p5rn7vb
Un Angelo all'Inferno

Un Angelo all’Inferno

Un Angelo all'Inferno

UN ANGELO ALL’INFERNO. CINEMA A SCOPO SOCIALE.  

Roberto Farnesi in bicicletta attraversa la città scaligera, lo seguiamo con lo sguardo lungo le piazze, i portici, il mercato. Entra in una scuola. Giancarlo Giannini vive in una splendida villa veronese con piscina, con moglie e figlia che si allena come nuotatrice negli impianti sportivi di San Benedetto a Peschiera del Garda. Visioni? Sì, cinematografiche. Quelle di “Un Angelo all’inferno”, film girato interamente nella provincia di Verona, con primo ciak proprio a Peschiera e poi lungo Desenzano e nel centro città.

Presentato in anteprima lo scorso febbraio al Palazzo della Gran Guardia, gremito di gente, il film che fra qualche mese vedremo nella serata di Rai1, con un contributo della Regione del Veneto a valere sul Fondo regionale per il cinema e l’audiovisivo, ha la produzione di Michele Calì e Federica Andreoli per Nuova Media Italia. Nel cast, oltre a Farnesi, Luca Ward, Chiara Conti, Mario Mattioli, Giorgia Wurth, Emilia Verginelli, Massimo Olcese, e, due giovani promesse, i protagonisti, Laura Adriani e Michele Cesari. Con in più un Giancarlo Giannini, sempre in parte, che ha partecipato “perché – precisa Calì- è un grande amico”.

“Un Angelo all’inferno” ha una sceneggiatura lineare che in fondo si riassume con la frase scelta come suo incipit: “datemi dei genitori migliori e io vi darò un mondo migliore”. Farnesi fa il musicista, si divide fra lezioni, prove nel locale preferito, una casa condivisa con un amico – Michele Cesari – che ha fra i suoi diletti, la droga. A lui chiede attenzione la sorella (stesso padre) – Laura Adriani – diciassettenne, un po’ in conflitto con una madre che non disdegna i psicofarmaci – Chiara Conti – e un po’ innamorata del padre – Giancarlo Giannini – imprenditore, potente, e iper-impegnato. La famiglia, che vive in una villa con piscina da sogno, ha equilibri instabili, grazie ai tradimenti del padre. Quando le ultime certezze cadono, per allontanarsi dai problemi della quotidianità, la giovane entra nel circuito delle dipendenze.

Quarto film della serie a sfondo sociale, prodotta da Calì, con regista Bruno Gaburro. I precedenti hanno toccato: la donazione degli organi, l’alcool e la salute mentale. Patrocinato dal Ministero della Salute e da Ulss e Aziende (20), capitanata da quella di Verona, “il progetto nasce con Flavio Tosi allora assessore alla Salute in Regione, che al lancio della mia idea di un film sulla donazione – ricorda Calì – mi rispose: perché no!”.  Oggi Tosi è il sindaco della città location delle riprese: “per Verona è molto importante, anche se non è la prima finalità del film, che si vedano le bellezze della città e, per quanto riguarda le dipendenze, è una piaga che si insinua in maniera subdola, e coinvolge le famiglie a 360° come ben rappresenta la pellicola, e su cui bisogna agire in maniera attiva.”

Attivo e coinvolgente come può essere solo il cinema, che agisce in questo caso come mezzo culturale “di prevenzione”. Per questo la Regione Veneto, negli assessorati politiche sociali e salute uniti, ha partecipato al progetto: “sì – precisa Remo Sernagiotto, ass. politiche sociali – ci sono 3 elementi da debellare nei giovani, droga, sempre più insinuante, sintetiche ecc., alcool e il gioco d’azzardo, altro elemento su cui sarà necessaria una riflessione”. E Sernagiotto si è attivato a tal punto che nel film è presente anche con un cameo in cui di intravede quando la giovane protagonista viene accompagnata nella clinica Villa Maria.

