DAYS. THE CROSSMOVIE

DAYS THE CROSSMOVIE

DAYS THE CROSSMOVIE. WEBSERIES INTERATTIVA

Cinema 2.0. Possibilità di scegliere come seguire la storia a seconda dei personaggi protagonisti. Possibilità di cambiare prospettiva costantemente lungo l’intero sviluppo della trama. Possibilità di tornare indietro e rivedere le scene scoprendo nuovi particolari. Una struttura da videogioco per una narrazione che si srotola in corso d’opera. Una nuova maniera di concepire il cinema. Stiamo parlando di “Days. The Crossmovie”.

Seconda webserie di Flavio Parenti, regista, attore per Woody Allen e Pupi Avati, dopo la prima esperienza con #ByMySide premio SIAE 2012 miglior webseries italiana – ora divenuta anche nome per la sua casa di produzione, rilancia in una sorta di “all in”, puntando tutto sul tavolo del “web”. In una situazione generale in cui è oggi possibile girare con camere digitali iper-compatte, garantendo un’alta qualità, quindi low cost,  in cui per arrivare alla produzione e distribuzione, anello superdebole della filiera cinematografica, l’impresa per un giovane autore è eroica, il web è la soluzione intelligente. Sì, perché con il web, la sua distribuzione potrebbe essere mondiale, ci si avvicina ad un target di pubblico anche più giovane che nelle sale spesso non si ritrova del tutto rappresentato, e mentre le sale d’essai vivono momenti di profonda crisi, la via segnata da Parenti apre nuovi orizzonti.

“Considerate che il 75% dell’utilizzo di banda internet nel mondo è per prodotto audiovisivi – precisa il regista – nei prossimi anni ci sarà un’inevitabile fusione di internet con gli elettrodomestici classici (tra cui il televisore).  Al Ces2013 – computer electronic show – abbiamo visto le nuove tecnologie che permetteranno una visione “immersiva” tridimensionale, non con occhialini, ma con proiezioni che “invadono” l’intera stanza. Il futuro dunque è mobile da una parte – tablet, smartphone, schermi “piccoli” – ed immersivo dall’altra (tv, holodeck). I “media” tradizionale sono destinati ad essere assorbiti  da un unico grande media: internet. Ci vorranno anni, anche perché solo le nuove generazioni assorbiranno il cambiamento, mentre un’intera fascia di età (40-65) non parteciperà (o solo marginalmente) allo sviluppo audio visivo di internet.” E a questo pubblico Parenti già si rivolge, dopo il successo della sua prima web-series “#ByMyside”, ora con “Days. The Crossmovie”.

“Tutti ragionano ancora – continua Parenti – con una mentalità “old media” su un “supporto new media”. La struttura episodica classica televisiva, ossia mandare in onda una puntata ogni lunedì, sul web è fallimentare,  l’utente non vuole un appuntamento. In un mondo dove tutto è “on demand“, l’utente deve essere nelle condizioni di poter scegliere. Sceglie attivamente se vedere la storia come Emile, come Myrta, ma senza inficiare la narrazione, non sceglie gli eventi. La storia per me resta sempre un’apertura alla meraviglia da parte dello spettatore.

Girato in 4 settimane ad Alessandria, “prezioso è stato il contributo del Comune e del Fai per quel che riguarda le riprese in Cittadella”, la serie narra 3 giorni secondo 4 personaggi, con una possibilità di combinare la narrazione più di 200.000 volte. “Days-The Crossmovie” affronta il tema dell’attuale crisi economica. Il capitalismo è caduto, si susseguono crolli sociali e governativi, in Italia il Governo scioglie le camere, disperde la burocrazia, si demilitarizza. Nel giro di pochi mesi, lo stivale diventa terra di tutti e nessuno. Jon (Pier Luigi Pasino), Myrta (Fiorenza Pieri) ed Emile (Eros Galbiati), fuggendo dalla massa impazzita della metropoli, scovano un rifugio nella periferia campale piemontese. Lo trovano già occupato, ma Momma (Matteo Alfonso), ex calciatore e leader di questi occupanti, sembra disposto ad accoglierli. Rifugiati e prigionieri di questo margine di società, questi borghesi sperduti si confrontano su livelli primitivi che ancora risentono della memoria sociale da cui provengono, crollata in meno di un anno. Pasino e Alfonso erano già presenti nella prima produzione di Parenti.

