Grazia Toderi in Contemporary Locus

Grazia Toderi in Contemporary Locus

GRAZIA TODERI IN CONTEMPORARY LOCUS.

QUANDO L’ARTE CONTEMPORANEA REINTERPRETA IL TESSUTO URBANO.

Un progetto che sceglie luoghi dimenticati, nascosti, segreti per restituire loro una prospettiva nuova. “Contemporary locus” cerca con l’arte contemporanea di interpretare il tessuto urbano, reinventandolo, facendolo vivere, portandolo sotto i riflettori. A cura di Paola Tognon con la collaborazione di Paola Vischetti, nasce nel 2011 con l’intento di recuperare luoghi del passato, antichi, segreti, o dismessi attraverso la ricerca espressiva del presente. L’arte contemporanea è l’elemento fondante del progetto quale strumento di lettura e di contaminazione tra passato e presente, tra luoghi segreti e simbolici. Gli artisti italiani e stranieri, invitati a partecipare, sono intervenuti ed interverranno all’interno degli spazi con lavori site specific e con opere scelte ad hoc: per ciascuna sede il team curatoriale, nel corso del tempo, ha infatti scelto di coinvolgere artisti il cui lavoro potesse trovare echi e corrispondenze con gli spazi prescelti, con la loro storia e la loro condizione di segretezza o dismissione.

E così è stato, nella sua quarta sezione, nel Teatro Sociale di Bergamo con l’artista scelta: la padovana, Grazia Toderi. L’unione ha dato vita, gli scorsi 22 e 23 giugno, ad un’installazione in simultanea con la fruizione di uno spazio prima e dopo la sua ristrutturazione. La contemporaneità si è concretizzata, all’interno del teatro, con l’installazione video che ha proiettato sul  fondale del palco l’opera Sound (2002), realizzata dall’artista proprio all’interno del Teatro Sociale prima della sua ristrutturazione, e relativa ad un ciclo di lavori che Toderi ha svolto nei più significativi teatri italiani. Un’opera che ha posto in relazione bellezza, memoria e degrado, ed è stata trait d’union tra la storia del Teatro, il suo percorso prima del restauro, e il suo futuro. L’inserimento dell’opera nel teatro stesso, a distanza di oltre dieci anni, ha offerto una visione simultanea del luogo prima e dopo la sua ristrutturazione, con un effetto di forte suggestione e tensione narrativa. Un progetto espositivo di contemporary locus in “reverse”, dove l’arte contemporanea interpreta la storia passata del teatro proponendo al visitatore la possibilità di una visione coesistente dello spazio tra passato e presente.

Grazia Toderi (Padova, 1963), artista italiana, oggi riconosciuta e attiva in musei e manifestazioni internazionali, si distingue per l’essenzialità e l’originalità di una ricerca che, attraverso installazioni immersive, restituisce una dimensione dilatata e onirica dello spazio. Spazio che contiene e trasforma la percezione del pubblico, soggetto coinvolto in una condizione a-temporale, nella quale osservazione e riflessione trovano un’inedita dimensione di accoglienza. Il Teatro Sociale è oggi uno dei luoghi più significativi e rappresentativi di Bergamo: la sua importante storia architettonica e sociale, la sua collocazione e la sua ristrutturazione, ne fanno certamente un luogo di alta intensità nella percezione collettiva. Il Teatro della Società di Bergamo, progettato nel 1803 da Leopoldo Pollack, architetto austriaco allievo di Giuseppe Piermarini, è un teatro all’italiana dall’armoniosa forma classica. Inaugurato nel 1808, fino la prima metà dell’Ottocento le sue stagioni operistiche si dimostrarono prospere e dagli esiti lusinghieri. Dal 1933 il teatro chiuse i battenti a causa di problematiche di natura finanziaria e solo dopo diversi passaggi di proprietà, nel 1974, l’immobile fu acquisito dal Comune di Bergamo e interessato da lavori di manutenzione. Da allora lo spazio ospitò soprattutto esposizioni e azioni di arte contemporanea, fino all’inizio dell’intervento di restauro, intrapreso nel 2006 per iniziativa congiunta del Comune e della Sovrintendenza ai Beni Culturali. Oggi il restauro ha restituito alla città un teatro storico completamente recuperato nella sua originaria destinazione teatrale.

