Arte in Corte a Castelfranco Veneto

Arte in CorteARTE IN CORTE – DAL 17 AL 19 MAGGIO – CASTELFRANCO VENETO

Dal 17 al 19 maggio a Castelfranco Veneto si svolgerà la prima edizione di Arte in Corte. Nata da un’idea di Jacopo Stocco, Nicola Dinato e Serena Casagrande, la manifestazione ruoterà intorno alla mostra 5×5, cinque piani per cinque artisti, allestita nella splendida Torre Civica, recentemente restaurata. Tre saranno gli eventi collaterali proposti nel corso di questa prima edizione.

Il programma della manifestazione prende avvio dalla presentazione del libro di Andrea Ragona, Rugbyland, viaggio nell’Italia del rugby, organizzato in collaborazione con la libreria Costeniero, che si terrà il 17 dalle 18.30 al ristorante Feva in Borgo Treviso 62 e a seguire party di benvenuto con dj setdella manifestazione con musica e dj set.

Sabato 18, giornata di apertura dei musei per 24 ore, verrà inaugurata alle 11.30 la mostra 5×5, cinque piani per cinque, all’interno della Torre Civica. L’esposizione, curata dalla Galleria Flaviostocco e dal Museo Casa Giorgione, che resterà fino al 18 agosto, proporrà opere degli artisti Marco Bernardi, Graziano Pompili, Bruno Raspanti, Claudia Steiner e Angelo Zennaro. Alle 18.00, l’androne della Torre ospiterà “Operazione Brainstorming“, una tavola rotonda dedicata ad aziende, progetti e network che operano nell’ambito della creatività e dell’innovazione, con la partecipazione di Steve Bisson di Urbanautica, Francesco Cappelletto e Nicola Possagnolo di Cus.Vi, Silvia Gorgi di Nordest Boulevard, Lisa Pietrobon di Notorious Communication Lab e Carlo Vanin di Scuola Twain.

A chiudere la manifestazione la giornata seguente, domenica 19 alle 18.30, concerto di Ishaq e aperitivo conclusivo di Arte in Corte, al ristorante Feva e sulla terrazza di Villa Renata. Per info: http://www.facebook.com/arteincortecastelfrancoveneto

 

Per sapere come è nata l’idea della manifestazione e quali le caratteristiche peculiari di “Arte in Corte” che ha deciso in questa sua edizione di ospitare anche il progetto culturale Nordest Boulevard, abbiamo fatto quattro chiacchiere con gli organizzatori.

Nicola Dinato: “Arte in Corte” è nata nel 2012 da una mia idea. L’intento era quello di fondere il mondo della pittura, della fotografia e della scultura con quello gastronomico, con lo scopo di far conoscere nuovi talenti. La prima rassegna organizzata in tal senso è stata nel 2012 “Feva a Quattromani”, svoltasi appunto nel ristorante Feva, in cui accanto a giovani ma promettenti chef emergenti che elaboravano un menù assieme al patron di casa, un artista, selezionato da Jacopo Stocco della Galleria Flaviostocco, esponeva il meglio delle proprie opere fino all’evento successivo. L’intero progetto si è poi evoluto, grazie alla conoscenza di Serena Casagrande attraverso il movimento letterario Sugarpulp, fino a diventare una tre giorni di festival che abbraccia la letteratura, la fotografia, la musica, il design, il web e ovviamente la scultura e la pittura. Servivano quindi nuovi spazi e, grazie alla disponibilità del Comune di Castelfranco, ci è stata concessa la Torre Civica come spazio espositivo. L’organizzazione del nuovo format di Arte in Corte è merito dell’unione delle visioni mie, di Serena e di Jacopo”.

Jacopo Stocco: “Arte in Corte” nasce dall’idea di tre giovani di promuovere la cultura e la creatività nel nostro territorio. L’Assessore alla cultura di Castelfranco Veneto, Giancarlo Saran, e il direttore del Museo Casa Giorgione, Luca Baldin, hanno risposto con entusiasmo ad un primo progetto che richiedeva uno spazio pubblico importante per una mostra di arte contemporanea. Da qui è nata l’idea di aprire ufficialmente la Torre Civica al pubblico con questo evento; di conseguenza la mostra in Torre è diventata il perno centrale di Arte in Corte.