Budget investito: 25 mila euro, all inclusive (montaggio, sound editing, effetti speciali, color correction, interfaccia grafica per l’utente e messa online): “una sciocchezza se paragonato alle produzioni televisive e non escludiamo di incrementare l’investimento per la prossima stagione. Tutta l’attività marketing è stata gestita internamente – precisa Parenti – e se arrivassimo a 100 mila visualizzazioni potremmo aprirci agli investitori pubblicitari, con la possibilità di farli entrare nel vivo della trama attraverso ‘slot narrativi’ dai mille ai 10 mila euro per una produzione. Per farci trovare pronti al debutto abbiamo presidiato i social e creato una community.”

Un progetto-pilota, quindi, ma Parenti rimarca come un progetto low budget come questo sia oggi una realtà con una qualità invidiabile: “abbiamo speso almeno 20 volte meno che se fosse stato girato in maniera tradizionale. Per ottenere questo abbiamo fatto un grande lavoro “concettuale” su come intervenire nella formazione del gruppo tecnico in modo da abbattere i costi senza perdere la qualità. Quello che ci è sembrato evidente è che attraverso le nuove tecnologie si può ottenere una qualità equivalente a quella televisiva (o cinematografica), con però una crew totalmente diversa e più leggera”.

Per vedere backstage, e seguire i tutorial di regista, produzione, direttore di fotografia Parenti ha creato il web diary, e poi come agenzia di promozione, ha scelto la veneta Treid di Conegliano, gestita da Gianluigi Potenza (Zion Club) che si occupa di progettualità relativa al marketing, al management e della comunicazione, e da Francesco Putano che ne gestisce la direzione artistica e la produzione di eventi musicali e culturali in genere. Nati nel 2009, dalle “ceneri” della RedPromoPress, agenzia fondata nel 2001, sono stati fondamentali per far conoscere ed attirare l’attenzione soprattutto sul web sui progetti di web series di Flavio Parenti. “Avendo lavorato in passato – ricorda Gianluigi Potenza – con le più importanti band indipendenti italiane, abbiamo potuto mettere a disposizione di Flavio il nostro background e la nostra forza sul campo, dando il via, più che ad un confronto, ad un vero e proprio esperimento creativo e di collage dinamico che ha portato già il primo progetto, “#ByMySide”, ad aggiudicarsi il premio MEI 2012 per la migliore colonna sonora. Un successo figlio della grande passione di Flavio per la musica e della generosa disponibilità di band indipendenti italiane di  livello assoluto come Sick Tamburo, Bud Spencer Blues Explosion, Tying Tiffany, Hate Boss, The Slepping Tree, e tanti altri.”

La Treid – di cui riportiamo l’intera intervista di seguito – ha creduto al progetto prima di tutti perché: “come lo stesso Flavio Parenti ama dire, l’intrattenimento di qualità sul web, il produrre Cinema 2.0, vive oggi di sperimentazione pura, in un contesto di terra inesplorata che rende il tutto un vero e proprio “far west”. La forza di “#ByMySide” e poi di “Days. The Crossmovie” è stato anche poter contare su un mondo come quello della musica, così vicino al cinema ma, in questi ultimi anni, non sufficientemente coinvolto.”

Ma se in “Days. The Crossmovie” lo spettatore guida la narrazione l’Arte della Regia, ne viene compromessa? “Direi – riprende Parenti – che la regia è FONDAMENTALE in un crossmovie! Vi faccio un esempio. Se lo spettatore segue un personaggio che sta nei campi, ma sceglie poi di “saltare” verso un personaggio che non conosce ma che sembra stare in un bunker, si ritroverà immerso nel mondo di questo nuovo personaggio all’istante. Ora, per non spiazzare troppo lo spettatore io regista devo fare un establishing che gli permetta subito di “localizzarsi”. Più lo spettacolo è interattivo più le regole grammaticali sono ferree, perché le variabili sono infinitamente di più e il rischio di frammentazione della comprensione è dietro l’angolo. Difatti lo spettatore, in un crossmovie, è ancora spettatore. Per fare un esempio teatrale, lo spettatore non “agisce” sull’andamento dell’Amleto, sceglie solo la poltrona dal quale vederlo.” Insomma in tempi di crisi le nuove soluzioni tracciano nuove vie: “come diceva Kennedy, la parola “crisi” in cinese è fatta di 2 caratteri: Pericolo e Opportunità – conclude Parenti – sta a noi scegliere, sta a noi prendere le redini de nostro destino e decidere con forza da che parte vogliamo stare. “Days. The Crossmovie” è un pericolo in quanto l’ho finanziato io da 0, ma è anche un opportunità meravigliosa di fare una cosa nuova.”

