ALMATERRA

almaterraALMATERRA. A CERVARESE SANTA CROCE UN PROGETTO NUOVO, UNA COOPERATIVA AGRICOLA SOCIALE. 

Siamo ai piedi dei Colli Euganei, che lambiscono il profilo di questa zona rurale quasi integra. Poche case sparse qua e là, un casolare da restaurare, viti, terra e animali (pochi per ora) liberi di scorrazzare nel verde. Siamo ad Almaterra, una realtà del territorio padovano che tra qualche mese diventerà una cooperativa agricola sociale, ad opera di un gruppo di persone impegnate nel sociale e con un grande progetto legato alla terra. Possiamo definirlo un progetto di vita, in cui ci si impegna misurandosi quotidianamente con una impresa sostenibile ed ecologica. Già la scelta del luogo non è casuale: un luogo solitario, quasi deserto, ma soprattutto essenziale: si vuole, infatti, partire dalla terra, unica vera certezza e fonte di ricchezza,  alla quale tutti noi, uomini e donne, apparteniamo. In primis c’è l’azienda agricola, il vigneto, la terra da coltivare; un paio di asini, per la gioia dei bambini, utilizzati nella pet-therapy, e infine una quarantina di galline, il vero motore dell’azienda. Attraverso il progetto “adotta una gallina” ciascuno può contribuire, dietro compenso, e assicurarsi un buon numero di uova fresche. Perché le galline restano a vivere in campagna e mangiano liberamente, beccando qua e là nel terreno. Risorse dalla terra, ma non solo. Il progetto è ambizioso, e sfaccettato, perché  comprende vari ambiti. Almaterra sembra essere un “luogo eletto” dove far convergere energie, competenze, entusiasmo e passione. “Almaterra è un luogo dove realizzare un’azienda agricola biologica, una fattoria sociale, un circolo culturale e un centro educativo e formativo permanente” afferma Mattia Pastò, fondatore dell’associazione, lasciando trasparire tutto l’entusiasmo di chi crede fermamente nel progetto.

Il file rouge che lega le attività dell’azienda è insito nella stessa concezione di impresa sostenibile ed ecologica; valori condivisi dai membri dell’associazione che operano in sinergia per un comune obiettivo. Un ritorno alla terra che ha un significato ben preciso: produrre e trarre sostentamento dal lavoro dei campi, ma anche impegno nel condividere finalità, spazi, attività ricreative e ludiche, in pratica l’aspetto sociale del progetto. Il cammino non è semplice, ci sono tanti lavori da fare, in casa e all’esterno, le risorse scarseggiano, ma la volontà e la passione sembrano non conoscere ostacoli di sorta. Del resto è possibile affittare anche piccoli appezzamenti per uso personale, come orto, oppure usufruire di terreni più ampi per l’allevamento di cani. Almaterra è una promessa e una grande sfida, nella convinzione che un’agricoltura multifunzionale e sostenibile sia possibile, e che la strada giusta passi attraverso la condivisione. “La terra si presta a molti usi” dichiara Pastò, senza tralasciare l’aspetto economico derivante dal finanziamento legato al piano di sviluppo rurale veneto.  Perché è nella realtà che si misurano i risultati. Il rispetto dei luoghi ha portato a concepire anche gli spazi architettonici in simbiosi con quelli rurali, nel progetto di recupero e ristrutturazione di tutta la struttura, che comprende la casa colonica e la barchessa con stalla e rimessaggio; pur con le adeguate varianti finalizzate all’utilizzo sociale di Almaterra. Nella barchessa, concepita per un utilizzo multifunzionale, al piano terra ci sarà spazio per la  lavorazione dei prodotti agricoli, oltre ad attività ricreative e una ludoteca; mentre il primo piano è destinato ad ospitare attività socio-culturali e sportive.

Molto interessante e innovativo è l’utilizzo della casa colonica, concepita come coabitazione (cohousing), in cui, oltre agli spazi per uso dei singoli gruppi, si trovano una grande cucina con uno splendido focolare, e alcune sale comuni, adibite a lettura, giochi, intrattenimento. Attualmente sono 12 le persone che andranno a vivere insieme, con voglia di mettersi in gioco e di condividere l’impegno e le attività. Ma c’è spazio anche per volontari, amici, appassionati e cultori della vita agreste: sono previsti, inoltre, corsi di cucina vegetariana e del territorio, con i prodotti dell’azienda agricola, sani e genuini. Tutti gli edifici sono concepiti per lo svolgimento di attività di formazione e promozione sociale, divertimento, laboratori teatrali e spettacoli per bambini, inserimento sociale e luogo di aggregazione. Sostanzialmente Almaterra identifica una nuova realtà, una comunità responsabile e giovane, che si pone un unico obiettivo: migliorare il proprio futuro e quello della società, attraverso una serie di lavori condivisi, nel rispetto dei ruoli e delle competenze. Sinergia, passione e volontà non mancano: bambini, donne e uomini sono i benvenuti. Non mancate di visitare Almaterra: vi conquisterà.

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Studia Lettere e Filosofia all’Università di Padova e si specializza in Comunicazione e pubbliche relazioni. Giornalista pubblicista, scrive per Italia a tavola (mensile online e cartaceo) e Mondo del Gusto, collabora con il mensile economico Economia Nordest, il Giornale di Vicenza, La Tribuna di Treviso per settore ambiente, turismo, enogastronomia. Produce servizi televisivi e giornalistici nell’ambito enogastronomico,
turistico e culturale. Affianca attività di consulenza e progettazione di marketing territoriale e turistico per Istituzioni ed enti Regionali. Supporta in attività di uffici stampa agenzie di comunicazione integrata. Docente in corsi di formazione su Mkt e comunicazione, presenta serate culturali e reading poetici. Ama molto i colori, la sua casa assomiglia ad un Suk (tappeti, cesti), e i quadri. Adora dipingere (olio e acquerelli) e scrivere poesie che da sempre (sigh!) restano nel cassetto. Viaggia molto e le persone che incontra le racconta attraverso lo storytelling, come fa sul suo blog cinziadalbrolo.com.

Cinzia Dal Brolo – who has written posts on Nordest Boulevard.