Galleria Browning: la ricerca nella fotografia

GALLERIA BROWNING: LA RICERCA NELLA FOTOGRAFIA

CON LA PERSONALE DI GIUSTINO CHEMELLO “PERCHE’ TANTA ASSENZA DI TE NON E’ PIU’ POSSIBILE” SI CHIUDE NELLO SPAZIO AD ASOLO (TV) IL CICLO CURATORIALE SULLA FOTOGRAFIA ITALIANA PER QUESTO 2013.

Steve Bisson, con la mostra di Giustino Chemello, che si inaugura alle 18 di sabato 7 dicembre e resterà fino all’8 gennaio, chiude il ciclo curatoriale, dedicato alla fotografia italiana, per questo 2013, alla Galleria Browning di Asolo (TV). Un percorso singolare, molto attento alla qualità, che ha raccolto diversi autori italiani per cercare di offrire un contributo al dibattito sulla fotografia contemporanea. La mostra e la presentazione del libro ‘Perché tanta assenza di te non è più possibile’ si pone anche come una ‘conclusione’ naturale a questo ciclo di ricerca, poiché introduce nuove prospettive di dialogo nell’ambito delle arti visive, tra fotografia, pittura e poesia, di cui abbiamo parlato con il curatore Steve Bisson, per cogliere il senso che la direzione artistica vorrà dare alla nuova programmazione 2014.

La mostra che si inaugura sabato 7 alle 18 chiude un dibattito sulla fotografia, aperto nel corso del 2013, in Galleria Browning… quali sono in sintesi i punti emersi da questo lavoro di ricerca e discussione?

In sintesi ritengo che il dibattito sulla fotografia debba maturare ancora. Di più, credo che ci sia molto da lavorare per avvicinare le persone alla lettura delle immagini e a sviluppare un senso critico rispetto a ciò che si vede. Questa programmazione ha offerto molti stimoli e ha messo a confronto prospettive e intenzioni assai differenti. Ciò che prova questo ciclo curatoriale è che la fotografia non è solo un metodo di registrazione della realtà ma può offrire nuove visioni e interpretazioni della stessa. Spesso della fotografia viene sottovalutata la capacità progettuale e ci si limita a considerarla invece come mezzo adatto a produrre delle prove, delle testimonianze. 

Le scelte curatoriali sul lavoro di Giustino Chemello…

Il lavoro di Giustino Chemello è di grande interesse per me poichè sborda da un discorso sopra la fotografia. Raramente con Giustino mi trovo a parlare di fotografia, molto più spesso si tratta di pittura e letteratura. Più in generale di storia dell’arte. Per questo nel mio testo introduttivo scrivo che Giustino è un poeta inattuale più che un fotografo. Nello specifico del progetto espositivo abbiamo scelto alcune opere tratte da 3 distinti progetti. Mi interessava offrire uno spaccato significativo sulla ricerca di Giustino. Il suo lavoro interroga la definizione di arte, e non si interessa a provocare il pubblico come facilmente accade oggi.

La mostra e la presentazione del libro ‘Perché tanta assenza di te non è più  possibile’ introduce nuove prospettive di dialogo che intrecciano in maniera crossmediale le arti: una tua riflessione in merito..è oggi NON più possibile NON essere crossmediali?

Qui la riflessione meriterebbe un po’ di spazio. Tuttavia ritengo questo atteggiamento abbastanza inevitabile. E qui rimando ad un breve articolo che ho scritto tempo fa sul tema e in modo particolare a quanto già detto da teorici del postmoderno come Jean- François Lyotard che ha sostenuto l’impossibilità di spiegare il mondo con principi unitari. Per come ci stiamo strutturando, anche mentalmente, nei rapporti e nelle dinamiche sociali, di lavoro e personali, la crossmedialità è divenuta quasi una necessità. Nel caso di Giustino questo intreccio non riguarda il risultato finale bensì le premesse teoriche. Egli non mescola gli strumenti o i materiali ma i saperi.

Come si aprirà la programmazione 2014, alla luce della via tracciata in questo 2013?

Vorrei che la programmazione del 2014 fosse più sperimentale. Dal punto di vista curatoriale mi concentrerò su meno progetti, sui quali affinare alcune metodologie di ricerca che ho sperimentato nel corso del 2013 nell’Osservatorio urbano di Sao Paulo (Brasile), nel laboratorio sul Paesaggio Agrario in collaborazione con la Fondazione Benetton, e sul filone di studio avviato con il Museo di Arte Contemporanea di Vojvodina in Serbia. Affianco a queste iniziative, mi piacerebbe che lo spazio vivesse in rapporto al territorio, quindi che riuscisse a sviluppare un dialogo con ciò che è più ‘prossimo’. Le idee sono già molte vedremo quali saremo in grado di concludere. In questa direzione è auspicabile un’apertura a contributi di natura diversa: presentazione di libri, laboratori educativi, proiezione di film, progetti collettivi e altro che ci verrà in mente.

