Grappa e Design.

Grappa e DesignGRAPPA E DESIGN.

LA DISTILLERIA BRUNELLO E I GIOVANI DEL POLITECNICO DI MILANO.

La scorsa primavera una nota distilleria veneta lancia un contest per ideare una nuova bottiglia di grappa. Nello specifico la Distilleria Brunello di Montegalda (VI) coinvolge l’Istituto Politecnico di Milano e lo fa sulla scorta di una precedente iniziativa che metteva assieme impresa e cultura. Se in questo caso si affida al design, in precedenza aveva commissionato un romanzo, il noir “La testa e la coda” dell’autore torinese Enrico Pandiani. Insomma la cultura come veicolo privilegiato per raccontare i prodotti. Con il Politecnico di Milano, la collaborazione la Distilleria l’ha creata con la prof.ssa Alba Cappellieri, presidente del corso di Laurea in Design e Moda, alcune studentesse provenienti da tutto il mondo (Cile, Italia, Iran, Cina) del corso di laurea “Design per il Sistema Moda – Visual merchandising studio”, coordinate e seguite dal Prof. Lorenzo Morganti . La vincitrice è stata l’italiana Camilla Mattaboni con il suo progetto costituito da bottiglie contestualizzate e stilizzate in rame e cristallo. “L’idea è sicuramente interessante – racconta Paolo Brunello – con questo progetto potremmo ispirarci per la creazione di una bottiglia da collezionismo, indirizzandoci quindi non solo verso gli appassionati di distillati, ma anche verso coloro che amano gli oggetti di classe, o semplicemente un oggetto bello da regalo”. Ma perché un’azienda storica come quella dei Brunello decide di investire sulla cultura? Paolo Brunello ci racconta le motivazioni che stanno alla base di tale scelta.

Come mai la Distilleria Brunello ha deciso di rivolgersi al Politecnico di Milano? 

Dopo una selezione di tre istituti del Nord Italia, la scelta è ricaduta al Politecnico di Milano anche per rapporti preesistenti in precedenza con un paio di docenti del Corso “Fashion Design”.

Per il progetto sono stati dati come criteri o elementi su cui lavorare: riutilizzabilità, sostenibilità delle lavorazioni e dei materiali, territorialità nel senso di sviluppare possibili sinergie con aziende o enti del nostro territorio. Come sono stati recepiti dalla vincitrice del contest? Questi criteri sono anche parte integrante nella vita aziendale Brunello? Come?

Non solo dalla vincitrice, ma da tutto il gruppo delle partecipanti i criteri sono stati accolti positivamente, un reale segno di sensibilità ai valori proposti dalla nostra azienda: la territorialità con la scelta strategica di proporre grappe ottenute da vinacce di vitigni autoctoni non solo del Veneto ma anche di altre regioni italiane, sviluppando così sinergie con piccole realtà locali che a loro volta si impegnano a promuovere questi valori; sostenibilità con la scelta di diventare autosufficienti nella produzione di energia elettrica grazie all’installazione di due impianti fotovoltaici e l’utilizzo di gas naturale per la produzione di vapore per l’alimentazione dell’alambicco; riutilizzabilità delle materie prime di scarto rendendole una parte alla terra come concime naturale ed un’altra parte ad aziende dedite alla trasformazione delle stesse in fonte di energia alternativa.

Come si svilupperà il progetto del contenitore adesso? Dopo aver decretato l’idea vincente? Ci sono già degli step produttivi? La studentessa sarà coinvolta in questi step?

Grazie alle idee molto innovative messe in campo dalle studentesse partecipanti al contest, l’azienda sta valutando di intraprendere un percorso di rinnovamento dell’immagine dei prodotti e una diversificazione della proposta commerciale con nuovi contenitori e contenuti. A seguito di questo abbiamo accolto la disponibilità della vincitrice per i prossimi step.

Dopo l’editoria e il design la Distilleria sta già pensando ad una tappa futura che ci può anticipare?

Come tutte le aziende, dopo anni dedicati a ricerca e sviluppo si susseguono momenti di consolidamento e rafforzamento delle proprie scelte. Nell’immediato futuro ci sarà sicuramente la concretizzazione di uno o più nuovi prodotti in sinergia con una realtà veneta, dei quali per il momento preferiamo non anticipare dettagli.

Quali sono le motivazioni che spingono l’Azienda a investire nella cultura e a farne parte integrante nel prodotto? Si tratta di mecenatismo, di opportunità economica, di …?

Una particolare sensibilità dell’azienda per la cultura, e la cultura del territorio, ci ha spinto  ha proseguire un percorso editoriale iniziato nel 1990 con Mario Rigoni Stern con il racconto “Due storie quasi un’allegoria” (http://www.grappabrunello.it/it/storia/tappa.php), rafforzato con il romanzo noir  “La testa e la coda” (http://www.grappabrunello.it/it/latestaelacoda.php) scritto dal giallista torinese Enrico Pandiani, creando un forte legame con una regione con cui abbiamo molto in comune. Da questa sensibilità al mecenatismo il passo è stato molto breve e più che opportunità economica, è stato un strumento per far parlare del territorio e dell’arte della distillazione.

In questo momento di crisi generale economica, il contest rilancia una sinergia da creare con il mondo innovativo e delle idee che parte dai giovani…all’interno dell’azienda, oltre alla tradizione nella produzione, quali sono gli aspetti innovativi che sono stati introdotti per restare al passo con i tempi e per non farsi risucchiare nella situazione generale non positiva?