Cosa potrà vedere, scoprire, anche da un punto di vista storico-culturale, chi verrà a Castelfranco per “Arte in Corte”?

Jacopo Stocco: Il Museo, Teatro, Duomo e Mura sono luoghi obbligatori per una visita a Castelfranco Veneto. Anche se la scoperta per il visitatore sarà la Torre Civica, che è il monumento simbolo di Castelfranco. Con i suoi 43 metri di altezza svetta sul panorama della pianura e annuncia la città ben prima di giungere sotto le storiche mura medievali. La Torre è stata oggetto nel 2012 di un profondo restauro, finanziato dal Comune di Castelfranco Veneto e dalla Regione Veneto, resosi necessario per garantirne la sicurezza statica, ma anche per valorizzarne gli interni ai fini di un utilizzo pubblico dopo 800 anni. Se l’aspetto esteriore appare quindi sostanzialmente identico rispetto al recente passato, pur ripulito e consolidato, il cuore della Torre è oggi assai differente, avendo sostituito la vecchia ripidissima scala di servizio, sostanzialmente inutilizzabile, con una ad andamento più dolce che segna cinque “pause”, corrispondenti ad altrettanti piani utilizzabili, ora pienamente fruibili. L’apertura di questo nuovo spazio mi fa dire che una città-museo è una città in cui si può vivere bene proprio grazie ad un passato che ne può garantire un futuro migliore. Per farlo è necessario coniugare con abilità conservazione, valorizzazione dei beni e del territorio con creatività . Questa mostra e tutte le iniziative di “Arte in Corte” sono un timido inizio verso questa direzione.

Serena: “Arte in Corte” ruota attorno alla mostra in Torre Civica e quindi è d’obbligo partire da lì. Ma tutto il centro storico merita una visita. Entro le mura medievali troviamo il Duomo con la Pala del Giorgione, il Museo Casa Giogione, con il 18 maggio che sarà la giornata internazionale dei musei e il teatro Accademico. Il concerto del 19 maggio, poi, di Ishaq si svolgerà sulla terrazza di Villa Renata in Borgo Treviso.
E’ un festival trasversale, con arti visive, musica, libri, nuovi network, laboratori culinari .. come mai credete in questa dimensione?

Serena: personalmente credo molto nel confronto ed anche nello scontro (intendo verbale, naturalmente). Di certo, mettersi in discussione porterà a risultati più costruttivi che difendere strenuamente le proprie convinzioni, senza mai porsi dubbi e domande. Non sono una purista, mi piacciono le contaminazioni. E comunque non ho mai conosciuto un artista che non brillasse per creatività anche al di fuori del proprio “raggio d’azione”.

Jacopo: tutto questo assieme è creatività.

I 5 artisti di 5×5 hanno un tema comune, un trait d’union? Come hanno lavorato per questa esposizione?

Jacopo: i 5 artisti sono Artisti con provenienze e storie diverse, accomunati dalla qualità riconosciuta nel loro operare. Li unirà intervenire all’interno della Torre con sculture–installazioni, il sito dunque, non gli è stato imposto un tema comune, in modo da poter sviluppare cinque diverse riflessioni e suggestioni trasmesse dalla Torre. Poi da ognuna si potranno sviluppare delle future mostre a tema. Ognuno ha scelto un piano e ha deciso di interpretarlo e dialogare con esso. Si passerà dalle sculture in marmo di Graziano Pompili, alla ceramica di Claudia Steiner, al vetro di Angelo Zennaro, alle terrecotte ai bronzi e agli ottoni di Bruno Raspanti fino all’istallazione finale di Marco Bernardi. L’intenzione non è solo di esporre delle “belle opere”, ma anche mostrare il potenziale di questo luogo e di come tanti altri spazi, spesso lasciati a se stessi nei nostri territori, possono valorizzarsi attraverso l’intervento di qualificati artisti contemporanei, non necessariamente con grandi investimenti.

