LA CINECITTA’ DI CHRISTIAN DE SICA

La Cinecittà di Christian De SicaLA CINECITTA’ DI CHRISTIAN DE SICA.

DEBUTTA A PADOVA IL 10 GENNAIO E REPLICA L’11 IL NUOVO MUSICAL DELL’ATTORE, DEDICATO AGLI UNICI STUDIOS, INSIEME AD HOLLYWOOD, CONOSCIUTI IN TUTTO IL MONDO, E IL CUI FUTURO E’ A RISCHIO.

Cinecittà ieri, oggi e domani. Debutta a Padova il 10 gennaio e replica l’11 il nuovo musical di Christian De Sica dedicato agli studios, gli unici, insieme a Hollywood, conosciuti in tutto il mondo, quelli di Cinecittà. Racconti di vita vissuta, monologhi poetici di chi vive il cinema dietro le quinte, gag sui provini, attori smemorati andranno a comporre i testi dello spettacolo che porta in scena insieme teatro e cinema a cui De Sica ha iniziato a lavorare poiché è diventata una sorta di esigenza: “ad agosto abbiamo iniziato a lavorare sui testi a casa mia con Riccardo Cassini e Marco Mattolini, ed anche insieme a Giampiero Solari, che ne firma la regia, per  raccontare “Cinecittà, visto che il futuro, il domani degli studi, è incerto e non si sa se continuerà o se li trasformeranno in un parco giochi, in un outlet, ma sarebbe un errore perdere la memoria di quei luoghi, si conoscono poche cose rispetto alle storie racchiuse in quegli spazi; per questo abbiamo ritenuto interessante riportare sotto i riflettori Cinecittà che rappresenta la fabbrica dei sogni.

Una volta venivano girati lì i kolossal, i grandi  film come “Ben Hur“, gli americani venivano a girare qui perchè costava meno tanto che si parlava della Hollywood sul Tevere, e poi oggi ha ospitato anche la casa del “Grande Fratello“, ma il suo percorso storico assomiglia alla storia del nostro Paese, pensa che parte dal ventennio fascista, un secolo. Noi certo non avevamo la pretesa di raccontare la Storia di Cinecittà in senso assoluto, ma  la mia, quella che ho vissuto con mio padre, con Rossellini, il neorealismo, ma anche i telefoni bianchi – sottogenere di commedia di autori che si sviluppa fra il ’36 e il ’43, caratterizzata dalla presenza dei telefoni bianchi nelle prime scene delle pellicole  –  di mia madre, l’attrice Maria Marcader, e poi le coppie mitiche, Liz Taylor e Richard Burton, Mastroianni e Loren, arrivando anche a noi a Boldi e De Sica ed ai cinepanettoni girati lì, fino all’oggi di “Amici” di Maria de Filippi.” Per attraversare un periodo così lungo le escursioni musicali, interpretate dal De Sica crooner spaziano da Maracaibo, a Sinastra al tema dello spettacolo, composto da Claudio Mattone, autore di “Ancora”, canzone che ha il titolo del musical “Cinecittà”.

Coreografie di Franco Miseria, un corpo di ballo di 8 ballerini (un paio presi dallo show “Tale e Quale”), l’orchestra dal vivo diretta dal maestro Marco Tiso per uno show che ha richiesto una grande preparazione, anche in termini di palestra e dieta per De Sica: “fisicamente è uno spettacolo che va sostenuto, ora che siamo così vicini al debutto stiamo mettendo a punto le ultime cose, e proviamo dalle 4 del pomeriggio alle 10 di sera, c’è tanto lavoro, 40 persone in scena, quando si ci muove ci si muove come un elefante, siamo tanti, ma ci auguriamo che ci sia un riscontro positivo come è stato con le mie prime due esperienze di musical, il primo “Tributo a Gershwin, un americano a Parigi” ha incassato 12 miliardi di lire e “Parlami di me” 11 milioni di euro. Debuttiamo a Padova, scelta del nostro impresario Paolo Scotti per gli accordi presi con i teatri e a me fa tanto piacere è una città che conosco bene ci ho passato tanto tempo poichè quando giravo a Cortina d’Ampezzo passavo per Padova e poi mio figlio ha avuto un po’ di ragazze venete, di Padova e Bassano (ride) e poi trovo sempre che il pubblico sia colto e attento.”