La Fratelli Brunello fonda le proprie radici nella tradizione e nella storia e guarda al futuro preparando il campo al passaggio del timone alla quinta generazione Brunello, che sta investendo in formazione ed esperienza in Italia e all’estero. E a proposito di scelte innovative, non ultima ma non per questo la meno importante, la Fratelli Brunello ha  rafforzato la propria immagine verso il pubblico giovane attraverso i nuovi canali di comunicazione nel web e nel Social Network.

La distilleria Fratelli Brunello

La Distilleria Fratelli Brunello si trova a Montegalda, in provincia di Vicenza, patria della Grappa, a metà tra i comprensori vitivinicoli dei Colli Berici e dei Colli Euganei. Fondata nel 1840, l’azienda è oggi gestita dalla quarta generazione della famiglia, rappresentata da Paolo, Giovanni e Stefano Brunello. E’ la più antica distilleria artigianale in Italia, il cui marchio è un volto di donna inciso sulla pietra, riproduzione dello stemma araldico inciso sul Palazzone di Montegalda, dimora della famiglia e sin dalla sua fondazione, sede della distilleria. La Distilleria Brunello lavora annualmente circa 7000 quintali di materia prima (vinacce e uva) che consentono una produzione di  60.000 bottiglie, tra acquavite di vinaccia e acquavite d’uva. La distillazione viene seguita interamente da Giovanni e Stefano Brunello, che nel periodo tra i mesi di ottobre e novembre si turnano per tenere in funzione l’alambicco 24 ore su 24 e distillare le vinacce appena arrivate in distilleria, per essere certi che siano ancora fresche. L’impianto di distillazione, infatti, è completamente in rame, come vuole la tradizione e risulta essere uno dei pochi alambicchi storici rimasti ancora in funzione. È composto da quattro caldaiette e viene condotto a vapore diretto, a bassa pressione ed a bassa temperatura. Paolo Brunello si occupa invece della commercializzazione dei distillati, che per l’80% restano sul mercato nazionale e per il restante 20% prendono la via dell’estero, in particolare verso Germania, Svizzera, Belgio, Olanda, Russia, Kayakista, Svezia, Canada, Australia ed Austria.

In occasione del 150° anniversario lo scrittore vicentino Mario Rigoni Stern dedica alla distilleria un lungo racconto. È intitolato “Due storie quasi una allegoria”: una storia dell’Altipiano di Asiago ai tempi della Grande Guerra, quando una bottiglia di Grappa era uno dei pochi conforti su cui i soldati  potevano contare tra le trincee. Mentre La testa e la coda è un romanzo commissionato, i libri precedenti di Enrico Pandiani sono stati pubblicati da Instar Libri e Rizzoli, un giallo classico: c’è un noto avvocato assassinato, l’ispettore Bosdaves della squadra mobile che indaga, indizi contraddittori che portano a piste divergenti. L’inchiesta è complessa ma sembra girare attorno a un’antica distilleria: tra colpi di scena, depistaggi, testimoni reticenti, l’indagine porterà l’ispettore Bosdaves, e i lettori, a un finale inaspettato. Ma “La testa e la coda” è più di un avvincente romanzo poliziesco: scritto da un autore che si è imposto come una delle voci più originali della letteratura di genere italiana, è anche un viaggio tra i sapori della nostra terra; non a caso alla fine del romanzo sono proposte ricette di alcuni piatti tipici veneti e quella di un cocktail a base di grappa, il cocktail dell’Ispettore Bosdaves che probabilmente lo aiuterà a trovare l’ispirazione per risolvere il caso. Proprio i giusti sapori per accompagnare la lettura del romanzo.

Grappa e DesignGrappa e DesignGrappa e DesignGrappa e DesignGrappa e DesignGrappa e DesignGrappa e DesignGrappa e DesignGrappa e DesignGrappa e DesignGrappa e DesignGrappa e DesignGrappa e DesignGrappa e DesignGrappa e Design

Silvia Gorgi è laureata in Scienze Politiche. Padovana doc, coltiva da sempre l’attività giornalistica. Scrive di musica, arte e letteratura per le pagine di Cultura e Spettacoli dei quotidiani del gruppo editoriale L’Espresso, Il Mattino di Padova, La Nuova di Venezia e Mestre, La Tribuna di Treviso e il Corriere delle Alpi, dal 2002. Dal 2012 scrive per ELLE Italia.
Speaker radiofonica, ha ideato Nordest Boulevard, nel 2009, programma radiofonico da lei condotto, su radio Sherwood, che indaga la realtà culturale del Nordest attraverso rubriche e talk show, ma che è diventato un progetto culturale per raccontare l’arte a Nordest a 360°, cinema, teatro, fotografia, arti figurative, per fare sistema.

Dopo la specializzazione in Giornalismo all’Università di Padova, è divenuta responsabile di uffici stampa per associazioni cinematografiche, sociali, culturali, eventi e case di produzione. È ideatrice del progetto Gitta Schilling-Bellezza senza tempo: cinema e fotografia uniti per raccontare la vita di una mannequin unica: esposizione-mostra nella prestigiosa galleria Infantellina Contemporary nel 2011 a Berlino, con foto e alla presenza di F. C. Gundlach e Walter Kober, fotografi di fama internazionale. Ha curato mostre di artisti legati al Nordest in Veneto e a Berlino fra il 2010 e il 2012. Presenta scrittori, registi, musicisti in eventi lungo il territorio e in particolare ha curato la presentazione di alcuni progetti cinematografici nello spazio della Regione nel corso della 67°-69°-70° edizione della Mostra del Cinema di Venezia. Dal 2010, Silvia vive fra Padova e Berlino.

Ama viaggi e ristoranti etnici, rock americano e nuove tendenze. Cocktail preferito: margarita.

Silvia Gorgi – who has written posts on Nordest Boulevard.