Venetkens: gli antichi veneti

venetkens: gli antichi venetiVENETKENS: GLI ANTICHI VENETI. LA MOSTRA A PALAZZO DELLA RAGIONE A PADOVA SI CHIUDE IL 17 NOVEMBRE.

Una scommessa vinta, quella di allestire un’esposizione che sia un viaggio nella terra dei Veneti antichi. Da oltre trent’anni dall’ultima rassegna con questo tema, la civiltà degli antichi Veneti tornata a Padova, dal 6 aprile scorso e fino al 17 novembre – quindi restano davvero pochi giorni per poterci ancora fare un giro – ha colpito nel segno e risvegliato interessi sopiti. Lo dimostrano i numeri dell’evento, 75mila presenze, 18mila studenti, 472 itinerari. Un successo che, complice la prestigiosa sede del Palazzo della Ragione, va al di là delle aspettative dell’esposizione e trova il suo fondamento nell’aver unito l’elemento della curiosità all’aspetto didattico, in un trait d’union che ha soddisfatto la richiesta di capire il proprio passato. L’iniziativa, promossa e organizzata dall’Assessorato alla Cultura di Padova, dalla Soprintendenza per i Beni archeologici del Veneto e da Gruppo Icat, agenzia di comunicazione e marketing, si è proposta come un vero e proprio viaggio nel tempo e nello spazio, volto a presentare la vita quotidiana, il territorio, le attività commerciali, i cerimoniali funebri e le espressioni artistiche del popolo che abitò l’area del Nord-est italiano nel corso del I millennio a.C..

A “Venetkens-Viaggio nella terra dei Veneti Antichi” si approda sulle coste del delta padano nel lontano X secolo a.C., nelle nebbie di un territorio dove l’acqua del mare e delle lagune si intreccia con la terra fino a confondersi, si spazia lungo le pianure solcate dai fiumi, per poi entrare negli insediamenti costruiti dall’uomo tra l’VIII e il V secolo a.C., lasciandoseli poi alle spalle per attraversare le città dei morti, costellate di tumuli e monumenti. Ma non finisce qui perché il viaggio prosegue verso le alture per esplorare gli abitati arroccati nelle aree collinari del V, del IV e del III secolo a.C., nei santuari di montagna, sperduti, quasi inaccessibili, misteriosi. Infine si abbandona il territorio abitato dagli antichi Veneti nel momento in cui, nel II secolo a.C., con l’arrivo dei Romani tutto cambia. Questo il percorso immaginifico in cui «Venetkens» fa immergere, per far percepire al visitatore anche le coordinate spazio-temporali del mondo dei Veneti antichi, dalle sue origini al mondo dei romani, con la sua espansione in un territorio corrispondente al Veneto, fino a lambire il Friuli Venezia Giulia e il Trentino.

La vita quotidiana degli antichi si percepisce attraverso le centinaia di oggetti emersi dagli scavi archeologici, mettendo in luce quanto nella civiltà veneta fossero importanti aspetti di grande rilevanza culturale: la pratica della scrittura e il suo legame con la realtà del sacro, la padronanza nella lavorazione del bronzo e la sua traduzione. Nel percorso espositivo grande attenzione è dedicata al cavallo, animale totemico della protostoria europea e di quella veneta in particolare. Famosi erano già nell’antichità i cavalli dei Veneti, decantati dalle fonti letterarie, effigiati su lamine votive e monumenti funerari. Una serie di video e postazioni multimediali rendono la mostra pure “ad alta tecnologia”. Ad esempio per il visitatore è possibile inserire il proprio nome in una postazione ed averne stampato il corrispondente in Veneto antico!

La mostra che chiude domenica 17 novembre (costo euro 8) sarà visitabile nella serata di venerdì 15, in occasione dell’apertura serale dei negozi del centro al prezzo ridotto di 2 euro.

Foto Dustyeye

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Silvia Gorgi è laureata in Scienze Politiche. Padovana doc, coltiva da sempre l’attività giornalistica. Scrive di musica, arte e letteratura per le pagine di Cultura e Spettacoli dei quotidiani del gruppo editoriale L’Espresso, Il Mattino di Padova, La Nuova di Venezia e Mestre, La Tribuna di Treviso e il Corriere delle Alpi, dal 2002. Dal 2012 scrive per ELLE Italia.
Speaker radiofonica, ha ideato Nordest Boulevard, nel 2009, programma radiofonico da lei condotto, su radio Sherwood, che indaga la realtà culturale del Nordest attraverso rubriche e talk show, ma che è diventato un progetto culturale per raccontare l’arte a Nordest a 360°, cinema, teatro, fotografia, arti figurative, per fare sistema.

Dopo la specializzazione in Giornalismo all’Università di Padova, è divenuta responsabile di uffici stampa per associazioni cinematografiche, sociali, culturali, eventi e case di produzione. È ideatrice del progetto Gitta Schilling-Bellezza senza tempo: cinema e fotografia uniti per raccontare la vita di una mannequin unica: esposizione-mostra nella prestigiosa galleria Infantellina Contemporary nel 2011 a Berlino, con foto e alla presenza di F. C. Gundlach e Walter Kober, fotografi di fama internazionale. Ha curato mostre di artisti legati al Nordest in Veneto e a Berlino fra il 2010 e il 2012. Presenta scrittori, registi, musicisti in eventi lungo il territorio e in particolare ha curato la presentazione di alcuni progetti cinematografici nello spazio della Regione nel corso della 67°-69°-70° edizione della Mostra del Cinema di Venezia. Dal 2010, Silvia vive fra Padova e Berlino.

Ama viaggi e ristoranti etnici, rock americano e nuove tendenze. Cocktail preferito: margarita.

Silvia Gorgi – who has written posts on Nordest Boulevard.