Piera Degli Esposti in Veneto

Piera degli Esposti in VenetoPIERA DEGLI ESPOSTI IN VENETO.

ABANO META PER L’ATTRICE PER RILASSARSI ALLE TERME NEL PERIODO NATALIZIO E OCCASIONE PER CONVERSARE CON LEI DELLE ULTIME FICTION DI SUCCESSO, DI UNA CARRIERA AD ALTISSIMO LIVELLO, E DELLA SUA PARTECIPAZIONE AL FILM DELL’AUTORE VENETO PAROLIN “LEONI” CHE SI VEDRA’ QUEST’ANNO.

“Restare impressa, avere una funzione “consolatoria”, quasi d’infermiera dell’anima”. Quanto ci sia riuscita e ci riesca, Piera degli Esposti, quando “indossa” un personaggio, come ama dire lei, grazie al suo talento, lo dimostrano le signore che la fermano, nella sala dell’hotel, per dirle: “se c’è il suo nome allora sì che ci mettiamo davanti alla tv, lei è “una garanzia”, è egregia.” “Mi piace molto come qui in Veneto usiate ancora queste espressioni che si stanno perdendo, scegliete le parole che mi segnalano una qualità che non è solo popolarità o visibilità, danno l’idea di essere stati percepiti, di aver fatto un lavoro apprezzato”. Degli Esposti ama lavorare sui dettagli, e questa cura la sceglie anche qui ad Abano, dove frequenta da anni, l’hotel Tritone, accolta da Luciana e Walter Poli, i proprietari, come fosse in famiglia.

“C’è una cura nei particolari, una diligenza nel rinnovarsi, che è un fattore di cultura, che mi fa dire quando sono in giro per il mondo, a Buenos Aires, piuttosto che altrove, vorrei essere da Luciana.” Si rilassa con le cure termali, dopo stagioni televisive di grandi soddisfazioni, la sua Serafina, segretaria misteriosa, di “Una grande famiglia” – le ho dato questa camminata con la testa in avanti per sottolineare una certa dimissione – e Clelia, l’avvocata dirompente e piena d’energia di “Tutti pazzi per amore” – cui ho dato una ritmica, una frenesia nei movimenti – sono state per l’attrice due interpretazioni piene di passione, che hanno emozionato il pubblico. Una passione che l’attraversa come persona e nella carriera: “bisogna fare il lavoro che ti fa felice, è un diritto, è una ricerca, e l’unica cosa che ti realizza”. Lei che ha iniziato con il teatro sperimentale tra metà anni ’60-inizi ’70, in cui la scena artistica portava, al teatro 101, dove si esibiva, fra gli spettatori De Chirico – è stato un grande onore – ma pure Sanguineti, Augias, e oggi, che qualche istilla di rinascita c’è, con i giovani che tornano a teatro, o che resistono in situazioni come quella del Teatro Valle a Roma, dice: “purtroppo siete schiacciati, siete meno, noi eravamo tanti, ma credo che la solitudine della mente cui costringe la tecnologia porterà ad “un ribaltone”, perché il teatro “va visto, va vissuto” come si fa la boxe, è azione ed esperienza.”

E se il segreto del successo narrativo di una serie come “Una grande famiglia” sta nell’essere “uno sceneggiato come quelli d’una volta, con bravi attori, Cavina, Gassman, Sandrelli, Rocca, e scelte oneste”, il prossimo anno vedremo Piera nella terza parte in cui Serafina sarà sempre più misteriosa e un po’ affascinata dal suo capo, e anche nella produzione veneta di ParolinLeoni” “cui ho partecipato con grande piacere per il legame che ho con il Veneto, ho avuto un compagno, scomparso in un incidente, che era di Padova, con mio padre frequentavo le campagne veronesi, questi luoghi sono a me cari. In “Leoni” è stato bello lavorare con Marcorè, di cui faccio la madre, e Stefano Pesce, e abbiamo girato nella Villa Ca’ Marcello a Piombino Dese (PD), dunque il paesaggio è incredibile e il tema trattato, la crisi, molto importante e attuale.” A lei che ha lavorato diretta da Pasolini, Nanni Moretti, Bellocchio (David come attrice non protagonista per “L’ora di religione”), Veronesi, Sorrentino, i fratelli Taviani, e la sua vita è stata raccontata in romanzo dall’amica Dacia Maraini, in film da Marco Ferreri e in documentario da Peter Marcias, non resta che un ruolo ancora da vestire e l’ha ricordato all’ultimo Torino Film Festival, dove ha ricevuto il premio alla carriera Maria Adriana Prolo: l’investigatrice alla Miss Marple, alla signora Fletcher. Sennò come diceva Enea, il personaggio ne “Il Divo” di Sorrentino, la segretaria di Andreotti, che le è valso il David, “sostanzialmente m’annoio”.

Per vedere Piera degli Esposti in “Tutti pazzi per amore” quando interpreta “Singles ladies” di Beyoncè clicca qui.

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Silvia Gorgi è laureata in Scienze Politiche. Padovana doc, coltiva da sempre l’attività giornalistica. Scrive di musica, arte e letteratura per le pagine di Cultura e Spettacoli dei quotidiani del gruppo editoriale L’Espresso, Il Mattino di Padova, La Nuova di Venezia e Mestre, La Tribuna di Treviso e il Corriere delle Alpi, dal 2002. Dal 2012 scrive per ELLE Italia.
Speaker radiofonica, ha ideato Nordest Boulevard, nel 2009, programma radiofonico da lei condotto, su radio Sherwood, che indaga la realtà culturale del Nordest attraverso rubriche e talk show, ma che è diventato un progetto culturale per raccontare l’arte a Nordest a 360°, cinema, teatro, fotografia, arti figurative, per fare sistema.

Dopo la specializzazione in Giornalismo all’Università di Padova, è divenuta responsabile di uffici stampa per associazioni cinematografiche, sociali, culturali, eventi e case di produzione. È ideatrice del progetto Gitta Schilling-Bellezza senza tempo: cinema e fotografia uniti per raccontare la vita di una mannequin unica: esposizione-mostra nella prestigiosa galleria Infantellina Contemporary nel 2011 a Berlino, con foto e alla presenza di F. C. Gundlach e Walter Kober, fotografi di fama internazionale. Ha curato mostre di artisti legati al Nordest in Veneto e a Berlino fra il 2010 e il 2012. Presenta scrittori, registi, musicisti in eventi lungo il territorio e in particolare ha curato la presentazione di alcuni progetti cinematografici nello spazio della Regione nel corso della 67°-69°-70° edizione della Mostra del Cinema di Venezia. Dal 2010, Silvia vive fra Padova e Berlino.

Ama viaggi e ristoranti etnici, rock americano e nuove tendenze. Cocktail preferito: margarita.

Silvia Gorgi – who has written posts on Nordest Boulevard.