Irma Paulon

Irma Paulon

Irma Paulon è frizzante, solare, esoterica. Ha qualcosa di magico in quel suo sguardo quando ti parla di come si è avvicinata all’arte e di quanto questo sia stato per lei totalizzante. A tal punto da cambiare letteralmente vita. Prima ne conduceva una come tanta, sposata giovane, una figlia oggi un po’ più che ventenne, un lavoro in supporto a quello del marito. Poi? La sua anima gitana, la sua attitudine da pifferaia magica, l’hanno condotta lungo strade sconosciute e l’hanno portata oggi a scegliere, come centro propulsore della sua vita, la creatività. Una scelta netta, non facile, ma sicuramente liberatoria. E affascinante, visto che attorno a sé, in una sorta di strana alchimia, aggrega persone che con la creatività hanno a che fare, finendo per amplificare gli effetti di questa esperienza, nata in forma individuale e divenuta una catarsi artistica collettiva.

Il tuo approccio all’arte

Sono un’artista autodidatta. Sono sempre stata una ribelle, alle medie mi avevano consigliato di intraprendere l’indirizzo artistico, ma per via di questa ribellione interiore non ho poi voluto continuare gli studi. Ma l’essere creativa è una cosa che ho sempre avuto dentro, quello che toccavo riuscivo a trasformarlo. Insieme a questo c’è da aggiungere che la sofferenza d’animo è un altro elemento che non mi abbandona mai e in questo senso la goccia “emotiva” che ha fatto traboccare il vaso è stata la morte di mio nipote in un incidente stradale a fine ‘99 da lì è iniziato il mio tunnel personale … mi sono avvicinata alla pittura nel 2002 con due tele grandi “Fuochi d’artificio” e “La strada”, eseguite di puro istinto, sia la scelta delle tele grandi e i colori, sia per il fatto di non aver dipinto utilizzando il cavalletto ma su tavola perché in quel particolare momento dipingere su cavalletto non dava la sensazione di non entrare in profondità. Dopo aver dipinto queste due tele mi sono sentita leggera, ma ugualmente dopo poco tempo sono rientrata nel tunnel della sofferenza e del malessere interiore, ero alla ricerca di qualcosa, ma non riuscivo a trovarla. Nel maggio 2004 mi sono avvicinata alle discipline orientali e da lì è iniziata in me un’esplosione. Era tutti latente, avevo solo bisogno di risvegliarlo. Ho iniziato a dipingere con continuità e a settembre ho provato la prima esposizione in un locale a Rovigo, la mia città natale, poi a dicembre di quell’anno ho fatto la prima personale nell’enoteca Forum di Rovigo. Le prime esperienze da cui ho intrapreso questa strada. Da allora non mi sono più fermata. Avevo capito che stavo cercando me stessa.

La tua ricerca interiore e artistica ha subito delle svolte soprattutto attraverso la sperimentazione di nuovi materiali…

Sì, anche in questo caso non è stato possibile per me non prescindere dall’emotività  Infatti anche quando finisce un amore ci vengono a mancare le sicurezze e nel 2007 quando è finito il mio matrimonio è cambiato il mio modo di creare, ho sentito fortemente l’esigenza del “materico”, ed è stato in quel periodo che ho iniziato con le installazioni e a dipingere con più materia, ho iniziato a lavorare la resina e ad amare le sua trasparenza. Ho imparato la manualità, a usare il trapano, a lavorare il plexiglass e le resine, il tutto collaborando con un’azienda di Rovigo Marcello Pubblicità, dove realizzano insegne pubblicitarie, che ringrazierò per tutta la vita. Loro mi hanno insegnato tanto e con loro mi sono anche molto divertita per due anni.

Attraversi fabbriche e campi, onorando la tradizione contadina e la vocazione industriale del Nordest, imparando dai suoi operai come plasmare la materia e poi decidi di lasciare Rovigo, terra di confine fra Veneto ed Emilia, iniziava a starti stretta?

Tutto è partito con un’esposizione. A giugno 2010 sono stata scelta per allestire il parco di casa Malipiero con le mie installazioni per l’ArtFilmFestival/Festival Fuori di Asolo. Sono rimasta stregata dalla poesia di questo luogo. Ho cercato e trovato subito casa, in tre giorni. Ad Asolo la mia anima si è sentita finalmente in pace. Almeno per il momento!