Quali caratteristiche vi hanno intrigato delle 5 realtà di “Operazione Brainstorming”?

Serena: valgono le stesse considerazioni fatte sopra. A me, visto che questa parte della manifestazione l’ho seguita in prima persona, piace mischiare le carte in tavola.Queste cinque realtà propongono idee nuove e creative senza però tralasciare qualità e professionalità, che ritengo siano una componente imprescindibile per la realizzazione di un buon progetto.

L’Italia di Rugbyland quanto è diversa dall’Italia di Calcioland (in riferimento al libro di Andrea Rangona che verrà presentato il 18)?

Serena: io adoro il calcio. Il rugby è sicuramente uno sport più puro e mi intriga molto. Però non sono diventata un’espertona di rugby dell’ultima ora (come la maggior parte degli Italiani, a quanto pare). Io confido in Andrea Ragona e nella sua storia per colmare questa mia lacuna.

Ishaq, che sarà il concerto a chiusura della manifestazione, è ricerca musicale, ma anche ricerca grafica e web, per creare uno stile, in senso ampio. E’ stata, per così dire, una scelta di stile per “Arte in Corte”?

Serena: Ishaq incarna perfettamente la mia idea di stile in senso letterale. Niente è lasciato al caso, ogni minimo dettaglio è curato; è un gruppo che apprezzo perché non ha bisogno di atti eclatanti per farsi notare. La sua musica parla da sola.

State già pensando alla prossima edizione?

Serena: Risponderò a questa domanda soltanto se sopravviverò alla prima. Sto scherzando… Azzarderei un: “Perché no?”

Nicola: Sì, ci piacerebbe, ma questo lo capiremo vedendo l’esito di questa edizione e se le istituzioni manifesteranno, dopo quest’esperienza, un interesse per poter poi promuovere le prossime edizioni.

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Silvia Gorgi è laureata in Scienze Politiche. Padovana doc, coltiva da sempre l’attività giornalistica. Scrive di musica, arte e letteratura per le pagine di Cultura e Spettacoli dei quotidiani del gruppo editoriale L’Espresso, Il Mattino di Padova, La Nuova di Venezia e Mestre, La Tribuna di Treviso e il Corriere delle Alpi, dal 2002. Dal 2012 scrive per ELLE Italia.
Speaker radiofonica, ha ideato Nordest Boulevard, nel 2009, programma radiofonico da lei condotto, su radio Sherwood, che indaga la realtà culturale del Nordest attraverso rubriche e talk show, ma che è diventato un progetto culturale per raccontare l’arte a Nordest a 360°, cinema, teatro, fotografia, arti figurative, per fare sistema.

Dopo la specializzazione in Giornalismo all’Università di Padova, è divenuta responsabile di uffici stampa per associazioni cinematografiche, sociali, culturali, eventi e case di produzione. È ideatrice del progetto Gitta Schilling-Bellezza senza tempo: cinema e fotografia uniti per raccontare la vita di una mannequin unica: esposizione-mostra nella prestigiosa galleria Infantellina Contemporary nel 2011 a Berlino, con foto e alla presenza di F. C. Gundlach e Walter Kober, fotografi di fama internazionale. Ha curato mostre di artisti legati al Nordest in Veneto e a Berlino fra il 2010 e il 2012. Presenta scrittori, registi, musicisti in eventi lungo il territorio e in particolare ha curato la presentazione di alcuni progetti cinematografici nello spazio della Regione nel corso della 67°-69°-70° edizione della Mostra del Cinema di Venezia. Dal 2010, Silvia vive fra Padova e Berlino.

Ama viaggi e ristoranti etnici, rock americano e nuove tendenze. Cocktail preferito: margarita.

Silvia Gorgi – who has written posts on Nordest Boulevard.