortuna non ho avuto questo approccio e ho intuito le potenzialità del “lato oscuro della forza” (come scherziamo coi miei compagni chiamando l’improvvisazione) che combinate con la mia preparazione accademica hanno di molto aumentato le mie possibilità espressive. Un discorso a parte voglio farlo per quanto riguarda la crisi del teatro: in un momento in cui la nostra arte appare obsoleta al confronto del cinema e dell’imperante tv, molto più comodamente e facilmente fruibili, la mia idea è che si debbano sottolineare le discontinuità. I dettagli li racconta meglio il cinema, la televisione ce l’abbiamo a casa: ma solo in teatro le persone sono vive, vere , respirano con il pubblico e per il pubblico e non esiste spettacolo che possa essere replicato in serie. La Commedia Improvvida spinge proprio sull’aspetto di irripetibilità dell’evento scenico: lo spettacolo sarà differente e unico perchè unico sarà quel pubblico di quella determinata sera che darà quei suggerimenti e non altri. Creazione comune, inclusività, irripetibilità e leggerezza, queste sono le parole chiavi della riflessione che hanno portato alla creazione dello spettacolo, che si pone alti fini pur rimanendo sostanzialmente comico. Tecnicamente, l’improvvisazione che si usa nel training del teatro di prosa risponde a regole differenti – perchè diverso è il fine e l’approccio – rispetto a quella “pura”. Come artista, mi affascina la creazione drammaturgica simultanea all’azione, la scoperta continua e il continuo venire spiazzata nelle mie aspettative. Credo sia questo quello che mi ha insegnato l’improvvisazione: rinunciare al controllo, seguire il mio istinto e affidarmi a quello degli altri. Quando ti ritrovi senza rete sul palco, il consiglio da seguire è, per dirla con le parole del grande Peter Brook: “Tieniti forte e lasciati andare con dolcezza“.

 

Il Progetto della Commedia Improvvida:
In un momento in cui c’è carenza di interesse verso il teatro, è il teatro stesso a dovere far sentire la propria necessità, scendendo dal palco e tornando in mezzo alla gente. A ridosso delle repliche, ove possibile, verranno attivati mini laboratori e stage di improvvisazione e commedia dell’arte presso spazi teatrali e non, centri diurni e ricreativi per adulti e bambini, flash mob e mini performance estemporanee: per rendere consapevole il pubblico, entusiasmarlo e finalmente farlo sentire parte dell’atto teatrale.

Gli Improvvidi Commedianti sono:
Giulia Cailotto, si diploma come attrice presso la Scuola d’Arte Drammatica Paolo Grassi di Milano nel 2005. Lavora con Teatro Out Off in “Bingo” di E. Bond per la regia di Lorenzo Loris (premio UBU miglior testo straniero) per poi debuttare sul palcoscenico del Piccolo Teatro di
Milano in “L’arma segreta di Archimede” per la regia di Massimo Navone. Continua il suo percorso collaborando,t ra gli altri, con Corrado d’Elia-Teatro Libero di Milano, Giovanna Bozzolo, Sofia Pelczer , Paolo Valerio per “Pericle” ( Festival Shakespeariano-Teatro Romano di Verona) e Ugo Pagliai per la turneè di’”Enrico IV “ di Pirandello. Nel 2011 si avvicina all’arte dell’improvvisazione teatrale, partecipando a diversi spettacoli. Numerose le apparizioni in video: dal 2006 al 2008 è parte del cast fisso di Trebisonda, la tv dei ragazzi su RAI3, a cui seguono
parecchie esperienze in campo pubblicitario su tv nazionali, corti e lungometraggi. Dal 2013 fa parte del gruppo di lavoro diretto dal regista Claudio Longhi per ERT-Emilia Romagna Teatri. Tiene corsi di avvicinamento all’arte teatrale presso il Teatro Stabile di Verona e l’Accademia Share di Vicenza. Nel 2013 vince come miglior attrice la seconda edizione del concorso I giovani e la Commedia dell’Arte promosso da Fondazione Artioli ( Mantova) con un monologo di cui è anche autrice.

Daniele Ferrari ha frequentato il corso biennale di improvvisazione della Lega Italiana Improvvisazione teatrale. Continua la sua formazione con Giuliana Musso Fabio Mangolini Francesco Burroni, Regina Saisi , J.P. Pearson. Attore in Match di improvvisazione teatrale e Long Form, si esibisce in Italia e all’estero: lavora infatti in Francia, Svizzera, Quebec e Belgio. Ha partecipato a diverse edizioni dei Mondiali di  Improvvisazione teatrale in Italia, e Canada. Finalista al FCE 2005 con il trio “I provocatori.” Finalista al Festival cabaret di Martina Franca
2008. È formatore nelle scuole d’improvvisazione di Reggio Emilia, Modena e Parma e fondatore della scuola Impropongo-Les Gramelot di Reggio Emilia.

