Il Cinema Bevilacqua in film

il cinema bevilacqua

IL CINEMA BEVILACQUA IN FILM
L’ASSOCIAZIONE “SETTIMO BINARIO” SCEGLIE IL DOCUMENTARIO PER RACCONTARE I CINEMA SCOMPARSI E DIMENTICATI DEL COMUNE DI VENEZIA E PER RECUPERARE QUELL’ANIMA “POPOLARE” CHE CARATTERIZZAVA IL CINEMA DI PERIFERIA.

A Berlino le vecchie sale di seconda visione sono luoghi cool, vintage, che attirano pubblico giovane che si ritrova a scoprire capolavori del passato e molto cinema autoriale. Nelle nostre città sempre più spesso, e quasi inesorabilmente, le sale d’essai dei centri città o nei quartieri chiudono e restano spazi vuoti in cui non si fa più nulla o si trasformano in supermercati, negozi d’abbigliamento, bingo. Ma cosa hanno rappresentato nella nostra storia e nelle nostre memorie le sale d’essai o di seconda visione? Che ruolo svolgevano per la comunità che vi ruotava attorno? Su questi interrogativi si fonda il film “Il Cinema Bevilacqua”, prodotto dall’associazione culturale veneziana Settimo Binario, per la regia di Filippo Baracchi. Il documentario è stato presentato lo scorso 2 settembre alla decima edizione della rassegna Venice Film Meeting, la vetrina promossa dal Circuito Cinema Comunale e dalla Venice Film Commission per valorizzare e far conoscere il panorama produttivo del territorio veneziano che si tiene in concomitanza con la Mostra del Cinema, dal 2 al 4 settembre alla Multisala Astra del Lido di Venezia. Il percorso che il documentario apre è più ampio della singola opera, e vuole essere un progetto di ricerca multimediale teso a riportare alla memoria i cinema scomparsi e dimenticati all’interno del Comune di Venezia, per analizzare quanto quelle sale di seconda visione o sale di periferia – come era il Bevilacqua rappresentassero l’anima popolare del cinema, oggi sparita.

Il cinema Bevilacqua infatti era soltanto una delle numerosissime sale di seconda e terza visione che negli anni Cinquanta e Sessanta costellavano l’entroterra veneziano, rappresentando il principale punto di aggregazione e di socialità della comunità. In particolare la scelta di raccontare le vicende del cinema Bevilacqua è legata a recuperare la storia del suo fondatore e della sua famiglia. Perché quel cinema era la storia di una famiglia e la storia delle persone che lo frequentavano, insomma era la storia di una collettività. La memoria utilizzata per la narrazione nel film è infatti collettiva, il materiale raccolto è fatto di  testimonianze, documenti, ricordi e impressioni su quella realtà ed è visibile sul blog del progetto settimobinario.it/ilcinemabevilacqua. Il Cinema Bevilacqua è oggi un piccolo supermercato di paese, ma è stato un cinema a conduzione familiare, gestito da Toni Bevilacqua, ex campione di ciclismo su pista e su strada, compagno e avversario di Coppi e Bartali, per molti anni dimenticato. Assieme al figlio primogenito di Toni, Franco, il regista ricostruisce la storia di questo cinema e la figura di questo ciclista. Attraverso i ricordi e le testimonianze delle persone che hanno conosciuto Toni come uomo e come atleta, si delinea un ritratto dello sportivo, della persona e di un’epoca ormai lontana.

