My name is Ernest

MY NAME IS ERNEST. HEMINGWAY E L’ITALIA

My name is Ernest

Dalle testimonianze, dagli scritti, dalle suggestioni, prenderà forma “My name is Ernest. Hemingway e l’Italia”. Presentato al Lido, nello spazio della Regione, nel corso della Mostra del Cinema, con la collaborazione della Treviso Film Commission e di Running Tv International, il lungometraggio, prodotto da Venice Film, ha come regista Emilio Briguglio, casa di produzione e regia patavine entrambe: fra i vari progetti su cui stavo lavorando con la Venice – racconta Briguglio – questo ci serviva come prova generale per il film che svilupperemo nel 2013, sempre in costume, d’epoca. Analizziamo due periodi di permanenza di Hemingway in Veneto: dal ‘18 quando arriva in Italia come volontario della Croce Rossa e viene ferito a Fossalta di Piave. Periodo in cui si innamora dell’infermiera Agnes. E dal ’48 quando torna in vacanza, rendendo celebri l’Harry’s Bar e il Gritti, spostandosi fra Caorle, Venezia, Cortina, e si innamora della nobildonna Adriana Ivancich. Il primo periodo lo ispira per “Addio alle armi”, il secondo per “Di là dal fiume fra gli alberi”. I passaggi fra un periodo ed un altro saranno uniti dalle testimonianze che abbiamo raccolto e che saranno inserite come voci fuori campo. Con Riccardo Fabrizi, il cosceneggiatore, abbiamo studiato Hemingway cercando di non tralasciare nulla, partendo dai suoi scritti e rivedendoci anche quanto fatto finora cinematograficamente. Grande lavoro di pre-produzione dunque e recupero di immagini di repertorio.

Le riprese, avvenute fra ottobre e novembre, hanno toccato Venezia, l’hotel dei Dogi, Abano, villa Rigoni Savioli, Nervesa della Battaglia, museo della prima Guerra Mondiale, Chioggia. Ultime scene a Torre di Mosto e di nuovo Venezia. Un lavoro cui giunge il regista, dopo alcune autoproduzioni che l’hanno fatto conoscere nel circuito cinematografico regionale, fra cui il film d’esordio “L’Appello” sul disagio giovanile, vincitore di 4 premi internazionali (in Alaska, Cile, Bolivia, Mexico) e divenuto nel 2012 film d’essai.

Accanto a lui un cast tecnico ormai consolidato nelle esperienze precedenti, fra cui Lorenzo Pezzano alla fotografia e come scenografo Antonio Panzuto. Gli interpreti, scelti dopo un doppio casting a Padova e a Roma, sono uno stuolo di attori veneti: Carla Stella, Vasco Mirandola, Alessandro Bressanello, Marco La Ferla, Sara Lazzaro. Le parti principali sono state affidate a: Stefano Scandaletti, di Padova, per il barone Nanuk mi sembrava perfetto. L’ho visto a teatro – premio Off#2011 al Teatro Stabile del Veneto, apparso in “Vallanzasca” – uno dei talenti della scena nazionale. Per interpretare Adriana Ivancich, nonostante l’età sia superiore, abbiamo scelto Anna Kravos, di Trieste – premio L.A.R.A. miglior interprete e candidata al David di Donatello nel 2010 per “Alza la testa” di Angelini – un’attrice estremamente versatile; Diego Pagotto, visto accanto a Elio Germano in “Faccia d’angelo” sarà Fabio e Eleonora Bolla di Padova – presente negli ultimi film di Brizzi e Ozpeteck- una perfetta giovane Agnes.

In scena, immersa nella vita del grande scrittore americano ci va soprattutto il Veneto: sì, una regione che ha conquistato personaggi autorevoli, anche la Callas, ad Hemingway ricordava la sua terra d’infanzia, il Michigan, qui poteva alimentare le sue profonde passioni per caccia e pesca e aveva incontrato anche fortissime passioni amorose. Attraverso le sue vicende umane ci siamo ritrovati a raccontare la potenza della bellezza di questo territorio.

My name is Ernest

Silvia Gorgi è laureata in Scienze Politiche. Padovana doc, coltiva da sempre l’attività giornalistica. Scrive di musica, arte e letteratura per le pagine di Cultura e Spettacoli dei quotidiani del gruppo editoriale L’Espresso, Il Mattino di Padova, La Nuova di Venezia e Mestre, La Tribuna di Treviso e il Corriere delle Alpi, dal 2002. Dal 2012 scrive per ELLE Italia.
Speaker radiofonica, ha ideato Nordest Boulevard, nel 2009, programma radiofonico da lei condotto, su radio Sherwood, che indaga la realtà culturale del Nordest attraverso rubriche e talk show, ma che è diventato un progetto culturale per raccontare l’arte a Nordest a 360°, cinema, teatro, fotografia, arti figurative, per fare sistema.

Dopo la specializzazione in Giornalismo all’Università di Padova, è divenuta responsabile di uffici stampa per associazioni cinematografiche, sociali, culturali, eventi e case di produzione. È ideatrice del progetto Gitta Schilling-Bellezza senza tempo: cinema e fotografia uniti per raccontare la vita di una mannequin unica: esposizione-mostra nella prestigiosa galleria Infantellina Contemporary nel 2011 a Berlino, con foto e alla presenza di F. C. Gundlach e Walter Kober, fotografi di fama internazionale. Ha curato mostre di artisti legati al Nordest in Veneto e a Berlino fra il 2010 e il 2012. Presenta scrittori, registi, musicisti in eventi lungo il territorio e in particolare ha curato la presentazione di alcuni progetti cinematografici nello spazio della Regione nel corso della 67°-69°-70° edizione della Mostra del Cinema di Venezia. Dal 2010, Silvia vive fra Padova e Berlino.

Ama viaggi e ristoranti etnici, rock americano e nuove tendenze. Cocktail preferito: margarita.

Silvia Gorgi – who has written posts on Nordest Boulevard.