Cinema a sfondo sociale, messaggi da indirizzare ai giovani per una vita responsabile da veicolare attraverso il parterre televisivo della Rai, ma pure da approfondire nelle scuole, quello sarà il secondo canale di diffusione, in tutte le scuole regionali, provinciali, per fare del cinema anche megafono di un messaggio educativo. Ma non solo questo, cinema anche promotore turistico, che mostra, ancora una volta, come i paesaggi, i monumenti, le architetture, che ogni giorno attraversiamo nelle nostre città, siano meraviglie per gli occhi. Basti pensare ad una scena del film: il musicista della pellicola – Farnesi -  viene scelto per suonare ad una prima importante. Dopo aver visto le quinte, si apre un sipario e … siamo all’Arena. Alla prima dell’Aida.

Curiosità su “Un Angelo all’Inferno”

Colonna sonora: le musiche sono di Paolo Vallesi, il cantautore della Nazionale Cantanti, ha dichiarato di essere stato molto felice di aver partecipato ad un progetto come questo, così vicino negli intenti a quanto persegue la Nazionale Cantanti appunto. Il motivo trainante del film, che uscirà in contemporanea con il lungometraggio, si intitola: “Il mio Pensiero”.

La giovane protagonista, Laura Adriani, all’anteprima del film ha dichiarato: “le mie compagne del Centro Sperimentale non potevano crederci, io, a 18 anni, ho recitato accanto a Giannini…wow!” Come darle torto?!

Giancarlo Giannini: “ho partecipato volentieri perché è una tematica importante, soprattutto per quanto riguarda il rapporto complesso tra genitori e figli”.

Direttore di fotografia è: Sergio Rubini.

Unicità della pellicola sarà la sua eco sostenibilità. Grazie alla collaborazione con Cremonesi Consulenze, sarà il primo film italiano prodotto secondo il protocollo «Eden», che prevede attenzione alle energie rinnovabili e limitazione degli sprechi in fase di realizzazione.

Trama:

Verona. Martina è una diciassettenne veronese, cresciuta in una famiglia unita e agiata, ma non tutto è come sembra. La scoperta del tradimento del padre con una collega porterà la giovane in un vortice autodistruttivo, fatto di droghe ed eccessi, arrivando quasi a perdere la vita…

Un Angelo all'InfernoUn Angelo all'InfernoUn Angelo all'InfernoUn Angelo all'InfernoUn Angelo all'InfernoUn Angelo all'InfernoUn Angelo all'InfernoUn Angelo all'InfernoUn Angelo all'InfernoUn Angelo all'InfernoUn Angelo all'InfernoUn Angelo all'InfernoUn Angelo all'InfernoUn Angelo all'InfernoUn Angelo all'Inferno

 

 

 

Silvia Gorgi è laureata in Scienze Politiche. Padovana doc, coltiva da sempre l’attività giornalistica. Scrive di musica, arte e letteratura per le pagine di Cultura e Spettacoli dei quotidiani del gruppo editoriale L’Espresso, Il Mattino di Padova, La Nuova di Venezia e Mestre, La Tribuna di Treviso e il Corriere delle Alpi, dal 2002. Dal 2012 scrive per ELLE Italia.
Speaker radiofonica, ha ideato Nordest Boulevard, nel 2009, programma radiofonico da lei condotto, su radio Sherwood, che indaga la realtà culturale del Nordest attraverso rubriche e talk show, ma che è diventato un progetto culturale per raccontare l’arte a Nordest a 360°, cinema, teatro, fotografia, arti figurative, per fare sistema.

Dopo la specializzazione in Giornalismo all’Università di Padova, è divenuta responsabile di uffici stampa per associazioni cinematografiche, sociali, culturali, eventi e case di produzione. È ideatrice del progetto Gitta Schilling-Bellezza senza tempo: cinema e fotografia uniti per raccontare la vita di una mannequin unica: esposizione-mostra nella prestigiosa galleria Infantellina Contemporary nel 2011 a Berlino, con foto e alla presenza di F. C. Gundlach e Walter Kober, fotografi di fama internazionale. Ha curato mostre di artisti legati al Nordest in Veneto e a Berlino fra il 2010 e il 2012. Presenta scrittori, registi, musicisti in eventi lungo il territorio e in particolare ha curato la presentazione di alcuni progetti cinematografici nello spazio della Regione nel corso della 67°-69°-70° edizione della Mostra del Cinema di Venezia. Dal 2010, Silvia vive fra Padova e Berlino.

Ama viaggi e ristoranti etnici, rock americano e nuove tendenze. Cocktail preferito: margarita.

Silvia Gorgi – who has written posts on Nordest Boulevard.




p5rn7vb