Il Detour di A Hijacking

Detour e il suo vincitoreIL DETOUR DI A HIJACKING.

LA PELLICOLA DI TOBIAS LINDHOLM MIGLIOR FILM AL DETOUR, FESTIVAL DEL CINEMA DI VIAGGIO.

Il premio per il Miglior Film nella sezione del Concorso Internazionale al Detour Film Festival è stato assegnato a A Hijacking (Kapringen) di Tobias Lindholm. Il film si aggiudica la vittoria per lo stile ricco di componenti innovative, per il coraggio di proporre un quadro estetico originale, per la performance attoriale. L’opera restituisce forti elementi di realtà senza mai scadere nella finzione più convenzionale. Kapringen ha una trama particolare perchè racconta il sequestro, da parte dei pirati somali, del cargo danese MV Rozen con un equipaggio di sette uomini, nell’Oceano Indiano. Nel frattempo, nel quartiere generale della compagnia di navigazione, l’amministratore delegato conduce una difficile trattativa con i pirati per negoziare il riscatto e riuscire a riportare a casa i marinai sani e salvi. Una scelta coraggiosa, da parte del regista, realizzare un film che parli dell’ agonizzante condizione in cui si trovano a vivere i marinai, le loro famiglie e i dirigenti delle compagnie di navigazione. Lindholm prova a mostrarci una realtà diversa da quella a cui siamo abituati, una realtà che spesso viene censurata nei media. Questa realtà però esiste e Kapringen ne vuole parlare.

L’idea di realizzare questo lungometraggio nasce quando, tra il 2007 e il 2008, le navi cargo danesi Danica White e Cec Future vennero sequestrate e solo allora il regista racconta di essere venuto a conoscenza di questa realtà in cui le compagnie di amministrazione sono costrette a negoziare direttamente con i pirati che si arricchiscono tenendo gli uomini dell’equipaggio in ostaggio per mesi. Il protagonista della storia, Mikkel , interpretato dall’eccezionale Pilou Asbæk, è il cuoco della nave, e insieme al capitano e agli altri membri dell’equipaggio, è in ostaggio dei pirati, mentre in Danimarca, nel frattempo, l’amministratore delegato, Peter Ludvigsen, interpretato dall’incredibile Søren Malling, negozia con i pirati, cercando di non farsi coinvolgere emotivamente nella vicenda per non mettere a rischio la vita dei suoi ragazzi. Il film ha lasciato senza dubbio gli spettatori a bocca aperta, mostrando quanto sia straziante e cruenta una situazione del genere, e claustrofobica, con gli uomini che impazziscono trattati come bestie, in uno spazio ristretto di movimento e in cui ogni azione viene estremizzata e contribuisce ad alimentare un clima truce e uno stato di degrado. Mostra anche come una tale condizione generi una lotta tra l’ordine e il caos per tentare di non morire, unica lanterna in grado di non spegnersi. Il film merita la vittoria al Detour.

Il suo produttore, Tomas Radoor, che è stato possibile incontrare nel corso della manifestazione, ci ha svelato alcuni retroscena di “A Hijacking”, raccontando come il regista abbia voluto avere pieno controllo sull’opera tanto che, per mantenere le sue scelte artistiche, si è finiti per utilizzare un budget ridotto per evitare il rischio, allargando i finanziamenti, di dover mediare con scelte non propriamente del regista. Il film è il risultato, dunque, di una stretta collaborazione tra i produttori e il regista-sceneggiatore. Radoor racconta anche come, per entrare nella condizione claustrofobica del film, gli attori siano stati messi, prima di girare, in condizioni fisiche simili a quelle dei personaggi, di modo che fosse, seppur difficile da sopportare come condizione, utile per entrare nel giusto stato emotivo. Lindholm è diplomato in sceneggiatura alla Danske filmskole e ha scritto numerosi episodi per le serie televisive. Aveva già collaborato come sceneggiatore con Thomas Vitenberg per il film “Submarino”, selezionato alla Berlinale, e il “Sospetto”, presentato al festival di Cannes. Nel 2010 scrive e dirige con Micheal Noer il suo primo lungometraggio “R”, per il quale ha ricevuto il prestigioso Bodil Award dell’associazione nazionale danese dei critici cinematografici. A Hijacking è il suo secondo lungometraggio ed è così che il regista, non potendo raggiungere a Padova, il Detour, ringrazia: ” Sono onorato di accettare questo premio proprio nello stesso paese in cui il mio film è stato visto per la prima volta. L’Italia è stato il primo paese in cui ho potuto raccontare questa storia al mondo.” Il film ha infatti partecipato alla 69° edizione della Mostra del Cinema di Venezia nel 2012.

Per vedere il trailer del film basta cliccare qui

I premi assegnati ai vincitori, in questo caso al miglior film, sono, aspetto interessante e innovativo del festival, il frutto di un invito su facebook, lanciato dal Detour: “Condividere il viaggio: un tuo ricordo diventa un ‘opera d’arte.” Ed è così che infatti, piccoli oggetti raccolti nei vari viaggi, sono diventati il cuore di piccole sculture da assegnare ai premiati della rassegna. La realizzazione di questi piccoli oggetti è di Matthew Broussard e Paolo Fontana.

Detour: i vincitoriIl Detour di A HijackingIl Detour di A HijackingIl Detour di A HijackingIl Detour di A HijackingIl Detour di A HijackingIl Detour di A HijackingIl Detour di A HijackingIl Detour di A HijackingIl Detour di A HijackingIl Detour di A HijackingIl Detour di A HijackingIl Detour di A HijackingIl Detour di A HijackingIl Detour di A HijackingIl Detour di A HijackingIl Detour di A HijackingIl Detour di A HijackingIl Detour di A HijackingIl Detour di A HijackingIl Detour di A HijackingIl Detour di A HijackingIl Detour di A HijackingIl Detour di A HijackingIl Detour di A HijackingIl Detour di A HijackingIl Detour di A HijackingIl Detour di A HijackingIl Detour di A Hijacking

Nasce a Padova il 1 marzo del 1994 da genitori siciliani, perciò si sente profondamente legata alle sue origini isolane. I suoi parenti la chiamano spisidda, che in siciliano vuol dire “scintilla di fuoco” per il suo carattere vulcanico e frenetico.
Diplomata al liceo artistico Modigliani, ora è studentessa all’università di Padova in Progettazione e Gestione del Turismo dei Beni Culturali , ma data la notevole lunghezza , viene altresì denominato “PGT”.
Ama scrivere da quando è piccola, sentire il profumo della carta quando è ancora fresca e inondare d’inchiostro un foglio che, da bianco, diventa pura armonia di parole.
Ha partecipato a vari concorsi di scrittura e di poesia aggiudicandosi anche qualche premio.
Ha fatto volontariato al Festival della Letteratura di Mantova come Blurandevu, intervistando gli scrittori e scrivendo articoli.
Ha collaborato con il Detour Film Festival di Viaggio e attualmente lavora per la radio universitaria Radiobue come regista e scrivendo articoli per il giornale Vivipadova.
Ama da sempre viaggiare, con la mente e con l’aereo, ed è per questo che, il suo più grande sogno, sarebbe poter diventare regista e sceneggiatrice. Buttare finalmente su carta un viaggio, non solo immaginato ma anche vissuto, interiorizzato e prima o poi proiettato sul grande schermo, magari accompagnato da un sacchetto di pop-corn.

Federica Arcoraci – who has written posts on Nordest Boulevard.