Musica al Castello

Musica al Castello

 

MUSICA AL CASTELLO. 

A CERVARESE SANTA CROCE, IL CASTELLO DI SAN MARTINO DELLA VANEZA, SEDE DEL MUSEO ARCHEOLOGICO, PROTAGONISTA DELL’ESTATE A SUON DI MUSICA, SPETTACOLI, EVENTI.   

Come riscoprire, conoscere, riappropriarsi dei luoghi storici che attraversano territori conosciuti e di cui spesso si dimentica l’esistenza? Attraverso la magia e la suggestione che l’arte sa creare attorno a sé. Questo è successo e sta succedendo ad un Castello della provincia padovana, che quest’estate è protagonista a suon di musica, eventi, e spettacoli, di occasioni di incontro. L’iniziativa, che vede la collaborazione fra Reteventi, Provincia di Padova e Comune di Cervarese di Santa Croce (PD), è “Musica al Castello”, e nasce con l’obiettivo di riscoprire e di facilitare l’accesso ad un luogo storico, come il Castello di San Martino. Durante i concerti, infatti, è prevista l’apertura straordinaria del Museo Archeologico, che racconta, con i suoi tesori, la storia delle popolazioni nella piana alluvionale, creata dal fiume Bacchiglione nel corso del tempo.

Le serate all’insegna del jazz, hanno avuto un primo ciclo nel mese di giugno, cui ne è seguito un secondo in questo luglio, alternando sul palco gruppi provenienti da diversi background musicali e geografici, ma accomunati dalla passione per la musica e dalla capacità di creare un’atmosfera sonora unica e coinvolgente. Per tutto il periodo estivo, il Castello di San Martino della Vaneza apre dunque le sue porte alla musica e diviene da luogo di conservazione della cultura a spazio aperto, vivo.

Lo scorso 4 luglio di scena ci sono stati i MOF, cinque musicisti cresciuti tra le aule del conservatorio di Ferrara. Dal 2009, Manuel Trabucco, Filippo Vignato, Frank Martino, Stefano Dallaporta, Diego Pozzan,  con il nome MOF mescolano, al linguaggio jazz, l’uso dell’elettronica dal vivo come “sesto musicista”, sviluppando composizioni originali e rivisitazioni di brani non solo della tradizione jazzistica ma anche attingendo da rock e pop. Con l’uscita del primo disco nel maggio 2009 il gruppo hanno avuto la possibilità di suonare nei festival e club più prestigiosi d’Italia. Nella serata al Castello hanno invece presentato il loro secondo lavoro, come primo live estivo, “Fried Generation”, uscito per l’etichetta Auand Records.

Questo sabato, 13 luglio, sarà possibile ascoltare il progetto Mixtapers, mix di hip hop, jazz, brasiliana, funk e dub. Mixtape Collective sono musicisti dal background jazzistico nazionale che sperimentano da anni territori di diversi stili musicali. Il trio, composto da Nico Menci, Michele Manzo, Brothermartino, vero e proprio “jolly” della band, ospita per questa data il trombettista Fulvio Sigurtà, alla ribalta del jazz italiano degli ultimi anni. Un progetto innovativo che vede nella ricerca sonora e di integrazione fra macchine e musicisti reali il vero obiettivo, in bilico fra pre-produzione e totale improvvisazione live. La serata inizia alle 21 con l’apertura del museo e un brindisi di benvenuto e prosegue alle 21.30 con il concerto. Per Info: Castello di San Martino della Vanezza – Museo archeologico del fiume Bacchiglione Via San Martino, 19 – 35030 Cervarese Santa Croce (PD). www.museicollieuganei.it.

Note Storiche

Il Castello di San Martino della Vaneza a Cervarese Santa Croce (Padova)

Si trova in una località strategica, lungo l’argine del Bacchiglione, ed è stato edificato per il controllo dei traffici fluviali. Questa la sua particolare vocazione, specie tra il periodo Carrarese ed il primo periodo del dominio veneziano. Di probabile impianto longobardo, venne ampliato attorno al 1000, forse anche a supporto delle bonifiche benedettine. Successivamente, ad opera di Francesco il Vecchio, venne sopraelevata la primitiva torre, vennero aggiunti ulteriori corpi di fabbrica e ricostruito il muro di cinta in pietra di trachite. Nel 1405 passò in mano ai veneziani che lo riadattarono a ‘centro commerciale’ funzionale all’importante porto fluviale. Venivano smistati semilavorati in legno (tronchi e tavole principalmente di rovere) prodotti nei vicini boschi e destinati ai cantieri navali veneziani ed inoltre legname da ardere e carbone di legna proveniente dalle non lontane ‘aie carbonili’ dei Colli Euganei (Carbonara di Rovolon).