Gianni Cioffi Nato a Maiori (Costiera Amalfitana) nel 1969 è animatore sociale ed educatore professionale.Ha cominciato nel 1993 il suo percorso teatrale con il Corso di “Dizione e Recitazione” condotto da Paolo Franzato, attore, danzatore, mimo e regista teatrale. Nel 1997 frequenta la Scuola Internazionale Di Teatro di Kuniaki Ida (fondatore della scuola del Teatro dell’Arsenale di Milano) e nel 1998 frequenta il coso di avviamento al Match d’Improvvisazione Teatrale® e vari stage di perfezionamento tra i quali quelli condotti da Fabio Mangolini (commedia dell’arte), Roberto Anglisani (teatro di narrazione). È presidente dell’associazione varesina Plateali dal 2003 ed è insegnante nella scuola d’improvvisazione. Partecipa dal 2002 al 2006 ai mondiali d’improvvisazione a vari match con la nazionale italiana francofona

Fabio Mangolini, già allievo di Marcel Marceau, con una vasta esperienza in Europa, America e Giappone come attore, regista e insegnante, ha praticato e pratica tuttora la Commedia dell’Arte. Specializzato nei ruoli di servitore (Arlecchino, Pulcinella, Zanni, Sganarello…), ha insegnato
Commedia dell’Arte all’Ecole Internationale de Mimodrame Marcel Marceau di Parigi e in diversi stages internazionali (Italia, Spagna, Francia, Giappone, Stati Uniti, Russia …). La conferenza/spettacolo “Il Lazzo della Mosca e altre storie” è stata presentata in Giappone, Stati Uniti, Francia, Spagna, Irlanda, Norvegia, Italia, Belgio, Germania, Cile, Russia, El Salvador sempre con identico successo. Fabio Mangolini è stato per anni insegnante presso l’Accademia d’Arte Drammatica di Madrid (RESAD). Attualmente è Coordinatore Generale della Fondazione Teatro Comunale di Ferrara

Domenica 9 marzo al Teatro del Satiro-via Satiro 8,Verona-ore 17.00– COMMEDIA IMPROVVIDA

Per vedere il trailer della Commedia Improvvida cliccate qui.

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Silvia Gorgi è laureata in Scienze Politiche. Padovana doc, coltiva da sempre l’attività giornalistica. Scrive di musica, arte e letteratura per le pagine di Cultura e Spettacoli dei quotidiani del gruppo editoriale L’Espresso, Il Mattino di Padova, La Nuova di Venezia e Mestre, La Tribuna di Treviso e il Corriere delle Alpi, dal 2002. Dal 2012 scrive per ELLE Italia.
Speaker radiofonica, ha ideato Nordest Boulevard, nel 2009, programma radiofonico da lei condotto, su radio Sherwood, che indaga la realtà culturale del Nordest attraverso rubriche e talk show, ma che è diventato un progetto culturale per raccontare l’arte a Nordest a 360°, cinema, teatro, fotografia, arti figurative, per fare sistema.

Dopo la specializzazione in Giornalismo all’Università di Padova, è divenuta responsabile di uffici stampa per associazioni cinematografiche, sociali, culturali, eventi e case di produzione. È ideatrice del progetto Gitta Schilling-Bellezza senza tempo: cinema e fotografia uniti per raccontare la vita di una mannequin unica: esposizione-mostra nella prestigiosa galleria Infantellina Contemporary nel 2011 a Berlino, con foto e alla presenza di F. C. Gundlach e Walter Kober, fotografi di fama internazionale. Ha curato mostre di artisti legati al Nordest in Veneto e a Berlino fra il 2010 e il 2012. Presenta scrittori, registi, musicisti in eventi lungo il territorio e in particolare ha curato la presentazione di alcuni progetti cinematografici nello spazio della Regione nel corso della 67°-69°-70° edizione della Mostra del Cinema di Venezia. Dal 2010, Silvia vive fra Padova e Berlino.

Ama viaggi e ristoranti etnici, rock americano e nuove tendenze. Cocktail preferito: margarita.

Silvia Gorgi – who has written posts on Nordest Boulevard.