Il giovane staff del Muse

Il giovane staff del Muse 

IL GIOVANE STAFF DEL MUSE.

FRA RICERCATORI, COLLABORATORI, ADDETTI AI PERCORSI FORMATIVI, MOLTI I GIOVANI E I GIOVANISSIMI. UN’ENERGIA VITALE IN CONTINUO FERMENTO AVVOLGE LO SPAZIO ESPOSITIVO.    

Uno staff di 150 persone quello del Muse. Fra ricercatori, collaboratori, addetti ai percorsi formativi, molti i giovani e i giovanissimi. Un’energia vitale in continuo fermento. Ne è un esempio Lara Casagrande, 30 anni, nata a Castelfranco Veneto, famiglia che vive a Piombino Dese, arrivata a Trento per lavorare ad un progetto sulle miniere con l’Università di Padova (progetto ApSAT) e per svolgere su queste tematiche il servizio civile all’ex Museo delle Scienze, divenuta poi collaboratrice a progetto dal dicembre 2010. “Con il progetto “Memorie dal sottosuolo” – ci racconta – e un team formato da archeologi, come me, e geologi, abbiamo raccolto, mettendo assieme anche gli enti locali che se ne occupavano, un data base e creato una mappa che è oggi uno dei contenuti multimediali del nuovo Museo. Con il Muse il lavoro locale avrà una visibilità globale. Partiamo sempre dal Trentino per arrivare al mondo.” Come co-curatrice Lara ha seguito l’allestimento del secondo piano del Museo, cave e miniere, insieme al referente Paolo Ferretti. “Le miniere erano fondamentali per l’economia locale. La time-line costruita mostra l’utilizzo delle risorse nelle varie epoche, dal Paleolitico ai giorni nostri. Si arriva anche ai minerali industriali estratti fino al 2009. La barite, ad esempio, viene usata in moltissime applicazioni oggi, dalla zavorra delle navi, alle “pappette” che ti danno per fare la radiografia allo stomaco.” Collaboratrice delle sezioni di ricerca, Casagrande ha iniziato a lavorare all’allestimento la primavera scorsa, con grafica e multimediali che sono stati definiti nell’ultimissimo periodo. Insieme a lei sono poi arrivati i giovani impiegati nella nuova struttura, dal caffè al bookshop interno, molti sotto i 30 anni e i nuovi operatori didattici.

“Il settore educativo nel precedente Museo – ci racconta Maria Bertolini operatore didattico, di Trento, che ha studiato Scienze Naturali a Ferrara – era strutturato dal 1995. Dopo l’approdo al Muse abbiamo aggiunto proposte collegate ai nuovi ambiti disciplinari, comprese le tecnologie che esplorano le problematiche cogenti, le biotecnologie. Noi progettiamo l’educazione scolastica e permanente per gli studenti e gli adulti, con la metodologia dell’apprendimento attivo che sollecita tutti i canali sensoriali, soprattutto le mani.” Durante il percorso espositivo ad esempio ci sono molti multimediali che un visitatore può usare come vuole e per il tempo che vuole, sicché la visita guidata non viene concepita in maniera classica ma con degli highlights, punti chiave, su cui soffermarsi. Insieme agli operatori storici che erano già impiegati in questa attività nel precedente Museo, con una call pubblica ne sono stati selezionati di nuovi per il Muse: “ora siamo 70. I ragazzi nuovi, fascia d’età fra i 25 e i 35, hanno percorsi di studio con laurea, dottorati, master e esperienza nella didattica. Per divulgare la scienza la scelta delle parole giuste è fondamentale, come far nascere in chi ascolta la risorsa dell’investigazione. L’utilizzo poi dei nuovi linguaggi teatrali abbiamo verificato che arriva alla gente, li meraviglia e li avvicina.”

“I formatori vengono costantemente aggiornati dai mediatori culturali dello staff interno del Muse per trasmettere loro il percorso museografico, i dati scientifici. Ad esempio, la sierra tropicale, quest’area green house, questo pezzo di foresta della Tanzania, e l’importanza di questi polmoni di produzione di ossigeno, insieme alle specie animali che ci vivono, sono elementi molto importanti da divulgare. Il Muse è un science center in cui si conserva il passato per comprendere il presente e fornire una visione del futuro. Le installazioni si interrogano proprio su questo.” L’esposizione innovativa e l’idea di divulgare la scienza attraverso lo spettacolo, il teatro, può piacere a seconda dei gusti: “sarà che ho 30 anni e a me piace – riprende Casagrande – ma credo anche che esperienze come il video mapping dell’inaugurazione, la cui bellezza è indiscutibile, arrivino a tutti. Lì sotto, dopo tutto il lavoro svolto, io mi sono commossa e la gente ne era davvero entusiasta. Davanti al multimediale dell’attività mineraria si fermano bambini ed anziani con lo stesso interesse, con la stessa curiosità e la voglia di provare.”

Foto di Claudia Corrent

Il giovane staff del Muse Il giovane staff del Muse Il giovane staff del Muse Il giovane staff del Muse Il giovane staff del Muse Il giovane staff del Muse Il giovane staff del Muse Il giovane staff del Muse Il giovane staff del Muse Il giovane staff del Muse Il giovane staff del Muse Il giovane staff del Muse Il giovane staff del Muse Il giovane staff del Muse Il giovane staff del Muse Il giovane staff del Muse Il giovane staff del Muse Il giovane staff del Muse Il giovane staff del Muse Il giovane staff del Muse Il giovane staff del Muse Il giovane staff del Muse Il giovane staff del Muse Il giovane staff del Muse Il giovane staff del Muse 

Silvia Gorgi è laureata in Scienze Politiche. Padovana doc, coltiva da sempre l’attività giornalistica. Scrive di musica, arte e letteratura per le pagine di Cultura e Spettacoli dei quotidiani del gruppo editoriale L’Espresso, Il Mattino di Padova, La Nuova di Venezia e Mestre, La Tribuna di Treviso e il Corriere delle Alpi, dal 2002. Dal 2012 scrive per ELLE Italia.
Speaker radiofonica, ha ideato Nordest Boulevard, nel 2009, programma radiofonico da lei condotto, su radio Sherwood, che indaga la realtà culturale del Nordest attraverso rubriche e talk show, ma che è diventato un progetto culturale per raccontare l’arte a Nordest a 360°, cinema, teatro, fotografia, arti figurative, per fare sistema.

Dopo la specializzazione in Giornalismo all’Università di Padova, è divenuta responsabile di uffici stampa per associazioni cinematografiche, sociali, culturali, eventi e case di produzione. È ideatrice del progetto Gitta Schilling-Bellezza senza tempo: cinema e fotografia uniti per raccontare la vita di una mannequin unica: esposizione-mostra nella prestigiosa galleria Infantellina Contemporary nel 2011 a Berlino, con foto e alla presenza di F. C. Gundlach e Walter Kober, fotografi di fama internazionale. Ha curato mostre di artisti legati al Nordest in Veneto e a Berlino fra il 2010 e il 2012. Presenta scrittori, registi, musicisti in eventi lungo il territorio e in particolare ha curato la presentazione di alcuni progetti cinematografici nello spazio della Regione nel corso della 67°-69°-70° edizione della Mostra del Cinema di Venezia. Dal 2010, Silvia vive fra Padova e Berlino.

Ama viaggi e ristoranti etnici, rock americano e nuove tendenze. Cocktail preferito: margarita.

Silvia Gorgi – who has written posts on Nordest Boulevard.