L’ispettore Generale di Michieletto

L'ispettore generale di MichielettoL’ISPETTORE GENERALE DI MICHIELETTO

PRODUZIONE DEL TEATRO STABILE DEL VENETO E DELL’UMBRIA IL CLASSICO DI GOGOL’ RIVIVE CON L’ADATTAMENTO DI DAMIANO MICHIELETTO IN UNA NUOVA VERSIONE PIENA DI VERVE.

Un’umanità priva di moralità, corrotta nell’essenza da una burocrazia fine a se stessa, un disfacimento sociale in cui tutti sono insieme contro tutti. Vi dice nulla? Stiamo parlando dei nostri giorni? Della nostra quotidianità? No, anzi sì. “L’ispettore generale” di Gogol’ in scena nel riadattamento di Damiano Michieletto è profondamente contemporaneo. Il testo ha sempre avuto questo carattere, ma la sua rappresentazione con il tocco del regista veneziano si è “svecchiata” e nella musiche, nei costumi, nella scelta di imprimere un maggior ritmo, torna sulla scena con una vivacità nuova e moderna. Prodotto dal Teatro Stabile del Veneto e dell’Umbria, la scorsa settimana al Teatro Verdi di Padova e fino al 2 febbraio al Teatro Goldoni di Venezia, ambientato in un indefinito paese dell’Est, vede al centro della vicenda un sindaco, e la cerchia di persone che afferiscono a lui, tutti allarmati dall’arrivo in città di uno sconosciuto “ispettore generale”. L’inganno prevale su tutto e gli interessi pubblici e privati si confondono senza alcuna distinzione. Scritto nel 1836, il testo tagliato in minima parte dalla mano di Michieletto, che ne varia anche l’ambientazione e comprime i 5 atti in meno di 3 ore nette di spettacolo, traccia un quadro desolante dell’apparato di potere, che rappresentato in una piccola città di provincia, permette al regista di dare forma ad una serie di caratteri umani miserabili e disonesti che ci riportano prepotentemente alla nostra quotidianità.

E se i notabili del posto, che si radunano nel bar del paese a bere vodka e a stringere loschi patti, scambiano un forestiero, squattrinato, per il finanziere che potrebbe smascherare i disonesti traffici di cui sono protagonisti, allora fra equivoci e malintesi parte un gioco in cui, in testa il sindaco, per coprire le loro colpe, tutti danno il peggio di sè. Rispetto ai 22 personaggi dell’originale, Michieletto porta sul palco 11 attori, molto bravi, che nel collettivo convincono: Alessandro Albertin , Luca Altavilla, Alberto Fasoli, Emanuele Fortunati, Michele Maccagno, Fabrizio Matteini, Eleonora Panizzo, Silvia Paoli, Pietro Pilla, Alessandro Riccio e Stefano Scandaletti. In particolare Alessandro Albertin, il sindaco spaccone, Silvia Paoli, l’effervescente moglie, Luca Altavilla, davvero divertente, e Stefano Scandaletti, l’ispettore del titolo, accompagnano i momenti più esilaranti e grotteschi della storia. Gli attori scelti sono quasi tutti al di sotto dei 40 anni, compreso lo scenografo, Paolo Fantin, di Castelfranco Veneto, che ne ha solo 33 e che è l’autore dell’atmosfera che pervade la messa in scena, ricreata con la tappezzeria strappata, nel bar e nella camera d’hotel, scelti come sfondo alla vicenda. Il tutto accompagnato dalle luci di Alessandro Carletti e dai costumi di Carla Teti. Uno spettacolo brillante, molto apprezzato dal pubblico, perfettamente orchestrato da Michieletto, che inizia quest’anno nel segno della prosa, lui che si è fatto conoscere a livello internazionale, nelle rivisitazioni delle opere liriche. Il regista proseguirà poi con tre nuove produzioni di allestimenti lirici, a Dresda, ad aprile con  “The Rake’s progress” (La carriera di un libertino), musiche di Igor Stravinskij su libretto di Wystan Hugh Auden, rappresentata per la prima volta nel 1951 al Teatro La Fenice, dove tornerà a giugno; e al Festival di Salisburgo, unico regista italiano nella storia del festival, con “Cenerentola” di Rossini e Cecilia Bartoli protagonista; infine ad Amsterdam, a dicembre chiuderà l’anno curando la regia di “Un viaggio a Reims”, sempre di Rossini.

Foto di Serena Pea

L'ispettore generale di MichielettoL'ispettore generale di MichielettoL'ispettore generale di MichielettoL'ispettore generale di MichielettoL'ispettore generale di MichielettoL'ispettore generale di MichielettoL'ispettore generale di MichielettoL'ispettore generale di MichielettoL'ispettore generale di MichielettoL'ispettore generale di MichielettoL'ispettore generale di MichielettoL'ispettore generale di MichielettoL'ispettore generale di MichielettoL'ispettore generale di MichielettoL'ispettore generale di MichielettoL'ispettore generale di MichielettoL'ispettore generale di MichielettoL'ispettore generale di MichielettoL'ispettore generale di MichielettoL'ispettore generale di MichielettoL'ispettore generale di MichielettoL'ispettore generale di MichielettoL'ispettore generale di MichielettoL'ispettore generale di MichielettoL'ispettore generale di Michieletto

Silvia Gorgi è laureata in Scienze Politiche. Padovana doc, coltiva da sempre l’attività giornalistica. Scrive di musica, arte e letteratura per le pagine di Cultura e Spettacoli dei quotidiani del gruppo editoriale L’Espresso, Il Mattino di Padova, La Nuova di Venezia e Mestre, La Tribuna di Treviso e il Corriere delle Alpi, dal 2002. Dal 2012 scrive per ELLE Italia.
Speaker radiofonica, ha ideato Nordest Boulevard, nel 2009, programma radiofonico da lei condotto, su radio Sherwood, che indaga la realtà culturale del Nordest attraverso rubriche e talk show, ma che è diventato un progetto culturale per raccontare l’arte a Nordest a 360°, cinema, teatro, fotografia, arti figurative, per fare sistema.

Dopo la specializzazione in Giornalismo all’Università di Padova, è divenuta responsabile di uffici stampa per associazioni cinematografiche, sociali, culturali, eventi e case di produzione. È ideatrice del progetto Gitta Schilling-Bellezza senza tempo: cinema e fotografia uniti per raccontare la vita di una mannequin unica: esposizione-mostra nella prestigiosa galleria Infantellina Contemporary nel 2011 a Berlino, con foto e alla presenza di F. C. Gundlach e Walter Kober, fotografi di fama internazionale. Ha curato mostre di artisti legati al Nordest in Veneto e a Berlino fra il 2010 e il 2012. Presenta scrittori, registi, musicisti in eventi lungo il territorio e in particolare ha curato la presentazione di alcuni progetti cinematografici nello spazio della Regione nel corso della 67°-69°-70° edizione della Mostra del Cinema di Venezia. Dal 2010, Silvia vive fra Padova e Berlino.

Ama viaggi e ristoranti etnici, rock americano e nuove tendenze. Cocktail preferito: margarita.

Silvia Gorgi – who has written posts on Nordest Boulevard.