Dario Masciello action in Faccia D’Angelo

Dario Masciello action in Faccia D'AngeloDARIO MASCIELLO ACTION IN FACCIA D’ANGELO.

L’ATTORE SPESSO SI TROVA SPESSO AD INTERPRETARE RUOLI D’AZIONE COME NELLA SERIE TV SU FELICE MANIERO. IN ONDA LA SECONDA E ULTIMA PUNTATA DOMENICA 22 DICEMBRE SU LA 7.
Diplomato alla scuola di formazione per attori professionisti ,“Giovanni Poli”, Teatro a l’Avogaria, diretta da Riccardo Bellandi, a Venezia nel 2009, laureato in Arti visive e dello Spettacolo, diretta da Walter Le Moli, sempre a Venezia, l’attore Dario Masciello, è uno dei volti della fiction televisiva “Faccia D’Angelo“, che domenica 22 dicembre, viene trasmessa, con la seconda ed ultima puntata su La 7. Un attore molto legato al Nordest, sia per la formazione fatta qui, sia per le molteplici esperienze cinematografiche girate lungo questo territorio; un volto che resta impresso, per lo sguardo truce, i riccioli rossi, ed una determinazione, soprattutto quando interpreta i ruoli action, che lascia il segno!

Dario raccontaci la tua esperienza sul set di “Faccia D’Angelo”, da come hai saputo dei provini e come sono andati, alle giornate in cui avete girato.

Faccia d’Angelo è stata la mia più grande esperienza a partire dai provini. Tre prima di ottenere un ruolo. Ricordo al primo provino mi hanno dato una scena da preparare e improvvisare sul momento nel dialetto del proprio paese veneto. Non parlavo ancora bene il dialetto stretto e sul momento ricordo di aver improvvisato un grammelot di spagnolo e mezzo veneto. Per fortuna sono arrivate più le mie intenzioni che il mio scarso dialetto. Così sono passato al secondo provino.

Per il veneziano stretto richiesto dal mio personaggio in Faccia d’Angelo mi sono presentato con sceneggiatura e registratore a casa di un mio amico gentilissimo, veneziano da generazioni. L’esperienza è stata veramente unica. Andrea Porporati è un regista con il quale mi piacerebbe lavorare di nuovo soprattutto perché ti lascia molto libero di improvvisare. Ho girato sia verso Rosolina ma principalmente in Slovenia. Dopo il terzo provino a distanza di qualche settimana mi arriva la telefonata della produzione che mi assegna il ruolo. Felicità indescrivibile.

Nelle tue scene, sei spesso con Elio Germano, come è stata per te come esperienza?

Lavorare accanto ad un attore come Elio Germano mi ha dato molto. Elio è un bravissimo attore ed un ragazzo simpatico e alla mano. Sul set mi sono sentito completamente a mio agio. Esperienza unica.

Ho visto che sei nato in Piemonte, vivi a Roma, e sei pugliese, ma, come attore e non solo, ti sei formato a Venezia, ci racconti il tuo rapporto con questa città? Quando hai sentito di volere intraprendere la carriera di attore? Riesci a sostenerti oggi facendo solo questo?

Intraprendere la carriera di attore nasce dal desiderio incontrollabile di voler comunicare qualcosa, raccontare qualcosa, trasmettere a livello emozionale qualcosa. Alla fine degli anni ’90 ho iniziato a recitare alcuni testi scritti da me (deliri diabolicamente angelici) in alcuni bar, locali, in Italia. Mi presentavo in maniera educata a tavoli di sconosciuti- la mia battuta di apertura era “Posso rubare 40 secondi della vostra esistenza?”- e iniziavo a recitare. E’ iniziato tutto cosi! Sentivo di avere qualcosa dentro ma mancava una cosa fondamentale: la tecnica. All’interno della scuola di recitazione attraverso lo studio, la pratica, il tempo, ho incominciato a prendere piena consapevolezza di quel qualcosa e poi a plasmarlo a mio piacimento.

Venezia mi ha fatto conoscere l’amico fraterno Luigi Scaglione, regista di Napoli, amico, collaboratore, collega, con il quale nel 2004  è nata oltrecielo.com, inizialmente sito internet per ospitare i lavori di altri artisti, soprattutto colleghi universitari dell’Istituto Universitario di Architettura di Venezia, poi  associazione indipendente di produzione e post-produzione di opere audiovisive. E poi Anja Rudak, grande amica, attrice e regista, che mi ha introdotto al metodo Stanislavskij. A Venezia ho preso una laurea in Arti visive e dello spettacolo e un diploma alla scuola Teatro Avogaria Giovanni Poli. Ho avuto molte esperienze teatrali recitando con registi come  Claudio Longhi, Walter Le Moli, Riccardo Bellandi, Anja Rudak, Tim Stark, Paolo Bertinato, Pierpaolo Sovran, Gigi Dall’Aglio,Csaba Antal, Karina Arutyunyan, Stefano Poli. Purtroppo non riesco ancora a fare di questo il mio unico lavoro ma ci sto lavorando.

