Matteo Anselmi ne I segreti di Borgo Larici

Matteo Anselmi ne I segreti di Borgo LariciMATTEO ANSELMI NE “I SEGRETI DI BORGO LARICI”.

FRA GLI ATTORI DELLA SERIE ITALIANA AMBIENTATA NEGLI ANNI VENTI UNO DEGLI ALLIEVI DEL TEATRO STABILE DEL VENETO.

“Una storia d’amore, uno spaccato di storia italiana, una trama gialla” questi gli ingredienti vincenti di “I segreti di Borgo Larici“. Produzione di Leader Film Company, prima puntata su Canale 5 con un milione di spettatori. Mercoledì sera ci sarà il quinto episodio dei sette che raccontano gli intrighi ed i segreti di una famiglia, e la società che ci gira attorno, nel 1922 in Piemonte. Il figlio di un ricco industriale del tessile, Francesco Sormani, invece che seguire le orme del padre, vuole diventare un pilota e si innamora di una giovane insegnante, Anita Sclavi, una donna emancipata: classi sociali diverse per una relazione che le famiglie non sosterranno. Ma nel passato del protagonista il suicidio della madre è un mistero che pian piano emerge e nella famiglia di operai, il  fratello della protagonista, una testa calda, sarà accusato d’omicidio. Protagonisti Giulio Berruti-Francesco e Serena Iansiti-Anita. Il fratello di lei nella fiction è un giovane e promettente attore che vive a Padova e frequenta il secondo anno dell’Accademia, diretta da Alberto Terrani, al Teatro Stabile del Veneto. Si chiama Matteo Anselmi e la sua interpretazione di Nicola ha già convinto: determinato, istintivo, incisivo. Anselmi arriva da Torino ed ha un passato tutto dedito al teatro, partendo dalla sua formazione al liceo d’arte e spettacolo Teatro Nuovo di Torino.

“Il mio personaggio – ci racconta – è molto istintivo, è un buono, si batte perché ci tiene molto alla sua famiglia, che è piccola, la mamma non c’è, e la sorella più grande è per lui un’icona da seguire. E’ anche molto impegnato in politica, è socialista, in anni in cui gli appartenenti alle classi minori lottavano per i diritti civili. Nell’essere impulsivo e buono è simile a me, pensa poco, e per questo paga, ma fa tutto con slancio.” Per prepararsi “mi sono rivisto la situazione politica d’allora, ho dato una ripassata ai vecchi libri di storia – la serie finirà con uno squarcio sulla marcia di Roma – poi i costumi, il trucco, le pettinature e la ricostruzione esterna sono stati importanti per entrare nella parte.” Un ruolo ottenuto nell’aprile 2013: “mi ha chiamato la mia agenzia per fare il provino, era il mio primo anno a Padova, mi son detto: “vado, non vado?” poi d’istinto: “ma sì ci provo”, prendo il treno, vado a Torino. Il giorno dopo mi dicono che è andato molto bene, anche se la risposta definitiva arriva dopo un mese. Le riprese sono state fatte a Torino, e in piccoli borghi perfetti per l’ambientazione anni venti, sempre in Piemonte. Ho finito l’anno a Padova e poi a luglio ho girato la fiction.” Una bella occasione, visto che prima aveva ottenuto solo due piccoli ruoli in tv: “il cast e il regista Capone – di Distretto di Polizia – mi hanno subito messo a mio agio, ho iniziato con una componente di ansia, sentivo la pressione, ma mi hanno facilitato nel lavoro trattandomi come un professionista, e non facendomi pesare la loro esperienza o il fatto di sapersi già muovere in questo settore. I metodi interpretativi per cinema e teatro partono entrambi dalla credibilità del personaggio, ma sono diversi.

A tal proposito mi ha colpito molto una lettera dell’attrice Sarah Ferrati scritta a Terrani, che lui ci ha letto il primo giorno di lezione, in cui scrive che l’attore in televisione deve parlare come se parlasse agli amici, ma con una grinta e una consapevolezza diversa, deve sapere di “tenere per mano” un ruolo, ma non caricarlo come si fa in teatro. Questa è la grande difficoltà di chi arriva dal teatro, che è abituato a “portare la voce”, devi togliere qualcosa ma restare in parte.” Il Teatro Stabile del Veneto l’ha scelto “perché è molto attento ai giovani, senti di essere in una scuola in cui una volta diplomato non vieni abbandonato, ma vieni proposto a registi, tenuto “sotto controllo”, fatto crescere.” La serie televisiva preferita di Anselmi è “Misfits, serie inglese, in cui 5 ragazzi, colpiti da un fulmine, che fanno lavori socialmente utili, cambiano vita, c’è del paranormale ed è recitata molto bene, mi piacerebbe vedere, ad ora non ci sono ancora riuscito, Breaking Bad e Walking Dead“, mentre “I segreti – del successo – di Borgo Larici”, ribattezzata la “Downtown Abbey italiana” sono per Matteo “raccogliere una fetta di pubblico molto ampia che si può immedesimare nei personaggi, avvicinarsi a loro, proprio perchè non ci sono trame fantascientifiche, ma si racconta ciò che siamo e che eravamo”.

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Silvia Gorgi è laureata in Scienze Politiche. Padovana doc, coltiva da sempre l’attività giornalistica. Scrive di musica, arte e letteratura per le pagine di Cultura e Spettacoli dei quotidiani del gruppo editoriale L’Espresso, Il Mattino di Padova, La Nuova di Venezia e Mestre, La Tribuna di Treviso e il Corriere delle Alpi, dal 2002. Dal 2012 scrive per ELLE Italia.
Speaker radiofonica, ha ideato Nordest Boulevard, nel 2009, programma radiofonico da lei condotto, su radio Sherwood, che indaga la realtà culturale del Nordest attraverso rubriche e talk show, ma che è diventato un progetto culturale per raccontare l’arte a Nordest a 360°, cinema, teatro, fotografia, arti figurative, per fare sistema.

Dopo la specializzazione in Giornalismo all’Università di Padova, è divenuta responsabile di uffici stampa per associazioni cinematografiche, sociali, culturali, eventi e case di produzione. È ideatrice del progetto Gitta Schilling-Bellezza senza tempo: cinema e fotografia uniti per raccontare la vita di una mannequin unica: esposizione-mostra nella prestigiosa galleria Infantellina Contemporary nel 2011 a Berlino, con foto e alla presenza di F. C. Gundlach e Walter Kober, fotografi di fama internazionale. Ha curato mostre di artisti legati al Nordest in Veneto e a Berlino fra il 2010 e il 2012. Presenta scrittori, registi, musicisti in eventi lungo il territorio e in particolare ha curato la presentazione di alcuni progetti cinematografici nello spazio della Regione nel corso della 67°-69°-70° edizione della Mostra del Cinema di Venezia. Dal 2010, Silvia vive fra Padova e Berlino.

Ama viaggi e ristoranti etnici, rock americano e nuove tendenze. Cocktail preferito: margarita.

Silvia Gorgi – who has written posts on Nordest Boulevard.