Intervista a Gianluigi Potenza – Treid Comunication di Conegliano (TV)

Come è iniziata la collaborazione con Flavio Parenti?

Quasi per caso come, del resto, accade per tutti gli incontri più belli. Flavio cercava un’agenzia che si occupasse di digital PR per la sua web serie “#ByMySide” e un’amica comune ha fatto il mio nome e dell’Agenzia e da lì è partita questa collaborazione.

 La prima web series ha vinto il premio Siae e poi è stata premiata la colonna sonora, c’è stata attenzione per questa nuova maniera diciamo di fare cinema su web… voi che avete creduto fin dall’inizio al progetto, quali potenziali c’avete colto? 

Più che un potenziale nel web per noi è l’unico futuro possibile. Viviamo in un mondo che è ormai “online” e “social networks addicted” 24 ore su 24, 7 giorni su 7. Una realtà impossibile da ignorare per tutti coloro che investono e producono non solo in intrattenimento ma, anche e soprattutto, in informazione e advertising in generale.

 Come vi siete mossi nella promozione, che target volevate raggiungere? Come avete pensato di sviluppare il piano di comunicazione dei due progetti?

Vista la sperimentazione pura in atto sul web, parlando di Cinema 2.0, in quest’ottica la promozione è stata quindi sia classica, attraverso comunicati stampa e un lavoro di press office tramite gli “old media”, sia digital PR tramite blogs, forum e i maggiori social networks.

– La nuova serie, molto più interattiva, ha una struttura che sembra quella di un videogioco, quali ritenete siano i suoi punti di forza?

La forza di “Days”, ciò che la rende una produzione unica al mondo, è proprio l’interattività. La possibilità per lo spettatore di partecipare ad un’opera d’arte non passivamente – quindi tramite la semplice scelta “pillola rossa=muori” o “pillola blu=vivi” – bensì attivamente, costruendo il proprio modo di vivere e di vedere la storia.  E’ un’esperienza che cambierà per sempre il modo delle web series.

Per il momento diciamo che il gioco di ruoli all’interno della series è possibile da pc ma non ancora da phone e tablet sarà uno sviluppo possibile a breve?

Su questo non so risponderti. Dipende da YouTube. Sono certo, però, che in breve tempo YT farà in modo che anche il mondo “mobile”, sempre più importante, possa sfruttare ogni tecnologia della rete come quella delle annotazioni.

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Silvia Gorgi è laureata in Scienze Politiche. Padovana doc, coltiva da sempre l’attività giornalistica. Scrive di musica, arte e letteratura per le pagine di Cultura e Spettacoli dei quotidiani del gruppo editoriale L’Espresso, Il Mattino di Padova, La Nuova di Venezia e Mestre, La Tribuna di Treviso e il Corriere delle Alpi, dal 2002. Dal 2012 scrive per ELLE Italia.
Speaker radiofonica, ha ideato Nordest Boulevard, nel 2009, programma radiofonico da lei condotto, su radio Sherwood, che indaga la realtà culturale del Nordest attraverso rubriche e talk show, ma che è diventato un progetto culturale per raccontare l’arte a Nordest a 360°, cinema, teatro, fotografia, arti figurative, per fare sistema.

Dopo la specializzazione in Giornalismo all’Università di Padova, è divenuta responsabile di uffici stampa per associazioni cinematografiche, sociali, culturali, eventi e case di produzione. È ideatrice del progetto Gitta Schilling-Bellezza senza tempo: cinema e fotografia uniti per raccontare la vita di una mannequin unica: esposizione-mostra nella prestigiosa galleria Infantellina Contemporary nel 2011 a Berlino, con foto e alla presenza di F. C. Gundlach e Walter Kober, fotografi di fama internazionale. Ha curato mostre di artisti legati al Nordest in Veneto e a Berlino fra il 2010 e il 2012. Presenta scrittori, registi, musicisti in eventi lungo il territorio e in particolare ha curato la presentazione di alcuni progetti cinematografici nello spazio della Regione nel corso della 67°-69°-70° edizione della Mostra del Cinema di Venezia. Dal 2010, Silvia vive fra Padova e Berlino.

Ama viaggi e ristoranti etnici, rock americano e nuove tendenze. Cocktail preferito: margarita.

Silvia Gorgi – who has written posts on Nordest Boulevard.