Come ti sei preparato alla parte in Faccia d’Angelo? Fai spesso ruoli anche d’azione cosa non così usuale in Italia… ce ne parli un po’…

Per Faccia d’Angelo inizialmente mi sono documentato su tutte le tipologie di Mafia. Volevo avere un’idea generale; per poi approfondire la mala veneta. Quindi ho letto documenti, visto video ed ho approfondito la mia conoscenza sulla situazione veneta di qualche decennio fa, cercando di comprendere le basi che hanno permesso il nascere di questa mala. Nella fiction ho interpretato Stefano, uno dei fratelli giudecchini (l’altro fratello è interpretato da Claudio Pizzato, con il quale è nata una forte amicizia); una volta compreso “chi” stavo interpretando ho cercato più materiale possibile e ho costruito il personaggio così come lo avevo immaginato.  Altro ruolo di azione l’ho ricoperto nel gangster commedy Fat Cat regia di Michele Fiascaris .Un film indipendente che ha vinto molti premi all’estero tra i quali Best Foreign Language Film e Best Supporting Actress (Angela Favella) al Las Vegas Pollygrind Film Festival 2012 e un Honorable Mention al New York Indipendent Film Festival 2012 e questo per citarne solo alcuni. E’ stato visionato all’interno del Festival Di Cannes, ma in Italia ancora non trova una distribuzione. L’ultima notizia che mi giunge è che la Germania ha accettato la distribuzione. Questa è una notizia che mi rallegra e rattrista allo stesso tempo.

Toccherà andare in Germania a vederlo! (risatina). Un film di azione e “bravi ragazzi” dove interpreto Il Tranquillo ed anche in questo caso non faccio una bella fine!! Va beh.. diciamo che in questo modo esorcizzo la Morte eh eh

Sei anche nel corto del trevigiano De Gaspari in Bill, tu fai il fuorilegge e Emilio Briguglio lo sceriffo, ci parli dell’esperienza, del ruolo.. visto che in questo caso parliamo di un western..

Bill regia di Luca De Gaspari ma anche di Mario Olivieri. La sceneggiatura mi è stata inviata da uno dei registi, Mario Olivieri, a fine estate. L’ho letta una volta ed è successo. Ho immaginato tutto. Ero in Puglia quando ho iniziato a lavorare su Bill e ricordo che i miei amici mi guardavano in modo strano. Gli ultimi giorni prima di partire per il Veneto e girare Bill ho detto loro di chiamarmi Bill. Mi conoscono da anni, hanno subito capito. E’ stata un’altra prova con me stesso. Il mio primo ruolo da protagonista.

Mario e Luca sono due registi in gamba e tutta la troupe è stata fenomenale. Veramente bravi. Fin da piccolo sono cresciuto con dosi filmiche, nel senso che ho visto veramente parecchi film. I western del Maestro Sergio Leone non mi stanco mai di vederli e rivederli.  Bill mi ha fatto sognare un po. E’ stato un vero piacere rapportarmi con EmilioBriguglio e ci siamo divertiti tanto nei nostri ruoli. Adesso speriamo in qualche riconoscimento nei Festival.

Ci racconti  anche la tua esperienza a teatro? gli spettacoli che stai portando in giro e se ci sono già nuovi progetti che stai seguendo e che vedremo su un palco a breve? Hai fatto degli altri provini cinematografici? Ti vedremo in qualche altra serie?

Ho da poco girato in un video di presentazione film Metallica 3D regia di Nimrod Antal per MTV che dovrebbe andare in onda nei prossimi giorni; sto scrivendo alcune cose; mi mantengo sempre in allenamento e cerco di non stare mai fermo. Nel 2013 ho interpretato Don Bartolo nel Barbiere di Siviglia con la regia di Enza Petrignani e poi ci sono altri progetti importanti dei quali per adesso preferisco non parlare. Attualmente sono rappresentato dalla CDA Studio Di Nardo, agenzia con la quale spero di aumentare sempre piu la mia esperienza.

Come ti rapporti al mezzo attraverso il quale reciti.. cinema e teatro quali sono le difficoltà e le cose che ti piacciono di uno e dell’altro?

