Intervista a Eleonora Bolla

La tua partecipazione alla fiction di Rai Uno “Sposami” di Umberto Marino, che si è appena conclusa ed ha ottenuto un ottimo share di ascolti, ispirata a “Scandalo a Philadelphia” e il tuo ruolo accanto alla protagonista Francesca Chillemi

Alexia è la sarta giovane, un po’ sui generis, con un po’ di piercing in viso. Per ottenere la parte ho fatto un provino con il regista e con la produzione infine con Eleonora Andreatta, direttrice di Rai Fiction. Il ruolo, che non traccia soliti personaggi presenti in questo tipo di produzioni, diciamo è un po’ fuori dal coro, mi ha impegnata per cinque mesi. Le riprese sono state fatte a Trieste e Trento.

Ultimamente ti abbiamo vista in “Magnifica Presenza” di Ozpeteck…

Per me è stato un grandissimo onore, poi sul set è successa una cosa particolare, lui dirige senza parlare e mi è bastata guardarlo per capire cosa voleva dal personaggio, insomma c’è stata una sorta di alchimia

e in “Com’è bello far l’amore” di Fausto Brizzi

L’esperienza con Brizzi è stata molto giocosa, lui lavora spesso con le stesse persone e c’è un’aria amichevole, poi devo dire che con me in scena c’è stato un giovane attore molto bravo, Alessandro Stelluti, che mi ha reso più semplice affrontare un ruolo un po’ ostico.

La tua prima volta davanti la macchina da presa

In “32” di Michele Pastrello di Conegliano (TV), dove sono una ragazza violentata braccata dal suo stupratore. Ero ancora in Accademia. Lì ho capito che il mio primo grande amore è il cinema. Pastrello non è così conosciuto a livello nazionale, ma è bravissimo nella direzione degli attori, tra i registi indipendenti mi è rimasto particolarmente impresso per un talento straordinario.

Il ruolo che ti è rimasto nel cuore

Ne “Il 13 apostolo” di Alexis Sweet, ho un ruolo che ho amato moltissimo, dark, fuori dagli schemi, demoniaco. Questo tipo di ruoli mi divertono molto e trovo facilmente la chiave giusta per mettere in scena il lato oscuro di una personalità.

Hai appena girato un film nel tuo Veneto, di una casa di produzione padovana, che si focalizza sui periodi in cui Hemingway è stato in Italia, ossia durante la Prima Guerra Mondiale e dopo la seconda per vacanza

Sì, il titolo del progetto che è appunto appena stato girato ed è in fase di montaggio è “My name is Ernest. Hemingway e l’Italia”. Agnes, l’infermiera innamorata di Hemingway che lo cura dopo un suo ferimento nel corso della Grande Guerra, è stata per me una sfida, visto che per la prima volta ho girato in costume, un mio sogno, e in inglese (Eleonora ha fatto il liceo linguistico). C’è stato uno studio al personaggio molto approfondito visto che era necessario entrare in un’epoca passata, capirne le abitudini, le posture di una fanciulla di quei tempi, i modi ecc…, è stato fondamentale parlare con il regista, Emilio Briguglio, padovano, che mi ha parlato prima di girare e lavorare con una troupe sensibile ed attenta a rendere giustizia a persone realmente esistite.

Qualche tempo fa è uscita una tua intervista in cui parli della tua vita privata, di quando eri adolescente, descrivendo alcune tue esperienze emotivamente molto forti, come mai hai deciso di rendere pubblico questo tuo passato?

E’ uscita su Vanity Fair e descrive una parte della mia vita non serena di cui passando il tempo si riesce a parlarne con maggior tranquillità, anche se certe cose non sono facili da rimuovere, resta un percorso fatto con te stesso e questo lavoro mi ha aiutato molto per affrontare i fantasmi del passato, anche se poi ogni giorno ci sono difficoltà, l’importante è prendere coscienza dei traumi e pensare che questi non ti impediscono nulla, poi nel corso della vita puoi superare tutto.