Testo introduttivo di “Perchè tanta assenza di te non è più possibile” di Steve Bisson

Sono felicissimo di chiudere la programmazione 2013 della Galleria Browning con una mostra eccezionale sul lavoro di Giustino Chemello. Un anno dedicato nello specifico alla fotografia italiana per offrire una occasione di confronto e pensiero. Uno spaccato che testimonia l’impegno di molti autori per rinnovare la tradizione e per stimolare il dibattito, spesso sterile in questo Paese, sopra l’uso dell’immagine. Persona colta e drammatica nel suo genere, Giustino Chemello è un poeta inattuale più che un fotografo. Egli infatti ha preso le distanze dall’arte di oggi, che sempre più pare “avere cose da dire che non si riescono a dire”. Nel suo libro ‘Perché tanta assenza di te non è più possibile’ egli già dal titolo dichiara questa insofferenza verso l’indicibilità del gesto artistico. Un vuoto che diventa insofferenza per colui che non teme di ricercare la verità. Il futuro anche dell’arte si è fatto enigmatico, e indica sempre più una potenza su cui l’uomo ha perso il controllo. Tuttavia enigma è un termine greco che ha a che fare con la follia, e forse con un ordine sconvolto. Si va in crisi quando il nostro sistema di giudizio non va più, e quel senso di emancipazione che ci siamo costruiti sulla base delle istruzioni platoniche, mediante la ragione, si sgretola sotto i nostri piedi. ‘Ma cercare si deve’, come ben scrive Mariapia Veladiano nella prefazione del libro. Nel movimento rispetto allo spazio dato, che non è uno stare a guardare, Giustino Chemello tradisce un desiderio di porsi in un atopos. In un fuori luogo della presente umanità spicciola e infinitesimale, tuttavia ancora materna. Come dire che le cose non si esauriscono nelle loro definizioni. E in questo desiderio io ci vedo amore, naturale interprete tra gli uomini e gli dei, ponte tra una manifesta razionalità e una latente follia. I poeti sono folli perché non tengono le parole nell’univocità del loro significato. La poesia è folle. E allora questo ricongiungimento tra pittura e poesia costruisce un nuovo luogo ideale, in cui gli opposti possono coesistere. Altrove rispetto a quella prima forma di prigionia che è la struttura mentale prodotta dalla ragione. Non si possono leggere le immagini create da Giustino Chemello se non in una condizione di amore. E forse a rivivere in tutto questo è il mito di Dioniso che entra a Tebe per dissolvere la città e i suoi confini.

“Perchè tanta assenza di te non è più possibile”
Giustino Chemello
Galleria Browning, Asolo
08.12.2013 – 08.01.2014
Apertura: 07 Dicembre 2013, alle ore 18:00
Aperta sabato e domenica (11:00 – 12:30 e 15:00-18:30) o su appuntamento

Didascalie delle immagini sotto relative alle espozioni 2013 alla Galleria Browning: 1-2-3-4-5-6 Giustino Chemello; 7. Steve Bisson presenta la lettrice Anna Branciforti durante inaugurazione della mostra di Cristian Guizzo e Gian Luca Eulisse ‘Venezia. Isole Verdi’ (dicembre, 2013) 8. Inaugurazione della installazione a cura di Steve Bisson ‘Viaggio in Italia’ (novembre, 2013); 9. Installazione di Andrea Alessio ‘Bestiario’ (maggio, 2013); 10. Dalla mostra di Giovanni Pasinato ‘Intraluoghi’ (aprile, 2013) 11. Installazione Giuseppe De Mattia dalla mostra ‘Procedimentali’ (marzo, 2013)

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Silvia Gorgi è laureata in Scienze Politiche. Padovana doc, coltiva da sempre l’attività giornalistica. Scrive di musica, arte e letteratura per le pagine di Cultura e Spettacoli dei quotidiani del gruppo editoriale L’Espresso, Il Mattino di Padova, La Nuova di Venezia e Mestre, La Tribuna di Treviso e il Corriere delle Alpi, dal 2002. Dal 2012 scrive per ELLE Italia.
Speaker radiofonica, ha ideato Nordest Boulevard, nel 2009, programma radiofonico da lei condotto, su radio Sherwood, che indaga la realtà culturale del Nordest attraverso rubriche e talk show, ma che è diventato un progetto culturale per raccontare l’arte a Nordest a 360°, cinema, teatro, fotografia, arti figurative, per fare sistema.

Dopo la specializzazione in Giornalismo all’Università di Padova, è divenuta responsabile di uffici stampa per associazioni cinematografiche, sociali, culturali, eventi e case di produzione. È ideatrice del progetto Gitta Schilling-Bellezza senza tempo: cinema e fotografia uniti per raccontare la vita di una mannequin unica: esposizione-mostra nella prestigiosa galleria Infantellina Contemporary nel 2011 a Berlino, con foto e alla presenza di F. C. Gundlach e Walter Kober, fotografi di fama internazionale. Ha curato mostre di artisti legati al Nordest in Veneto e a Berlino fra il 2010 e il 2012. Presenta scrittori, registi, musicisti in eventi lungo il territorio e in particolare ha curato la presentazione di alcuni progetti cinematografici nello spazio della Regione nel corso della 67°-69°-70° edizione della Mostra del Cinema di Venezia. Dal 2010, Silvia vive fra Padova e Berlino.

Ama viaggi e ristoranti etnici, rock americano e nuove tendenze. Cocktail preferito: margarita.

Silvia Gorgi – who has written posts on Nordest Boulevard.