Vengo da una formazione teatrale. Adoro fare teatro, adoro le sensazioni che ti regala il teatro. Il rapporto diretto col pubblico, l’energia che si crea, la tensione prima di iniziare uno spettacolo. Sono sensazioni forti! Il cinema è puro fascino. Hai pochi minuti per dimostrare tutto quello che hai imparato negli anni. E’ adrenalina pura. Ricordo in Faccia d’Angelo una scena con Elio. Faceva freddissimo e i nostri costumi di scena erano leggeri. Tremavo per il freddo. Dopo l’”azione”, era sparito tutto. C’eravamo solo io ed Elio ed ero cosi dentro la scena che se avessi recitato a petto nudo non avrei sentito freddo. Ecco cosa intendo per adrenalina.

Sono un interprete. Uno degli aspetti affascinanti di questo mestiere è proprio il poter sperimentare ruoli diversi. In ruoli come “cattivo” gangster, barbone pazzo, folle, mi diverto di più, devo scavare di più perché sono ruoli lontani da me, da Dario. Ma ogni personaggio ha il suo fascino; in alcuni è solo non subito visibile e quindi bisogna andare più a fondo.. Vorrei avere la possibilità di interpretare anche ruoli più tranquilli e intimisti certo, ma sono anche consapevole di trovarmi molto a mio agio in ruoli impegnati, forti. Mi piacerebbe tantissimo recitare in un horror, deve essere divertentissimo.

Che ne pensi del nuovo modello cinematografico che sta emergendo a Nordest, mi riferisco a Segre, Oleotto, Rossetto, che sono del Nordest producono con produzioni del territorio, girano qui…?

Il Veneto come la Puglia sono attive. Offrono infiniti spunti per raccontare una storia. In questi ultimi mesi hanno girato alcuni lungometraggi e questo è positivo. Bisogna riuscire a non restare mai fermi soprattutto in un periodo di crisi come questo. Ritengo quindi degno di apprezzamento tutta la realtà cinematografica che si sta affermando in territorio veneto.

Hai qualche attore di riferimento che ci vuoi citare?

Uno dei miei obbiettivi è recitare con i più grandi e imparare sempre qualcosa in più da loro. Diventare io stesso non un bravo attore ma grande. Fare il massimo per continuare ad avere tante esperienze in modo da migliorarmi sempre più. Fare di questo il mio lavoro a tempo pieno. Interpretare ruoli sempre più diversi. Essere apprezzato e stimato da un pubblico sempre più grande. Ammiro molto Pierfrancesco Favino e un giorno spero di potermi confrontare con i più in gamba attori americani come sta accadendo a lui. Certo devo perfezionare il mio inglese ma ci sto lavorando.

Lo showreel dell’attore lo potete trovare cliccando qui.

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Silvia Gorgi è laureata in Scienze Politiche. Padovana doc, coltiva da sempre l’attività giornalistica. Scrive di musica, arte e letteratura per le pagine di Cultura e Spettacoli dei quotidiani del gruppo editoriale L’Espresso, Il Mattino di Padova, La Nuova di Venezia e Mestre, La Tribuna di Treviso e il Corriere delle Alpi, dal 2002. Dal 2012 scrive per ELLE Italia.
Speaker radiofonica, ha ideato Nordest Boulevard, nel 2009, programma radiofonico da lei condotto, su radio Sherwood, che indaga la realtà culturale del Nordest attraverso rubriche e talk show, ma che è diventato un progetto culturale per raccontare l’arte a Nordest a 360°, cinema, teatro, fotografia, arti figurative, per fare sistema.

Dopo la specializzazione in Giornalismo all’Università di Padova, è divenuta responsabile di uffici stampa per associazioni cinematografiche, sociali, culturali, eventi e case di produzione. È ideatrice del progetto Gitta Schilling-Bellezza senza tempo: cinema e fotografia uniti per raccontare la vita di una mannequin unica: esposizione-mostra nella prestigiosa galleria Infantellina Contemporary nel 2011 a Berlino, con foto e alla presenza di F. C. Gundlach e Walter Kober, fotografi di fama internazionale. Ha curato mostre di artisti legati al Nordest in Veneto e a Berlino fra il 2010 e il 2012. Presenta scrittori, registi, musicisti in eventi lungo il territorio e in particolare ha curato la presentazione di alcuni progetti cinematografici nello spazio della Regione nel corso della 67°-69°-70° edizione della Mostra del Cinema di Venezia. Dal 2010, Silvia vive fra Padova e Berlino.

Ama viaggi e ristoranti etnici, rock americano e nuove tendenze. Cocktail preferito: margarita.

Silvia Gorgi – who has written posts on Nordest Boulevard.