Ho letto che hai fatto un sacco di sport il che mi fa dire che saresti in grado fisicamente di affrontare un ruolo action

Magari, in Italia non c’è un gran mercato in tal senso, anche se io sarei pronta non avrei bisogne della controfigura, ho fatto nove anni di equitazione e poi faccio pallavolo, calcio, sci, kickboxing e boxe, poi faccio anche danza per rendere anche i movimenti più aggraziati.

Il cinema su web. Tu cosa ne pensi?

Il web è un’ottima vetrina ma per il momento è questo. Ci sono tanti prodotti che non sono di qualità, insomma credo sia necessario crearsi un percorso professionale. Poi spesso ci sono critiche alla televisione per determinate fiction, ma la gente le guarda ed altri prodotti non vengono guardati, insomma è difficile trovare un giusto equilibrio ma ci deve essere sia la qualità che il ritorno economico ossia un pubblico che ti vede sennò le imprese di produzione falliscono.

Attori per te fonte di ispirazione

Kate Winslet, Angelina Jolie, soprattutto degli inizi, Julianne Moore, Diane lane, Giovanna Mezzogiorno, Jonathan Reesemayer, Robert Downey junior, Elio Germano

Cosa ti piacerebbe interpretare

Una madre, visto che sembro più giovane – ha 26 anni – e spesso mi fanno fare la ragazzina, la criminologa tipo quelle delle serie Tv americane, e un uomo.

Roma – Padova andata e ritorno che significato ha per te

Vivo a Roma per lavoro anche se sono cresciuta a Valdobbiadene, poi a Pieve di Soligo e infine mi son trasferita a Padova. Mi sento una paesana, faccio fatica nelle grandi città a trovare la mia dimensione, così se devo prepararmi ad una parte torno in Veneto dove respiro, quei luoghi sono la mia casa, mi rassicurano. Sarebbe bello anche tornare sempre di più per lavorarci. Poi ho una vita privata che mi manca ed è lì.

 

Silvia Gorgi è laureata in Scienze Politiche. Padovana doc, coltiva da sempre l’attività giornalistica. Scrive di musica, arte e letteratura per le pagine di Cultura e Spettacoli dei quotidiani del gruppo editoriale L’Espresso, Il Mattino di Padova, La Nuova di Venezia e Mestre, La Tribuna di Treviso e il Corriere delle Alpi, dal 2002. Dal 2012 scrive per ELLE Italia.
Speaker radiofonica, ha ideato Nordest Boulevard, nel 2009, programma radiofonico da lei condotto, su radio Sherwood, che indaga la realtà culturale del Nordest attraverso rubriche e talk show, ma che è diventato un progetto culturale per raccontare l’arte a Nordest a 360°, cinema, teatro, fotografia, arti figurative, per fare sistema.

Dopo la specializzazione in Giornalismo all’Università di Padova, è divenuta responsabile di uffici stampa per associazioni cinematografiche, sociali, culturali, eventi e case di produzione. È ideatrice del progetto Gitta Schilling-Bellezza senza tempo: cinema e fotografia uniti per raccontare la vita di una mannequin unica: esposizione-mostra nella prestigiosa galleria Infantellina Contemporary nel 2011 a Berlino, con foto e alla presenza di F. C. Gundlach e Walter Kober, fotografi di fama internazionale. Ha curato mostre di artisti legati al Nordest in Veneto e a Berlino fra il 2010 e il 2012. Presenta scrittori, registi, musicisti in eventi lungo il territorio e in particolare ha curato la presentazione di alcuni progetti cinematografici nello spazio della Regione nel corso della 67°-69°-70° edizione della Mostra del Cinema di Venezia. Dal 2010, Silvia vive fra Padova e Berlino.

Ama viaggi e ristoranti etnici, rock americano e nuove tendenze. Cocktail preferito: margarita.

Silvia Gorgi – who has written posts on Nordest Boulevard.