Le ricerche sulla figura di Toni Bevilacqua sono partite dall’unica pubblicazione a lui dedicata: Labròn (2002), un libro a cura del giornalista Claudio Gregori, penna storica della “Gazzetta dello Sport”. Poi gli autori hanno incontrato i figli, la moglie Adriana, gli ex compagni di squadra, il gruppo che gestiva la sala quando divenne centro culturale. Due anni di raccolta di materiale per una storia locale che collega  Mestre e Venezia, a Milano e Roma. Alcune riprese infatti sono state effettuate al famoso velodromo Vigorelli di Milano, altre presso Villa Farsetti, costruzione settecentesca non lontana dallʼaffascinante Riviera del Brenta. L’ambiente attorno alla vicenda è anche quello degli spazi campestri che il giovanissimo Toni Bevilacqua percorreva in bicicletta prima della sua consacrazione a campione delle due ruote, spazi oggi massicciamente urbanizzati. E il Veneto almeno nel ricordo ritorna per un attimo ad essere “bellissimo”.

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Note di regia

Ogni cinema ha la sua storia. Papà, spiegami allora a che cosa serve la storia. Il documentario Il cinema Bevilacqua si concentra proprio sul concetto di storia, per delineare un racconto di uno spazio dimenticato nellʼentroterra veneziano, ma anche quello di un uomo. Il territorio, lontano dallʼimmagine edulcorata di Venezia, è un luogo in cui i ricordi sono stati rimossi per fare spazio allo sviluppo. Lʼimmagine del cinema è lʼimmagine di una memoria dimenticata, di unʼassenza, quella di Toni Bevilacqua, un campione che ha gareggiato nel periodo dei grandi campioni (Coppi Bartali). Il documentario ha lʼintenzione di concentrarsi proprio sui concetti di immaginario e di memoria -pubblica e privata – declinandoli all’interno della sfera familiare e in quella sportiva e popolare.

Note di produzione

Il documentario Il cinema Bevilacqua è stato completamente autoprodotto dall’associazione culturale Settimo Binario che ha sede e opera nel paese dove sorgeva il cinema – oggi supermercato. Hanno collaborato alla produzione anche Filippo Baracchi e Cecilia Irene Massaggia; i coproduttori sono Simone Cancian e Antonio Ricossa – CineuraniA. Il film è stato realizzato grazie al contributo di molti amici e sostenitori, nonché di numerose istituzioni quali la Federazione Ciclistica Italiana, il Museo Storico della Bicicletta di Cesiomaggiore (BL), il Centro Documentazione sulla Città Contemporanea di Mestre, il Centro Sperimentale di Cinematografia, Circuito Cinema di Venezia, la squadra ciclistica Libertas di Scorzè (VE), MilanoSport e la Deutsche Kinemathek di Berlino.

Regia | Sceneggiatura

Filippo Baracchi è nato a Venezia lʼ8 agosto 1983. Ha conseguito il diploma di laurea magistrale presso il corso di laurea specialistica in Linguaggi e Tecnologie dei Nuovi Media della Facoltà di Scienze della Formazione dellʼUniversità di Udine. E’ stato allievo del corso di Produzione presso la Scuola Nazionale di Cinema – Fondazione Centro Sperimentale di Cinematografia (sede di Roma) e visiting student presso ZKM –Institut für Medien, Wirtschaft und Bildung di Karlsruhe (Germania). Eʼ socio fondatore di Settimo Binario. Ha all’attivo numerose esperienze in campo audiovisivo e multimediale. Il cinema Bevilacqua è il suo primo documentario di creazione.

Sceneggiatura

Sebastiano Loni è laureato in Lettere e ha conseguito un Master alla Scuola Holden di Torino. Scrive su BoBos.it e cura il Treviso Comic Book Festival. Per Settimo Binario ha lavorato come ufficio stampa e come sceneggiatore, come nel caso del documentario su Toni Bevilacqua.

Sceneggiatura | Montaggio

Cecilia Irene Massaggia è nata a Dolo (VE) il 10 settembre 1985. Dopo la laurea in Lettere allʼUniversità Cà Foscari di Venezia, si è diplomata nel 2010 presso il Centro Sperimentale di Cinematografia (Cinematografia dʼImpresa – documentario, pubblicità). Si occupa di audiovisivo da una decina dʼanni nelle vesti di regista, sceneggiatrice, produttrice e montatrice. Eʼ socia fondatrice di Settimo Binario. Autrice di cortometraggi e documentari come La borsa rossa (2003), Vivere al Bachmann (2007), Doppionodo (2010), La Duecentenaria – la Villa Reale di Monza (2011), ha partecipato al Festival di Locarno 2012 nella sezione Schools without Frontiers – Young Filmmakers, ottenuto menzioni speciali al Festival Immagina di Torino nel 2006 e al PalermoFilmFestival nel 2004.

