Piccola Patria in gara a Rotterdam

Piccola Patria in gara a RotterdamPICCOLA PATRIA IN GARA A ROTTERDAM.

SELEZIONATO IL FILM DEL PADOVANO ALESSANDRO ROSSETTO, DOPO LA MOSTRA DEL CINEMA DI VENEZIA, ALL’IFFR,  INTERNATIONAL FILM FESTIVAL DI ROTTERDAM.

La provincia veneta arriva lontano. Il film crudo e incisivo, presentato nella sezione “Orizzonti” all’ultima Mostra del Cinema di Venezia, Piccola patria del regista padovano Alessandro Rossetto ottiene un’altra selezione in uno dei festival internazionali più interessanti: quello di Rotterdam. Un film italiano per un festival che in genere non sceglie spesso opere della penisola, forse non così in linea con le linee di sperimentazione che lo caratterizzano. C’è di che star contenti per Rossetto: “sì, Rotterdam è un festival importante non solo per il mercato – il suo Cinemart, mercato di coproduzione è molto ricercato – è una delle migliori vetrine del cinema europeo e “Piccola Patria” è inserito in una sezione, Spectrum, storicamente aperta al cinema che fonde spettacolo e ricerca formale.” Alla première di sabato 25 il regista sarà presente con alcuni degli attori del film, poi sarà proiettato altre 4 volte, l’ultima il 31 gennaio, giorno di chiusura del festival. “Non mi sorprende la scelta – ci racconta l’attrice trevigiana che vive a Venezia Roberta Soller – credo moltissimo in quest’opera, nell’atmosfera artistica con cui si è lavorato. Anche l’esito che la pellicola ha avuto a Venezia – molto positiva da critici e pubblico – è stato un sintomo del fatto che non era finita lì! Sarò a Rotterdam assieme ad Alessandro e sono molto curiosa.”

I selezionatori l’hanno fortemente voluto e l’hanno recensito così: “racconta una piccola comunità del Nord Italia, dove città e campagna si fondono, come un patchwork che prende forma sotto la pressione della crisi, dell’immigrazione e della decadenza. Nella profonda calura estiva, due donne per perseguire i loro sogni di evasione, creano incubi. Una storia che poteva svolgersi in una piccola città qualsiasi del mondo, eppure così fortemente caratterizzata da non poter essere altrove, se non nell’entroterra veneziano. Per rendere l’idea della soffocante afa estiva, Rossetto fa buon uso di quanto gli offre l’ambiente attorno. C’è una sceneggiatura – scritta da Rossetto con Caterina Serra e Maurizio Brauci – che distrugge e ricompone in un vortice di osservazione e improvvisazione. La storia parla di due giovani donne: una vivace e disinibita, Luisa, l’altra ombrosa e arrabbiata, Renata. E’ una storia di ricatto. I giovani protagonisti hanno una sensualità primitiva, gli anziano sono invece conservatori, fissati nei loro mondi. Per diventare ciò che si vuole bisogna comprendere cosa si è disposti a sacrificare.” Nella sezione di Piccola Patria, riservata a “film e registi che offrono un contributo essenziale alla cultura cinematografica internazionale”, il festival ospita quest’anno autori come Spike Jonze, Alexander Payne, Jia Zhang-ke, Alain Guiraudie, Jim Jarmusch e Philip Groning.

Prodotto da Gianpaolo Smiraglia e Luigi Pepe, PiccolaPatria è una produzione Arsenali Medicei e Jump Cut, con il contributo del MiBAC – Direzione Generale per il Cinema, con il sostegno di Regione Veneto – Fondo per il Cinema e l’Audiovisivo, BLS – Business Location Sudtirol Alto Adige, Trentino Film Commission, Friuli Venezia Giulia Film Commission, sviluppato con il supporto del Programma MEDIA dell’Unione Europea. Un traguardo importante per il primo “lungometraggio di finzione” firmato da Rossetto, tra i nomi più significativi del documentario italiano, già al centro nel 2010 di una retrospettiva al New York Documentary Film Festival e autore – tra gli altri – di titoli come Bibione Bye Bye One, Chiusura e Feltrinelli. Una sceneggiatura, quella di “Piccola Patria”, nata 5 anni fa, poi il progetto è entrato in fase operativa negli ultimi due anni. “La storia è drammatica, ci sono alcuni elementi di amore, di ricatto, c’è pure action – ci racconta il regista Rossetto – ma resta una tragedia con una sua parabola classica. Poi, ho utilizzato, con molta libertà, la forma del linguaggio cinematografico”. Un casting fatto dal regista in un tempo ristretto e ricercando negli attori un certo tipo di formazione e una duttilità della lingua.