Contemporary locus 4 / Grazia Toderi al Teatro Sociale di Bergamo è stato possibile grazie alla sinergia tra l’Assessorato alla Cultura e allo Spettacolo del Comune di Bergamo, la Casa delle Arti e L’Associazione contemporary locus. Le edizioni passate di contemporary locus hanno visto la riapertura del Luogo Pio Colleoni, residenza quattrocentesca nel cuore di Città Alta fondata dal condottiero bergamasco Bartolomeo Colleoni, in cui sono intervenuti gli artisti Huma Bhabha e Francesco Carone; della Cannoniera San Giacomo, parte delle Mura Venete e una delle più importanti testimonianze italiane dell’architettura militare del Cinquecento, nella quale hanno lavorato Anna Franceschini e Steve Piccolo; e, infine, dell’ex Hotel Commercio, parte dell’antico complesso conventuale di S. Spirito del XIV secolo e più antico luogo di accoglienza della città, in cui l’intervento di Francesca Grilli e Vlad Nanca ne ha permesso la riapertura.

Il progetto si innesta in una rete più vasta, che va oltre il puro progetto espositivo, grazie al dialogo stabilito con le nuove tecnologie. Per ciascuna esposizione vengono infatti realizzate app specifiche che, accanto alle informazioni logistiche, offrono approfondimenti aggiornati dedicati alle opere, agli artisti, alla storia dei luoghi e dei suoi visitatori. La app, oltre ad essere mezzo di orientamento, è strumento innovativo che offre una nuova modalità di recezione del progetto espositivo in grado di raggiungere un pubblico allargato, nazionale e internazionale. La app per contemporary locus 4 – Grazia Toderi è stata realizzata da Elisa Bernardoni e distribuita in italiano e in inglese, ma vi sono anche quelle create per contemporary locus 1, 2 e 3 dell’edizione 2012, fra le prime applicazioni create per un ciclo di esposizioni d’arte contemporanea, scaricabili gratuitamente. Le foto pubblicate sulle diverse fasi del progetto sono di Claudio Cristini, Maria Zanchi e Simone Montanari – su fickr – mentre i video  – su vimeo -sono di  Beatrice Marchi e Marco Chiodi.  www.contemporarylocus.it

 

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Silvia Gorgi è laureata in Scienze Politiche. Padovana doc, coltiva da sempre l’attività giornalistica. Scrive di musica, arte e letteratura per le pagine di Cultura e Spettacoli dei quotidiani del gruppo editoriale L’Espresso, Il Mattino di Padova, La Nuova di Venezia e Mestre, La Tribuna di Treviso e il Corriere delle Alpi, dal 2002. Dal 2012 scrive per ELLE Italia.
Speaker radiofonica, ha ideato Nordest Boulevard, nel 2009, programma radiofonico da lei condotto, su radio Sherwood, che indaga la realtà culturale del Nordest attraverso rubriche e talk show, ma che è diventato un progetto culturale per raccontare l’arte a Nordest a 360°, cinema, teatro, fotografia, arti figurative, per fare sistema.

Dopo la specializzazione in Giornalismo all’Università di Padova, è divenuta responsabile di uffici stampa per associazioni cinematografiche, sociali, culturali, eventi e case di produzione. È ideatrice del progetto Gitta Schilling-Bellezza senza tempo: cinema e fotografia uniti per raccontare la vita di una mannequin unica: esposizione-mostra nella prestigiosa galleria Infantellina Contemporary nel 2011 a Berlino, con foto e alla presenza di F. C. Gundlach e Walter Kober, fotografi di fama internazionale. Ha curato mostre di artisti legati al Nordest in Veneto e a Berlino fra il 2010 e il 2012. Presenta scrittori, registi, musicisti in eventi lungo il territorio e in particolare ha curato la presentazione di alcuni progetti cinematografici nello spazio della Regione nel corso della 67°-69°-70° edizione della Mostra del Cinema di Venezia. Dal 2010, Silvia vive fra Padova e Berlino.

Ama viaggi e ristoranti etnici, rock americano e nuove tendenze. Cocktail preferito: margarita.

Silvia Gorgi – who has written posts on Nordest Boulevard.