La produzione | Settimo Binario

Settimo Binario è un’associazione culturale senza scopo di lucro che si occupa di produrre e promuovere la cultura cinematografica e audiovisiva. Lʼassociazione è stata fondata a Mestre (VE) nel 2005 e ha collaborato con Regione Veneto, Comune di Venezia, Caritas, Venice Film Commission, Università Cà Foscari di Venezia, IUAV, Centro Sperimentale di Cinematografia, Cinit, Cineforum Teramo, Amnesty International, oltre a Istituti Comprensivi Statali e numerose realtà del territorio veneziano. Il principio sul quale si articolano le attività dellʼassociazione è questo: l’audiovisivo è certamente una forma d’arte, ma anche uno strumento didattico e di promozione sociale poiché favorisce il lavoro di gruppo e lo scambio reciproco; inoltre è un testo comunicativo ed espressivo, da imparare a leggere e produrre in tutti i suoi livelli. Con queste premesse l’associazione ha ideato e organizzato workshop didattici come il cinemino, HORRipilante!, fare un film; anteprime e rassegne come la proiezione in anteprima veneta del film L’uomo fiammifero, la programmazione cinematografica per l’anno 2010 presso l’Auditorium Lippiello di Mestre, i cineforum Sapori del cinema, Gioventù ieri e oggi, Pronti, partenza… Azione! Sono stati prodotti anche cortometraggi e documentari come Fool time, Vivere al Bachmann diretto da Cecilia Irene Massaggia e Zorzi da Castelfranco: un pittore e il suo tempo per la regia di Tommaso Brugin.

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Silvia Gorgi è laureata in Scienze Politiche. Padovana doc, coltiva da sempre l’attività giornalistica. Scrive di musica, arte e letteratura per le pagine di Cultura e Spettacoli dei quotidiani del gruppo editoriale L’Espresso, Il Mattino di Padova, La Nuova di Venezia e Mestre, La Tribuna di Treviso e il Corriere delle Alpi, dal 2002. Dal 2012 scrive per ELLE Italia.
Speaker radiofonica, ha ideato Nordest Boulevard, nel 2009, programma radiofonico da lei condotto, su radio Sherwood, che indaga la realtà culturale del Nordest attraverso rubriche e talk show, ma che è diventato un progetto culturale per raccontare l’arte a Nordest a 360°, cinema, teatro, fotografia, arti figurative, per fare sistema.

Dopo la specializzazione in Giornalismo all’Università di Padova, è divenuta responsabile di uffici stampa per associazioni cinematografiche, sociali, culturali, eventi e case di produzione. È ideatrice del progetto Gitta Schilling-Bellezza senza tempo: cinema e fotografia uniti per raccontare la vita di una mannequin unica: esposizione-mostra nella prestigiosa galleria Infantellina Contemporary nel 2011 a Berlino, con foto e alla presenza di F. C. Gundlach e Walter Kober, fotografi di fama internazionale. Ha curato mostre di artisti legati al Nordest in Veneto e a Berlino fra il 2010 e il 2012. Presenta scrittori, registi, musicisti in eventi lungo il territorio e in particolare ha curato la presentazione di alcuni progetti cinematografici nello spazio della Regione nel corso della 67°-69°-70° edizione della Mostra del Cinema di Venezia. Dal 2010, Silvia vive fra Padova e Berlino.

Ama viaggi e ristoranti etnici, rock americano e nuove tendenze. Cocktail preferito: margarita.

Silvia Gorgi – who has written posts on Nordest Boulevard.