Una recitazione che ha utilizzato la tecnica dell’improvising fiction, ossia l’immersione in situazioni di realtà, per poter sviluppare le scene pensate senza una precisa direzione ma lasciando aperta la finzione alla fluidità del reale. Un film corale: “ci tengo molto a questo aspetto. I personaggi ci tengo a sottolinearlo sono stati pensati in questo senso, la secondarietà non c’è, nessuno dei caratteri finisce per essere solo un passaggio.” Il Veneto è molto rappresentato fra gli interpreti del film: Maria Roveran è della provincia di Venezia, Roberta Da Soller è trevigiana ma vive a Venezia, Mirko Artuso è trevigiano, Diego Ribon è di Venezia ma vive a Roma, Nicoletta Maragno è padovana, poi Valerio Mazzucato è della provincia di Padova, ed è anche padovano Stefano Scandaletti che partecipa ad una scena in maniera amicale. I  giovani protagonisti del film sono: Maria Roveran, allieva all’ultimo anno del Centro Sperimentale di Cinematografia di Roma, Vladimir Doda, studente dell’Accademia d’Arte Drammatica “Nico Pepe” di Udine e Roberta Da Soller, curatrice di “S.A.L.E. Docks” presso i Magazzini del Sale di Venezia. Giulio Brogi infine che è stato uno dei volti, ad esempio, nella “Strategia del Regno” di Bertolucci, fa un vecchio veronese, brusco e con un’esperienza passata interessante. Un Nordest fuligginoso, fangoso e torbido, quello di Rossetto, ma pure disperatamente vitale, in cui, fra città e campagna, si muovono e crescono le vite ai margini dei suoi protagonisti.

Per vedere la presentazione del film all’IFFR, International Film Festival Rotterdam clicca qui

Per vedere un estratto di Piccola Patria clicca qui.

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Silvia Gorgi è laureata in Scienze Politiche. Padovana doc, coltiva da sempre l’attività giornalistica. Scrive di musica, arte e letteratura per le pagine di Cultura e Spettacoli dei quotidiani del gruppo editoriale L’Espresso, Il Mattino di Padova, La Nuova di Venezia e Mestre, La Tribuna di Treviso e il Corriere delle Alpi, dal 2002. Dal 2012 scrive per ELLE Italia.
Speaker radiofonica, ha ideato Nordest Boulevard, nel 2009, programma radiofonico da lei condotto, su radio Sherwood, che indaga la realtà culturale del Nordest attraverso rubriche e talk show, ma che è diventato un progetto culturale per raccontare l’arte a Nordest a 360°, cinema, teatro, fotografia, arti figurative, per fare sistema.

Dopo la specializzazione in Giornalismo all’Università di Padova, è divenuta responsabile di uffici stampa per associazioni cinematografiche, sociali, culturali, eventi e case di produzione. È ideatrice del progetto Gitta Schilling-Bellezza senza tempo: cinema e fotografia uniti per raccontare la vita di una mannequin unica: esposizione-mostra nella prestigiosa galleria Infantellina Contemporary nel 2011 a Berlino, con foto e alla presenza di F. C. Gundlach e Walter Kober, fotografi di fama internazionale. Ha curato mostre di artisti legati al Nordest in Veneto e a Berlino fra il 2010 e il 2012. Presenta scrittori, registi, musicisti in eventi lungo il territorio e in particolare ha curato la presentazione di alcuni progetti cinematografici nello spazio della Regione nel corso della 67°-69°-70° edizione della Mostra del Cinema di Venezia. Dal 2010, Silvia vive fra Padova e Berlino.

Ama viaggi e ristoranti etnici, rock americano e nuove tendenze. Cocktail preferito: margarita.

Silvia Gorgi – who has written posts on Nordest Boulevard.