Molto attive tutta una serie di attività collaterali di indotto alla ricca attività fluviale. Osterie, casolini, un mulino fluviale, ecc. avevano sede all’interno stesso del castello o nelle immediate vicinanze, formando un piccolo borgo molto dinamico. Vi era anche un’antichissima chiesetta dedicata a San Martino (da cui il nome del castello) abbattuta nel 1600, mentre il mulino natante funzionò fino a fine 1800, quando l’ultimo erede della famiglia Vendramin cedette l’intera proprietà ai Filippini di Padova.

Dal 1979 è di proprietà della Provincia di Padova, che ne ha promosso una importante opera di recupero e valorizzazione, trasformandolo in museo archeologico della civiltà fluviale del Bacchiglione (distaccamento del Museo Civico di Padova). Conserva reperti preistorici dell’età del bronzo, canoe fossili, reperti romani, ceramiche e strumenti domestici medioevali e un raccolta di carte fluviali e idrografiche del territorio padovano.

Tutte le località dei dintorni sono in qualche modo legate al fiume. Nelle vicinanze ci sono alcuni antichi borghi come: Creola, da creta (argilla) ollare, e indica il fatto che esisteva una fornace romana per la fabbricazione di laterizi e pentolame (olle). Gli insediamenti umani tuttavia sono molto più antichi e testimoniati dai numerosi rinvenimenti ora presenti nel museo del castello; e Trambacche il cui nome deriva da ‘tra le acque’, si trova infatti alla confluenza della roggia Ceresone-Tesina.

Cervarese Santa Croce

Località già abitata in epoca romana, menzionata nei documenti del basso medioevo con il toponimo di Silvarisium (o storpiature simili)(=selva regia) ad indicare le grandi distese boschive della zona. I Longobardi fortificarono il villaggio (castello della Motta) ed il vicino porto fluviale (castello di San Martino della Vaneza). Nell’874 il Vescovo di Padova donò ai Benedettini la chiesetta della Santa Croce (da cui l’aggiunta alla dicitura del nome) che provvidero, attorno all’anno 1000, a bonificare tutto il territorio allora paludoso.

Il paesotto, posto al confine tra le signorie di Padova (Ezzelini e poi Carraresi) e Vicenza (Scaligeri), trovandosi nell’importante asse stradale e fluviale tra le due città e dirimpettaio al formidabile bastione vicentino dei castelli di Montegalda e Montegaldella, fu oggetto di aspre contese e guerre. Nel 1198 fu pesantemente assediato dai Vicentini e nel 1312 Cane della Scala (soprannome indicante la sua ferocia) distrusse definitivamente il castello della Motta. Infine l’intero territorio prosperò pacificamente per quattro secoli sotto la dominazione della Serenissima.

Musica al CastelloMusica al CastelloMusica al CastelloMusica al CastelloMusica al CastelloMusica al CastelloMusica al CastelloMusica al CastelloMusica al CastelloMusica al CastelloMusica al CastelloMusica al CastelloMusica al CastelloMusica al CastelloMusica al CastelloMusica al CastelloMusica al CastelloMusica al CastelloMusica al CastelloMusica al Castello

Silvia Gorgi è laureata in Scienze Politiche. Padovana doc, coltiva da sempre l’attività giornalistica. Scrive di musica, arte e letteratura per le pagine di Cultura e Spettacoli dei quotidiani del gruppo editoriale L’Espresso, Il Mattino di Padova, La Nuova di Venezia e Mestre, La Tribuna di Treviso e il Corriere delle Alpi, dal 2002. Dal 2012 scrive per ELLE Italia.
Speaker radiofonica, ha ideato Nordest Boulevard, nel 2009, programma radiofonico da lei condotto, su radio Sherwood, che indaga la realtà culturale del Nordest attraverso rubriche e talk show, ma che è diventato un progetto culturale per raccontare l’arte a Nordest a 360°, cinema, teatro, fotografia, arti figurative, per fare sistema.

Dopo la specializzazione in Giornalismo all’Università di Padova, è divenuta responsabile di uffici stampa per associazioni cinematografiche, sociali, culturali, eventi e case di produzione. È ideatrice del progetto Gitta Schilling-Bellezza senza tempo: cinema e fotografia uniti per raccontare la vita di una mannequin unica: esposizione-mostra nella prestigiosa galleria Infantellina Contemporary nel 2011 a Berlino, con foto e alla presenza di F. C. Gundlach e Walter Kober, fotografi di fama internazionale. Ha curato mostre di artisti legati al Nordest in Veneto e a Berlino fra il 2010 e il 2012. Presenta scrittori, registi, musicisti in eventi lungo il territorio e in particolare ha curato la presentazione di alcuni progetti cinematografici nello spazio della Regione nel corso della 67°-69°-70° edizione della Mostra del Cinema di Venezia. Dal 2010, Silvia vive fra Padova e Berlino.

Ama viaggi e ristoranti etnici, rock americano e nuove tendenze. Cocktail preferito: margarita.

Silvia Gorgi – who has written posts on Nordest Boulevard.