Un De Sica che, lo scorso 5 gennaio, è nato nel 1951, ha festeggiato il suo compleanno, e 40 anni di mestiere. Come ha detto il figlio, Brando, in un recente intervento, ai primi passi come regista “i De Sica fanno cinema dal 1901 – anno di nascita di Vittorio – come una cioccolateriaChristian ribadisce: “credo sia giusto ed è normale che questa professione si tramandi di padre in figlio, nel caso di Brando c’è pure lo zio che è Carlo Verdone, credo che ci si passi la palla ed oggi lo si fa ad una velocità maggiore, sicché mio figlio sa prima come ci si deve comportare nell’ambiente, anche se poi i paragoni che si fanno sono sballati, lo confrontano a me che ho 40 anni di mestiere.” E da festeggiare c’è pure l’ennesima conferma al botteghino per il suo ultimo cinepanettone “Colpi di Fortuna” di Parenti, il film di Natale più visto: “la gente mi vuole molto bene, c’è davvero un grande grande affetto nei miei confronti da parte del pubblico, in altri colleghi non trovo tanto consenso, sono amato, e quando entri nel cuore delle persone è diverso, ti trattano come uno di famiglia, le ragazzine mi fermano per strada e mi chiamano zio!” E se la pellicola si incentra sulla fortuna, De Sica specifica che poi la strada per il successo ha sì bisogno di fortuna ma soprattutto “di tenacia, voglia di fare e talento”.

Il sottogenere del cinepanettone resiste dunque, nonostante le critiche che suscita, mentre gli altri generi, nonostante grandi maestri “si sono persi, c’è qualcosa che si fa di horror ma guerra, azione, western, non si producono per mancanza di denaro, fare “Indiana Jones” costa, sicchè si preferisce raccontare la crisi di un uomo di quarant’anni, anche se poi ci sono degli autori così bravi, se pensi a “La grande bellezza” di Sorrentino, molto bello, oppure a Garrone, “Reality” mi è piaciuto molto, a Tornatore, insomma, con grande difficoltà, ma ce la facciamo. Io voglio fare un film sulla vita di mia madre e mio padre da dieci anni e non ci sono ancora riuscito, ma prima o poi ci riuscirò.”

”Sono un saltimbanco, mi sento un attore, uno showman, un commediante. Uno che canta, recita, balla. Quando si fa questo mestiere, si dovrebbe saper fare tutto.”
I biglietti sono in vendita a partire da € 29 (ridotto under 12 € 10)  sul sito www.zedlive.com, www.granteatrogeox.com e alla biglietteria del Gran Teatro Geox prima dello spettacolo.
Christian De Sica in CINECITTA’ uno spettacolo scritto da Christian De Sica, Riccardo Cassini, Marco Mattolini e Giampiero Solari con Daniela Terreri, Daniele Antonini e Alessio Schiavo corpo di ballo Leonardo Bizzarri, Roberto Carrozzino, Roberto D’Urso, Deborah Esposito, Dalila Frassanito, Nadira Lisi, Giulia Pauselli, Tommaso Petrolo disegno luci di Marcello Iazzetti regia video di Cristina Redini scenografie di Patrizia Bocconi costumi di Ester Marcovecchio musiche dal vivo dell’orchestra diretta dal maestro Marco Tiso coreografie di Franco Miseria regia di Giampiero Solari produzione e distribuzione: Bags Live
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Silvia Gorgi è laureata in Scienze Politiche. Padovana doc, coltiva da sempre l’attività giornalistica. Scrive di musica, arte e letteratura per le pagine di Cultura e Spettacoli dei quotidiani del gruppo editoriale L’Espresso, Il Mattino di Padova, La Nuova di Venezia e Mestre, La Tribuna di Treviso e il Corriere delle Alpi, dal 2002. Dal 2012 scrive per ELLE Italia.
Speaker radiofonica, ha ideato Nordest Boulevard, nel 2009, programma radiofonico da lei condotto, su radio Sherwood, che indaga la realtà culturale del Nordest attraverso rubriche e talk show, ma che è diventato un progetto culturale per raccontare l’arte a Nordest a 360°, cinema, teatro, fotografia, arti figurative, per fare sistema.

Dopo la specializzazione in Giornalismo all’Università di Padova, è divenuta responsabile di uffici stampa per associazioni cinematografiche, sociali, culturali, eventi e case di produzione. È ideatrice del progetto Gitta Schilling-Bellezza senza tempo: cinema e fotografia uniti per raccontare la vita di una mannequin unica: esposizione-mostra nella prestigiosa galleria Infantellina Contemporary nel 2011 a Berlino, con foto e alla presenza di F. C. Gundlach e Walter Kober, fotografi di fama internazionale. Ha curato mostre di artisti legati al Nordest in Veneto e a Berlino fra il 2010 e il 2012. Presenta scrittori, registi, musicisti in eventi lungo il territorio e in particolare ha curato la presentazione di alcuni progetti cinematografici nello spazio della Regione nel corso della 67°-69°-70° edizione della Mostra del Cinema di Venezia. Dal 2010, Silvia vive fra Padova e Berlino.

Ama viaggi e ristoranti etnici, rock americano e nuove tendenze. Cocktail preferito: margarita.

Silvia Gorgi – who has written posts on Nordest Boulevard.