Rosy Garbo e Gitta Schilling

La moda oggi in tempi di crisi. La moda degli anni d’oro. Un difficile parallelismo di cui discutere in un estemporaneo vis à vis con una stilista di fama internazionale ed una ex fotomodella che ha conquistato le pagine delle riviste mondiali di fashion, grazie al suo volto. Le due “Lei” sono entrambe fortissimamente legate al territorio del Nordest, l’una perché nata a Cavarzere, e con un atelier padovano che è base creativa delle sfilate di cui è protagonista a Roma e Milano, l’altra perché ha scelto come buen retiro, originaria di Berlino, il nostro Altopiano. Entrambe hanno nomi accorciati per essere più incisivi, Rosy (Rosetta), Gitta (Brigitta), e cognomi che suonano importanti, Garbo, l’una, Schilling, l’altra.

La stilista e la fotomodella si sono incontrate per via di una sfilata andata in tv di Rosy Garbo che ha colpito a tal punto Gitta per la sua fantasia, i suoi tagli, la raffinata eleganza e l’ampio specchio di creazioni dal pop all’alta moda da spingerla a contattarla. Da pochi mesi l’incontro fortunato è divenuto anche un’amicizia: ho ritrovato una stilista di alta moda d’altri tempi, che lavora in ambiente familiare, in cui la sua professionalità d’alto livello si sposa all’intuizione di concentrarsi sui clienti, pensando all’abito a seconda della personalità del soggetto. E nel suo carattere vivace, è molto espressiva, con una grande verve, ho ritrovato tratti della personalità di Coco Channel  che ho conosciuto e che è e resta per me un mito, la designer che ha saputo meglio esprimere la femminilità nella moda.

Così Gitta, che negli anni ’50 e ’60 ha lavorato appunto con Chanel e poi con Dior, è stata musa per Helmut Newton e ha conquistato le copertine di Vogue e Harper’s Bazaar, a 76 anni, è stata riportata sul palco fra le indossatrici da Rosy una grande emozione, mi sono commossa, lo scorso 3 agosto, ad Asiago, nel corso di una sfilata organizzata dal figlio di Rosy, Mauro Belcaro, con l’associazione Docstyle, e il 29 agosto, nello spazio della Regione, all’Hotel Excelsior, ha tagliato il nastro d’inaugurazione della performance del marchio Garbo il giorno d’apertura della Mostra del Cinema al Lido.

Per la sfilata di Asiago l’abito indossato da Gitta è una creazione-omaggio alla mannequin della Garbo: di cui ho scelto il colore – ricorda Gitta – il verde che sta bene con la pelle del mio viso, è stato confezionato da Rosy dopo avermi preso le misure e fatto un’unica prova in cui aveva già lavorato alle piccole rifiniture del vestito. Un occhio, il suo, da vera esperta, un talento, che seppure esercitato grazie ai suoi studi, ha nel sangue.

Gitta è ancora bellissima – precisa Rosy – ha un’eleganza invidiabile ed innata, poi quel suo accento, ormai quasi del tutto italianizzato, la rende intrigante e il suo modo di parlare pacato, i suoi movimenti non ti possono che conquistare. Lei ha un profondo rispetto per la professione di modella e ama il mio lavoro di designer. Per il completo ho usato la seta. Uso sempre solo fibre naturali, non mi piace il contatto con le mani delle fibre sintetiche.

Il periodo di fama di Gitta coincide con un periodo d’oro per la moda, chi fa questo mestiere – continua Rosy – non può che essere stato influenzato dagli anni ’50 e ‘60, anche se personalmente il mio stile attinge moltissimo dall’eleganza degli anni ‘30, da quelle linee sofisticate, dalle spalline strette e i particolari preziosi. Vorrei oggi si recuperasse da allora il significato che si dava al cambio d’abito, a seconda del momento che si sta vivendo, del mattino e della sera, del cambiarsi per la cena, per andare a teatro, questo senso è ancora molto forte in città come NY, dove lo ritrovo andando spesso, visto che Francesco – il secondogenito – vive lì, da noi non c’è più, ma mi piacerebbe si recuperasse.

E in tempi di crisi economica, lontani dagli anni in cui <nel dopoguerra, con il turismo americano a Roma e i grandi personaggi, le nostre capacità artigianali venivano portate alla luce a livello internazionale, mi auguro che il primato della moda resti made in Italy. Molti stilisti sono andati all’estero, molte case tessili hanno chiuso. Semplificando le lavorazioni, e recuperando l’idea di una creazione fatta per la persona e consegnata senza intermediari, l’artigianalità italiana potrà restare un punto di riferimento. Rispetto a questo – riprende Gitta – penso che i giovani debbano puntare sul piccolo: si è molto più creativi se si crea per 300 persone piuttosto che 4000. Internet può essere una nuova via per mostrare gli abiti, ma resta fondamentale la curiosità nei confronti della professione e la passione nell’intraprenderla  E poi volontà, volontà, volontà – conclude Rosy – per guadagnarsi un posto al sole.

Silvia Gorgi è laureata in Scienze Politiche. Padovana doc, coltiva da sempre l’attività giornalistica. Scrive di musica, arte e letteratura per le pagine di Cultura e Spettacoli dei quotidiani del gruppo editoriale L’Espresso, Il Mattino di Padova, La Nuova di Venezia e Mestre, La Tribuna di Treviso e il Corriere delle Alpi, dal 2002. Dal 2012 scrive per ELLE Italia.
Speaker radiofonica, ha ideato Nordest Boulevard, nel 2009, programma radiofonico da lei condotto, su radio Sherwood, che indaga la realtà culturale del Nordest attraverso rubriche e talk show, ma che è diventato un progetto culturale per raccontare l’arte a Nordest a 360°, cinema, teatro, fotografia, arti figurative, per fare sistema.

Dopo la specializzazione in Giornalismo all’Università di Padova, è divenuta responsabile di uffici stampa per associazioni cinematografiche, sociali, culturali, eventi e case di produzione. È ideatrice del progetto Gitta Schilling-Bellezza senza tempo: cinema e fotografia uniti per raccontare la vita di una mannequin unica: esposizione-mostra nella prestigiosa galleria Infantellina Contemporary nel 2011 a Berlino, con foto e alla presenza di F. C. Gundlach e Walter Kober, fotografi di fama internazionale. Ha curato mostre di artisti legati al Nordest in Veneto e a Berlino fra il 2010 e il 2012. Presenta scrittori, registi, musicisti in eventi lungo il territorio e in particolare ha curato la presentazione di alcuni progetti cinematografici nello spazio della Regione nel corso della 67°-69°-70° edizione della Mostra del Cinema di Venezia. Dal 2010, Silvia vive fra Padova e Berlino.

Ama viaggi e ristoranti etnici, rock americano e nuove tendenze. Cocktail preferito: margarita.

Silvia Gorgi – who has written posts on Nordest Boulevard.