Il Detour e i suoi workshop

Detour e i suoi viaggiIL DETOUR E I SUOI WORKSHOP.

PER UN FESTIVAL CHE DIVIENE MOMENTO CONCRETO DI FORMAZIONE.

Lo scorso 20 ottobre si è chiusa la seconda edizione del Detour- Festival Del Cinema di Viaggio, che ha riscontrato un notevole successo non solo a livello di presenze da parte del pubblico ma in particolare per il tipo di percorso che il festival è riuscito a costruire in soli due anni; un percorso che si fonda intorno all’esperienza di viaggio concepita come scoperta di sè e dell’altro, in una città come Padova che ha saputo accogliere nel migliore dei modi la rassegna. I due direttori del Detour, rispettivamente organizzativo ed artistico, Silvia Ferri de Lazara e Marco Segato, hanno infatti deciso, accanto alla rassegna cinematografica, di proporre tutta una serie di eventi che divenissero per lo spettatore un’esperienza concreta. Come con il format Lezioni di viaggio e con le tante nuove partnership che hanno portato alla creazione di workshop e incontri: Parallelo ZeroScuola di Viaggio e Touring Club Italiano.

I workshop organizzati al Detour sono stati tre: Carnet di Viaggio, tenuto da Stefano Faravelli, pittore, filosofo e orientalista, che è riuscito a risvegliare in Italia l’interesse per il carnet de voyage, in cui gli allievi, armati di taccuino, penne e acquarelli, desiderosi di confrontarsi con un professionista, hanno potuto raccontare col disegno e la scrittura l’avventura del viaggio; Scrittura di viaggio, altro workshop, tenutosi nello spazio Superflash in centro a Padova, che ha contato la presenza di venti iscritti, è stato un corso intensivo per imparare a narrare il proprio viaggio, dal racconto al reportage, tenuto dal giornalista Guido Bosticco, che ha svelato la trilogia dello scrittore, ovvero, ciò che uno scrittore deve tenere sempre a mente per poter narrare un perfetto racconto di viaggio. Al primo posto della trilogia troviamo la precisione, per soffermarsi attentamente sul dettaglio da cui si vuole partire per costruire la storia, seguito dal punto di vista  personale e dalla selezione accurata di ciò che si vuole descrivere. “Si viaggia…alla ricerca di qualcuno, alla ricerca di qualcosa, ed è essenziale perdersi – spiega il giornalista – per trovarsi in luoghi ancor più sorprendenti.” Descrivere un luogo oggi è “una scrittura di incontri” e dunque saper costruire un dialogo risulta fondamentale per dare una maggior attinenza al racconto. Il giornalista per far esercitare i partecipanti ha deciso di proporre tre esercizi diversi da quelli a cui si è abituati. Uno di questi è stato descrivere il luogo in cui si trovavano gli allievi, ma ad una condizione, senza il senso della vista.

Il terzo ed ultimo Workshop è stato Fotogiornalismo, tenuto da Alessandro Gandolfi, fotoreporter dal 2001 e collaboratore di varie riviste tra cui National Geographic. C’è sempre un altro punto di vista, un modo diverso di narrare la storia. Da questo si è partiti e nel corso del workshop è stato possibile scoprire come trovare uno spunto fotogiornalistico, come pianificare un servizio editoriale e come raccontare una storia attraverso le immagini. Grazie anche a questi workshop la direzione è riuscita a coinvolgere un pubblico formato non solo da adulti ma anche da molti giovani. Non è un caso infatti la presenza al Festival di molti giovani volontari. Il Detour punta sui giovani e valorizza il loro impegno per far tornare la passione per il cinema.

“Una sinfonia di paesaggi e storie, di luoghi, di terre vicine e mondi sconosciuti”: ecco cos’è Detour nelle parole del suo direttore artistico.

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Nasce a Padova il 1 marzo del 1994 da genitori siciliani, perciò si sente profondamente legata alle sue origini isolane. I suoi parenti la chiamano spisidda, che in siciliano vuol dire “scintilla di fuoco” per il suo carattere vulcanico e frenetico.
Diplomata al liceo artistico Modigliani, ora è studentessa all’università di Padova in Progettazione e Gestione del Turismo dei Beni Culturali , ma data la notevole lunghezza , viene altresì denominato “PGT”.
Ama scrivere da quando è piccola, sentire il profumo della carta quando è ancora fresca e inondare d’inchiostro un foglio che, da bianco, diventa pura armonia di parole.
Ha partecipato a vari concorsi di scrittura e di poesia aggiudicandosi anche qualche premio.
Ha fatto volontariato al Festival della Letteratura di Mantova come Blurandevu, intervistando gli scrittori e scrivendo articoli.
Ha collaborato con il Detour Film Festival di Viaggio e attualmente lavora per la radio universitaria Radiobue come regista e scrivendo articoli per il giornale Vivipadova.
Ama da sempre viaggiare, con la mente e con l’aereo, ed è per questo che, il suo più grande sogno, sarebbe poter diventare regista e sceneggiatrice. Buttare finalmente su carta un viaggio, non solo immaginato ma anche vissuto, interiorizzato e prima o poi proiettato sul grande schermo, magari accompagnato da un sacchetto di pop-corn.

Federica Arcoraci – who has written posts on Nordest Boulevard.