Qui crei, in questo 2012, un turbinio di eventi sotto il nome di “Endless”: un network che lega artisti e imprenditori, per creare un circuito virtuoso fra business e arte.

La mia idea di fondo è che esiste un filo conduttore “Senza Fine” nelle varie forme in cui l’Arte si manifesta. Da lì nasce l’idea di “Endless” uno straordinario connubio tra espressioni artistiche. A maggio “Endless” è stato evento collaterale alla Biennale d’Arte di Asolo, un weekend in cui, in cinque luoghi del borgo, ho presentato, insieme alle mie opere, esposte in galleria e nella mia casa-atelier, una serie di realtà culturali-imprenditoriali, come quelle di Eva Dub, stilista veneziana, Chiara Fantig, truccatrice di fama internazionale friulana, Roberta Baruzzo, creatrice di cioccolateria-fashion, trapiantata a Londra, Giulio Baistrocchi, artista e esperto conoscitore di rose antiche, Matteo Strukul, scrittore, Alessandro Vitti, fumettista, Giuliano Ramazzina, giornalista, ecc… A settembre l’idea della “bellezza che muove il mondo” l’ho invece veicolata in una serata di aggregazione con il mondo imprenditoriale veneto. E il primo di dicembre ho portato “Endless” on tour, nella Barchessa di Villa Grimani Morosini a Martellago (Ve), esponendo con Caterina Prearo, fotografa, mentre il 2 ho aperto un temporary shop ad Asolo, dando spazio a Giada Vintage, fashion research, e Martina Chiara Milan, fotografa, e raccogliendo le famiglie per raccontare “Storie di Natale” con il Teatro dell’Inutile.

Archiviato il 2012, per questo inizio d’anno la vulcanica Irma ha già in programma un paio di esposizioni da fare a Venezia nel periodo carnevalesco, anche se per il momento i luoghi che toccherà sono ancora top secret.

Irma PaulonIrma PaulonIrma PaulonIrma PaulonIrma PaulonIrma PaulonIrma PaulonIrma PaulonIrma PaulonIrma Paulon

Silvia Gorgi è laureata in Scienze Politiche. Padovana doc, coltiva da sempre l’attività giornalistica. Scrive di musica, arte e letteratura per le pagine di Cultura e Spettacoli dei quotidiani del gruppo editoriale L’Espresso, Il Mattino di Padova, La Nuova di Venezia e Mestre, La Tribuna di Treviso e il Corriere delle Alpi, dal 2002. Dal 2012 scrive per ELLE Italia.
Speaker radiofonica, ha ideato Nordest Boulevard, nel 2009, programma radiofonico da lei condotto, su radio Sherwood, che indaga la realtà culturale del Nordest attraverso rubriche e talk show, ma che è diventato un progetto culturale per raccontare l’arte a Nordest a 360°, cinema, teatro, fotografia, arti figurative, per fare sistema.

Dopo la specializzazione in Giornalismo all’Università di Padova, è divenuta responsabile di uffici stampa per associazioni cinematografiche, sociali, culturali, eventi e case di produzione. È ideatrice del progetto Gitta Schilling-Bellezza senza tempo: cinema e fotografia uniti per raccontare la vita di una mannequin unica: esposizione-mostra nella prestigiosa galleria Infantellina Contemporary nel 2011 a Berlino, con foto e alla presenza di F. C. Gundlach e Walter Kober, fotografi di fama internazionale. Ha curato mostre di artisti legati al Nordest in Veneto e a Berlino fra il 2010 e il 2012. Presenta scrittori, registi, musicisti in eventi lungo il territorio e in particolare ha curato la presentazione di alcuni progetti cinematografici nello spazio della Regione nel corso della 67°-69°-70° edizione della Mostra del Cinema di Venezia. Dal 2010, Silvia vive fra Padova e Berlino.

Ama viaggi e ristoranti etnici, rock americano e nuove tendenze. Cocktail preferito: margarita.

Silvia Gorgi – who has written posts on Nordest Boulevard.